La mamma di Noemi: "Otterrò giustizia, la verità punirà quella famiglia"

«Hanno calunniato e continuano a calunniare mia figlia, ma credo nella giustizia e so che la otterrò, altrimenti non starei tutto il tempo col mio avvocato o in Procura. Quella famiglia disonesta deve pagare caro per avermi portato via mia figlia e so che succederà. Gli inquirenti stanno già scoprendo i messaggi minatori che Lucio le mandava». Questo lo sfogo, in un'intervista alla puntata di stasera di 'Quarto Grado', di Imma Rizzo, la mamma di Noemi Durini, la 16enne di Specchia (Lecce) uccisa dal fidanzato reo confesso a giorni di distanza dall'omicidio e dall'occultamento del cadavere. La ragazza era scomparsa il 2 settembre e presumibilmente è stata uccisa quello stesso giorno.


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«Noemi era una ragazza solare, sorridente, sempre pronta a fare nuove amicizie. Era cresciuta in una famiglia perbene e onesta, di gente che lavora con sacrificio e quella famiglia di disonesti non poteva accettare di non poter competere con lei. Proprio per questo hanno inventato tante falsità sul suo conto» - ha dichiarato la mamma di Noemi all'inviato Remo Croci - «Lei voleva fare la crocerossina e stare vicino a questo ragazzo, che in fin dei conti non aveva nessun tipo di problema ed era perfettamente capace di intendere e di volere, altro che Tso per colpa di mia figlia».

Il rapporto tra le due famiglie, quella di Noemi e del suo fidanzato trasformatosi in assassino, Lucio, si erano incrinati da tempo peggiorando gradualmente. Il papà del ragazzo, indagato per sequestro di persona e concorso in occultamento di cadavere insieme al figlio, non aveva mai riservato parole tenere per Noemi. Quando la ragazza, su Facebook, annunciò il fidanzamento con Lucio, l'uomo commentò così: «Un cancro». Proprio verso Biagio e sua moglie Imma indirizza tutto il suo rancore: «Fatela finite di fare le sceneggiate napoletane, non siete per niente credibili. Signor Biagio, lei e la sua signora, ammesso che possa chiamarla signora o mamma, potete dire qualsiasi cosa su di me, ma non tollero altre parole su mia figlia. Ci sono minacce e calunnie, da tabulati telefonici, messaggi vocali e sms, già acquisite dagli inquirenti».

Il marito di Imma, il papà di Noemi, è convinto che a uccidere la figlia non sia stato il fidanzato, ma il papà. Ieri, disperato, ha tentato di fare irruzione nella casa dove Biagio e sua moglie si erano barricati. La mamma respinge anche ogni accusa lanciata dalla famiglia di Lucio nei confronti di Noemi, dipinta come una ragazza senza scrupoli che avrebbe raccolto soldi per comprare una pistola e uccidere i genitori del fidanzato: «Sono solo falsità, lei era gentile, educata, rispettosa. Veniva da una famiglia sana e per questo è morta, il signor Biagio la odiava perché voleva che suo figlio diventasse un delinquente come lui e Noemi voleva impedirlo. In quella famiglia sono tutti complici, devono pagare tutti. Ora, però, stanno cercando di depistare le indagini».
Ai microfoni della trasmissione di Rete4 è intervenuta anche Benedetta, la sorella di Noemi: «Il loro rapporto era possessivo e malato, non è normale che lui le impedisse di truccarsi, di usare il cellulare, di uscire con le amiche o con la sorella. Uno così non lo definirei neanche una persona. Quando aveva picchiato mia sorella, gli dissi che se lo avessi rivisto in paese avrei chiamato i carabinieri e lui mi minacciò».

Un amore malato e possessivo, quello tra Noemi e Lucio, come sostenuto anche dalla mamma e confermato dalle amiche. Fu proprio la donna a denunciare il ragazzo dopo un episodio in cui lui aveva picchiato Noemi, ma questo fece solo aumentare l'acredine tra le famiglie: «Cercavo di seguire mia figlia ma non ce la facevo da sola, dal 19 luglio dovevano intervenire gli assistenti sociali ma non si sono mai visti».
Sabato 16 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:38
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1 di 1 commenti presenti
2017-09-16 19:30:26
Ma dov'erano gli assistenti sociali????hanno torto anche loro
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