Venezia, l'alluvione vista dall'alto nel video dei Vigili del Fuoco

Proseguono i disagi e si aggravano i danni causati dalla marea record a Venezia, con la nuova ondata di piena che ha toccato i 160 centimetri ma che - riferisce il Centro maree del Comune di Venezia - sta rapidamente calando. «Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l'80% delle città è sott'acqua, danni inimmaginabili, paurosi», spiega il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Le cause dell'acqua alta a Venezia

Oltre ai gravi danni alla Basilica di San Marco, dove tutta la cripta è stata sommersa, l'acqua alta non ha risparmiato neppure il Teatro La Fenice, invadendo le aree di servizio e rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello anti incendio. Tutto il centro storico, dove - secondo quanto riferito dalla protezione Civile - si sono registrati numerosissimi danni, ha un aspetto spettrale. In queste ore ci sono state anche delle vittime. Due persone sono morte nell'isola di Pellestrina, dove la situazione è particolarmente critica: all'anziano di 78 anni, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata, si è aggiunto un secondo abitante dell'isola, trovato deceduto anche lui in casa, probabilmente per cause naturali.

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Anche il Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche. La circolazione dei vaporetti è stata limitata agli imbarcaderi principali, mentre sono pochi i passanti, tra cui anche i turisti, che si avventurano tra le calli e i campi tutti ricoperti di acqua. Una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. A Cà Pesaro si è verificato un incendio a causa di una cabina elettrica danneggiata. Molti gli allagamenti sui quali stanno ancora operando numerose squadre dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile. Criticità si sono registrate lungo la costa da Venezia, fino al confine con Lignano (Udine).

L'amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «La situazione di emergenza che si è creata a Venezia in queste ore, la più grave dal 1966, è seguita direttamente dal Governo, che la affronterà nel prossimo Cdm, per valutare gli interventi necessari e urgenti che tutelino la città, la sua laguna e le Comunità che vi vivono», hanno spiegato i sottosegretari veneziani, Pier Paolo Baretta e Andrea Martella. Forti le polemiche sul mancato avvio del Mose.

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