Il Principe di Montecarlo: Sebastien Ogier con la Toyota trionfa per l'ottava volta nel Rally più prestigioso
di Giorgio Ursicino

Il Principe di Montecarlo: Sebastien Ogier con la Toyota trionfa per l'ottava volta nel Rally più prestigioso

Nel Principato c’è un nuovo re. Il pluricampione del mondo Sebastien Ogier, con la sua Toyota Yaris WRC, si è aggiudicato per l’ottava volta il prestigioso Rally di Montecarlo. Nessuno come lui nel regno dei controsterzi. È il periodo dei record e delle imprese eroiche nel motorsport. Ha iniziato Lewis Hamilton, il sovrano nero della F1, eguagliando un record che sembrava impossibile: sette titoli mondiali, come il mitico Schumi che ha scritto la storia al volante della sua Ferrari. Il britannico vuole diventare divino e quest’anno ha messo nel mirino una tripletta da sogno, mai immaginata da nessun umano: ottava corona iridata, 100 pole position e 100 gran premi vinti.

L’impresa è molto più concreta di quando può sembrare perché in Inghilterra stanno tirando a lucido la versione 2021 della monoposto migliore di tutti i tempi (7 Mondiali Costruttori e altrettanti Piloti consecutivi), un’astronave che non sa perdere con Lewis nell’abitacolo. Poi è stata la volta di “Monsieur Dakar”, il cinquantaseienne Stephane Peterhansel che ha trionfato qualche giorno fa per la quattordicesima volta nel raid e nella maratona motoristica più massacrante del mondo. Sei volte in moto e otto in macchina in tre continenti diversi per suggellare la sua immensità. Ora tocca a Seb scrivere una pagina di leggenda perché anche lui, se non si stuferà prima, ha le chance per diventare il più vincente nella sua speciale categoria.

Un primato per ora nelle mani dell’altro Sebastien, Loeb, detto per la sua ferocia agonistica il “cannibale”. Un tipo capace di far passare Eddy Merckx per un “altruista”. Loeb, che ancora non ha mai appeso veramente il casco al chiodo, quando ha smesso (su invito di Ogier...) con i rally a tempo pieno, sembrava dover rimanere per decenni il punto di riferimento della specialità anche perché i suoi numeri erano imparagonabili con tutti i campioni che l’avevano preceduto. Invece ora è l’altro Seb, il connazionale francese di Gap, che mette in discussione la sua supremazia.

Per adesso Ogier ha iniziato a prendersi lo scettro della gara di casa scavalcando Loeb (ha dominato 7 volte), ma non è una cosa da poco poiché si tratta del Rally più affascinante e ambito del globo che vale quanto tutto il resto della stagione specialmente per un pilota transalpino. Facile immaginare che con l’ottava vittoria al “Monte” Sebastien sia al settimo cielo. A livello assoluto Loeb ha ancora un bel vantaggio: 9 Mondiali contro 7, 79 gare vinte contro 50, 119 podi contro 85, 180 gare disputate contro 157. Al “Monte”, però, c’è stato il sorpasso. I due Seb sono piloti della stessa epoca, tante volte si sono affrontati.

All’inizio più che altro “scontrati”. Ciò non toglie che adesso siano amici ed entrambi hanno stima e rispetto reciproco e spesso chiacchierano amabilmente a fianco delle loro rispettive macchine. Loeb è del febbraio ‘74 e va per i 50, Ogier ha una decina di anni in meno, essendo del dicembre ‘83. Quando l’esuberante Ogier iniziò a vincere con la grinta dei giovani, Loeb stava per mettere in bacheca il nono titolo mondiale, tutti consecutivi e tutti al volante della Citroen. Non serve sottolineare che in squadra era come il messia ed aveva un credito e una riconoscenza smisurata.

Eppure in quel 2012 nel team francese c’erano tutti e due e vinsero 5 gare ciascuno, ma il titolo, ancore una volta andò a Loeb. Loeb era il campionissimo, Ogier il predestinato del futuro e non impiegò molto ad accettare la corte dell’esordiente Volkswagen prendendosi la rivincita coi connazionali considerati “ingrati”. Da lì si è aperta l’era Ogier: 4 titoli di fila con la casa tedesca, doppietta consecutiva con la Ford che non vinceva il Campionato da anni. Poi il ritorno a casa, alla Citroen, ma quando non è scritto non è scritto: Ogier perde, il “Double Chevron” si ritira. Il Sebastien più giovane cambia ancora, passa alla Toyota con cui vince il Mondiale nell’anno del covid in rimonta nell’ultima gara a Monza.

La stessa Yaris con cui si è aggiudicato con grande autorità l’edizione numero 89 del “Montecarlo”. I due Seb quasi da soli consentono alla Francia di essere la nazione più vincente nei rally: 196 trionfi contro i 179 dei “flying finns”, i finlandesi volanti che fino ai 15 anni del regno Loeb-Ogier erano stati i dominatori assoluti. Al terzo posto i britannici con sole 44 vittorie. Molti i parallelismi dell’attuale Ogier con Hamilton: ha messo a frutto la straordinaria esperienza accumulata in tanti anni di vittorie. Forse adesso c’è qualcuno veloce quanto lui. Tanak, Neuville, lo stesso compagno nel team di Nagoya Evans. Se capita l’occasione, però, non sbaglia mai e questo alla fine fa la differenza.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Gennaio 2021, 17:14
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