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Luglio Suona Bene: aprono i Bastille, ma è parata di stelle al Parco della Musica

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Luglio Suona Bene: aprono i Bastille, ma è parata di stelle al Parco della Musica

Venerdì 16 Giugno 2017, 08:32

di Claudia Faggioni
A loro è affidata l'apertura di Luglio Suona Bene, rassegna estiva nella cavea del Parco della Musica. Dan Smith, Kyle Simmons, Will Farquarson e Chris Wood, in arte i Bastille, tornano in Italia con il loro Wild World, secondo album in studio, pubblicato a settembre.   Dopo aver raggiunto la fama internazionale nel 2013 con il tormentone Pompeii, che ha anticipato l'album d'esordio Bad Blood, la band britannica è tornata in sala di registrazione, con l'obiettivo di superare gli oltre quattro milioni di copie vendute in tutto il mondo con il primo disco. Attesi in scaletta i brani dell'ultimo lavoro, ma anche le hit dell'album di debutto, che dopo Pompeii ha bissato il successo con il secondo singolo estratto, Laura Palmer, omaggio alla protagonista della serie tv cult degli anni Novanta I segreti di Twin Peaks.  Anticipato dal singolo Good Grief, il nuovo album è invece nato con l'obiettivo di porre delle domande sul mondo. «Il primo disco parlava dell'ansia di crescere, ora volevo trattare della percezione del mondo, la visione spesso oscura e triste che si trae dai media, e il senso da dare alle relazioni o ai compromessi che si fanno» aveva spiegato il frontman Dan Smith presentando il lavoro.  «Il titolo Wild World indica il senso di panico e passività che si prova osservando i fatti di cronaca. È come un mosaico della psiche umana che parla di ciò che accade nel mondo, ma anche di momenti della vita. Vogliamo che il disco, per certi versi, disorienti: a volte buio, a volte luminoso, estroverso ed introverso». La formula musicale è un mix di generi come quella dell'esordio, un viaggio tra elettronica e rock con cori pop da stadio mixati a synth anni ottanta e dancefloor, ma con un maggior uso delle chitarre. «Volevamo un disco che suonasse diverso dal primo, ma senza l'intimidazione di un grande studio o lavorare con qualcun altro: certe band dopo il successo si rivolgono a grandi produttori, noi volevamo trovare il cambiamento in noi stessi» hanno detto.

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