Seggiolini anti-abbandono: sì all'obbligo nelle auto, cosa prevede il nuovo decreto

L'ultimo caso risale a meno di un mese fa. Il 19 settembre, a Catania, un padre dimentica di aver lasciato in macchina sotto il sole il figlio di due anni. Il piccolo, dopo una mattina di agonia, muore. Una tragedia evitabile a cui, dopo mesi di rimandi e lungaggini burocratiche, si potrebbe però aver finalmente posto rimedio. Già dai prossimi giorni infatti, subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, scatterà l'obbligo di installazione nei veicoli dei dispositivi anti-abbandono sui seggiolini per i bambini di età inferiore ai 4 anni. Ieri infatti, il cosiddetto testo salva-bebè è stato firmato dalla ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Paola De Micheli.

VIOLAZIONI
La titolare del MiT in pratica, ha siglato il decreto attuativo dell'articolo 172 del Nuovo codice della strada che definisce come obbligatorio dotare i seggiolini di un segnale luminoso o un segnale acustico che avvisi i genitori della presenza di un piccolo passeggero in auto anche quando si spegne la macchina. La legge inoltre, estendendo quanto definito dal Codice della strada per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini, prevede una sanzione amministrativa pecuniaria per la mancata adozione dei dispositivi che può andare da 81 a 326 euro. Non solo, se la violazione ricorre per almeno due volte nell'arco di due anni è anche prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Un beep per salvare i bambini

Sebbene la misura sia stata approvata dal Parlamento con il voto di tutti i gruppi politici, il parere favorevole acquisito dalla Commissione Europea e il via libera dei giorni scorsi del Consiglio di Stato, alcune polemiche potrebbero comunque essere dietro l'angolo. Qualche famiglia meno abituata a girare in auto oppure che non ritiene di avere ogni giorno una routine tale che potrebbe malauguratamente portarli a dimenticare i figli in macchina, potrebbe infatti storcere il naso per quella che - al di là delle valutazioni positive o negative dell'iniziativa - resta una spesa calata dall'alto. Il tutto nonostante il governo giallo-rosso ancora non abbia dichiarato le cifre delle agevolazioni fiscali prospettate dalla De Micheli.

SERVIZI
Tuttavia una misura della somma potrebbe essere data dalla precedente esperienza dell'esecutivo. L'ex ministro Toninelli infatti, nel luglio 2018 aveva annunciato che «lo Stato interverrà dando una detrazione fino a 200 euro». Considerando che ad oggi i prodotti omologati vengono venduti a cifre attorno ai 300 euro, secondo alcuni, per la propria esperienza genitoriale, più che un passo in avanti in termini di sicurezza si configurerebbe un affare notevole per i produttori e un'ulteriore spesa per le famiglie italiane già gravate da costi incredibili per i propri figli. Ciò che invece preoccupa meno rispetto al passato sono le soluzioni tecniche.

Da tempo infatti è già iniziata la produzione e la messa in vendita non solo di seggiolini per auto, definiti integrati, che hanno un sensore in grado di rilevare la presenza a bordo di un piccolo passeggero, ma anche di altri dispositivi universali pensati per adattare i seggiolini già acquistati. Ad esempio sono in commercio a circa 70 dei piccoli cuscini dotati di un sensore di peso da inserire all'interno delle sedute già esistenti. Bloccati in modo che non siano facilmente rimovibili - vanno comunque sganciati per essere ricaricati - sono in grado di connettersi ad una applicazione per smartphone e riconoscere se il genitore si sta allontanando dal veicolo con il seggiolino occupato da un bambino.

Francesco Malfetano
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