Foto e video pedopornografici scambiati su WhatsApp, denunciati 20 minori

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha concluso una complessa e delicata attività d´indagine che ha portato alla denuncia in stato di libertà di 20 minorenni, in concorso tra loro, per i reati di detenzione, divulgazione, cessione di materiale pedopornografico e istigazione a delinquere aggravata. La vicenda è iniziata quando una madre lucchese, trovando sul telefono cellulare del figlio quindicenne numerosi filmati hard con protagoniste giovanissime vittime, si è rivolta alle forze dell'ordine chiedendo aiuto. Dall'analisi del telefonino è emerso un numero esorbitante di filmati e immagini pedopornografiche, scambiate e cedute dal giovane, rivelatosi l´organizzatore e promotore dell´attività criminosa insieme ad altri minori, attraverso Whatsapp, Telegram e altre applicazioni di messaggistica istantanea e social network. Sul telefono del ragazzo erano inoltre presenti numerosi file "gore" (dall´inglese "incornare"), la nuova frontiera della divulgazione illegale, video e immagini provenienti dal dark web raffiguranti suicidi, mutilazioni, squartamenti e decapitazioni di persone, in qualche caso di animali. Le numerose perquisizioni eseguite dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, coordinate dal Centro Nazionale Contrasto alla Pedopornografia Online), sono state eseguite nei confronti di minori nelle città di Lucca, Pisa, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia, Ancona, Napoli, Milano, Pavia, Varese, Lecce, Roma, Potenza e Vicenza. Il più "anziano" del gruppo ha compiuto da poco 17 anni, il più giovane ne ha 13. A far parte delle chat dell'orrore anche 7 adolescenti, tutti 13enni. Sono stati sequestrati decine di telefonini e computer,
Ultimo aggiornamento: Sabato 11 Luglio 2020, 13:29
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