Leclerc, una pole da fenomeno. Con la Ferrari piega Verstappen, tornano a ruggire le Mercedes
di Giorgio Ursicino

Leclerc, una pole da fenomeno. Con la Ferrari piega Verstappen, tornano a ruggire le Mercedes

Più che un predestinato ormai sembra un fenomeno. Sul tracciato di Montmelò, né affascinante né di coraggio ma considerato da tutti la cartina al tornasole per valutare quale accoppiata auto-pilota sia la migliore, il Principino ci mette la firma. L’impresa non è stata spettacolare. Le emozioni scatenate, però, sono state fortissime. Guida pulita, pista perfetta, niente traffico, quindi solo contro se stesso. Charles aveva accettato l’handicap di partire per primo nell’ultimo tentativo della Q3 perché non aveva ancora un crono valido. Nel tentativo iniziale, infatti, il monegasco era finito in testacoda nella chicane che immette sul rettilineo del traguardo dopo aver stampato una doppietta di fucsia agli intertempi. Leclerc con un giro perfetto è stato l’unico in grado di scendere a un minuto e 18 secondi, costringendo gli altri all’inchino mentre alzavano bandiera bianca.

Sainz era terzo ed oggi scatterà dietro al compagno, sulla parte gommata della pista, in piena traiettoria. Siccome il rettilineo è lungo sarà fondamentale che lo spagnolo copra l’alettone del compagno per evitare che Max prenda la scia e si infili alla staccata. A Montmelò, è noto, la pole è fondamentale perché è un tracciato parecchio raccordato che non offre molti punti di frenata. Se sei davanti, e sei uno tosto come viso d’angelo, hai buone chance di tenerti tutti dietro anche se la tua macchina non è la più veloce. Chi insegue non passa e, evitando di incassare un “undercut” si può tentare di fare una corsa tutta di strategia nonostante sia un must fare due soste ai box perché l’asfalto catalano è molto aggressivo con i pneumatici.

In realtà, i ragazzi di Binotto ieri mattina hanno fatto un lavoro extra per verificare che le modifiche suggerite dal simulatore in fabbrica funzionassero a dovere. E i “mini” long run fatti dai piloti confermavano di essere sulla giusta strada. Se siano riusciti a raggiungere il passo di Verstappen non si sa (forse no), ma le coperture hanno dimostrato di mantenere performance anche sulla distanza e non calavano più disastrosamente come venerdì. Specialmente verso fine stint probabilmente Max avrà qualche decimo di margine in saccoccia, ma qui scendono in campo Montmelò e la classe di Charles per tenere dietro il rivale più rapido. Lo sa bene l’olandesino quando, da poco maggiorenne, vinse il suo primo gran premio di F1 proprio a Barcellona, tenendosi dietro nei giri finali quella vecchia volpe di Kimi Raikkonen con il Cavallino.

Non serve fare manovre di copertura, se tieni la tua linea, e la vettura non è un cancello, è fatta. Come mai Verstappen con una Red Bull così equilibrata si è fatto strappare la pole? Capire cosa passi nella testa del campione del mondo è sempre più difficile che intuire lo stato d’animo del Pricipino che parla con le espressioni del volto, facendo trapelare il suo umore. Max, invece, è di ghiaccio ed è capace di avere la stessa cera quando diventa campione del mondo all’ultimo giro o quando la sua monoposto lo tradisce. In ogni caso Verstappen si era riservato l’ultimo posto per fare il suo giro finale così da avere chance di rispondere agli assalti di Leclerc. Non era nemmeno arrivato al primo intertempo e si è reso conto che qualcosa non era stato perfetto.

Con un raziocino glaciale ha immediatamente alzato il piede per avere un treno di soft quasi nuovo per la gara visto che l’avversario era stato l’unico a risparmiarne uno in Q2 prendendosi qualche rischio di essere eliminato. Max e Charles oggi avranno un piccolo vantaggio rispetto a tutti gli altri proprio per le gomme. La Mercedes è tornata e potrebbe allargare la lotta per il primato a 6 monoposto. Certo, a Barcellona le Frecce sono di casa avendo vinto 8 volte negli ultimi 9 anni (in mezzo c’è l’acuto di baby Max) ed Hamilton ha trionfato nelle ultime 5 edizioni. Ieri il solito Russell ha preceduto Lewis ed oggi scatterà in seconda fila, subito davanti al compagno che è sesto. Ma i distacchi sono diventati umani, sul passo sembrano consistenti e la W13 appare facile da guidare, con un posteriore attaccato al terreno. Le Rosse dovranno prestare attenzione perché George ha detto: «No, abbiamo recuperato, ma Max è ancora troppo veloce...».


Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Maggio 2022, 16:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA