Il dramma dei "Desaparecidos" in scena a Roma: lo spettacolo "L'Ultima Madre"

Bastano un paio di note di fisarmonica e sul palco è subito Argentina. La musica del tango accompagna il dramma de “L’Ultima madre”, trasposizione teatrale del romanzo-inchiesta omonimo di Giovanni Greco (che firma anche la regia), in scena al Vascello di Roma dal 5 al 7 maggio. E sin dalle prime parole, complice una scenografia essenziale ma efficace, è chiaro al pubblico che lo spettacolo riproduce, romanzandola, una delle pagine più tragiche della storia recente.

Dietro le sei sedie destinate ai personaggi c’è una parete piena di ritagli e di immagini. Si susseguono fotografie simili a quelle che le “Nonne di Plaza de Mayo" portavano ovunque nella speranza di ricongiungersi a figli e nipoti scomparsi. I volti ritratti appartengono ai "Desaparecidos", giovani che, tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80 del secolo scorso, sono stati arrestati, torturati e uccisi. Il testo nasce da una lunga ricerca sul campo e trae spunto dai crimini commessi durante la dittatura per focalizzarsi su una vicenda umana e familiare. Le vite di due donne, due madri, si incrociano senza mai sfiorarsi e restano parallele, asimmetriche nel tempo e nello spazio. Una, Maria, è una casalinga analfabeta futura militante rivoluzionaria che ha partorito due gemelli, Pablo e Miguel, li ha cresciuti e li ha visti catturati dai militari. Uno di loro è diventato padre, ma non ha mai visto e tenuto tra le braccia i suoi due bambini. La fidanzata, Irene, li ha messi al mondo durante la prigionia per poi essere assassinata e cercata inutilmente dal padre. L'altra madre, Mercedes, è l’unica figlia di un potente generale del regime; è sterile, ma desidera più di ogni altra cosa avere dei figli e crescerà i nipoti di Maria realizzando il suo sogno in modo illecito.
 

La pièce, prodotta dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina, con la Compagnia Daf-Teatro dell’Esatta Fantasia e in collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, unisce cronaca e leggenda. Le storie delle due donne, interpretate da Ilaria Genatiempo e Vittoria Faro, si alternano, ma ognuna dà voce al vissuto e alle emozioni dell'altra. Tra gli attori anche lo stesso Giovanni Greco, Ilenia D'Avenia e un versatile Lorenzo Parrotto, mentre l'atmosfera si arricchisce degli intermezzi musicali cantati da Daniela Troilo. Anche il corpo degli attori è pervaso dal ritmo travolgente del tango: i personaggi sono seduti per la maggior parte del tempo, ma mani e piedi si muovono per scandire momenti e la voce cambia intensità via via che il dramma si consuma e che la verità affiora.
I personaggi sono interscambiabili e le loro identità restano negate e molteplici come quelle dei nipoti delle "Nonne di Plaza de Mayo" ritrovati solo grazie alla tenacia di queste donne. Forte la loro volontà di non far cadere nell'oblio i "Desaparecidos". Ad oggi sono 117 i giovani rintracciati, ma tanti altri ancora dovranno recuperare la loro vera identità.

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