Strage di bimbi in ospedale. "L'ossigeno era stato tagliato per fatture non pagate"

India, strage di bimbi in ospedale. "L'ossigeno era stato tagliato per fatture non pagate". 63 morti

  • 49
    share
NEW DELHI - Sessantatrè bambini sono morti a causa di una scia troppo lunga di fatture non pagate a una società distributrice di bombole di ossigeno. In India si è trattato di una vera e propria strage di innocenti, molti dei quali neonati, deceduti in soli cinque giorni in un ospedale dell'Uttar Pradesh, lo Stato più popoloso dell'India.

Il mondo politico e i media indiani sono costernati e in subbuglio per una tragedia materializzatasi negli ultimi cinque giorni nell'ospedale pubblico Baba Raghav Das Medical College di Gorakhpur, città dove è stato eletto l'attuale 'chief minister' (governatore), Yogi Adityanath, esponente del partito di centro-destra Bjp e vicino al primo ministro dell'India, Narendra Modi. A quanto riferiscono le tv locali, i decessi sono cominciati martedì, subito dopo che la compagnia Pushpa Sales ha comunicato che avrebbe sospeso l'invio delle bombole di ossigeno, e si sono aggravati perché l'amministrazione dell'ospedale non ha di fatto disposto alcun piano di emergenza.


La disperazione si è presto impadronita di decine di genitori che hanno assistito impotenti per tutta la settimana alla morte dei loro figli. Gli stessi che hanno denunciato «la totale incuranza del personale medico e paramedico» dell'ospedale. Nella sola giornata di giovedì le morti sono state ben 23, di cui 14 nel reparto neonatale, dove i sistemi di respirazione assistita erano tutti paralizzati dalla mancanza di ossigeno. Uno dei genitori, Sri Kishan Gupta, che ha visto morire fra le sue braccia il figlioletto di 4 anni, internato il giorno prima, ha dichiarato infuriato a Ndtv che il «Baba Raghav Das Medical College non è un centro medico ma un mattatoio».
 
 


Di fronte all'accaduto è insorto anche il premio Nobel per la Pace indiano Kailash Satyarthi. «Non si tratta - ha twittato - di una tragedia, ma di un massacro. È questo - si è chiesto ironicamente - quello che per i nostri figli significano 70 anni di indipendenza che celebreremo il 15 agosto?». Spinto anche dalle crescenti proteste e polemiche, il governatore Adityanath ha annunciato da Lucknow, capitale dell'Uttar Pradesh, di aver ordinato una accurata inchiesta e ha promesso «pesanti pene per coloro che saranno riconosciuti responsabili dell'accaduto».
 

Magistratura e polizia sono ora al lavoro e per il momento l'attenzione degli inquirenti si concentra sulla ditta fornitrice di bombole di ossigeno per cercare di capire le esatte ragioni che l'avrebbero spinta a sospendere le forniture. La vicenda è lungi dall'essere chiarita, anche perché a complicarla è intervenuto il magistrato distrettuale, Rajiv Rautela. Questi ha sostenuto, con l'appoggio di alcuni esponenti del governo locale, che i bambini non sarebbero morti per mancanza di ossigeno ma «per cause naturali».
Sabato 12 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE..
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
DALLA HOME