Francigena del Sud: a piedi nelle meraviglie del Lazio
di Stefano Ardito

Francigena del Sud: a piedi nelle meraviglie del Lazio

Arriva la primavera, torna di moda la Via Francigena. Non quella classica, che raggiunge Roma dalle Alpi traversando la Pianura Padana e la Toscana, e seguendo alla fine la Cassia.

L’interesse dei camminatori, e gli interventi degli enti pubblici si concentrano oggi tempo sulla Francigena del Sud. Il tracciato utilizzato dai pellegrini medievali che dall’Urbe raggiungevano Brindisi e Taranto, dove si imbarcavano per la Terrasanta.   

Sulle mappe e negli elenchi esistono varie Francigene del Sud. Il percorso classico, però, è quello che s’ispira all’Appia antica e medievale, e che da Roma si dirige verso sud scavalcando i Colli Albani e costeggiando i Monti Lepini in direzione dell’Abbazia di Fossanova e Terracina.

E’ un percorso magnifico, da fare prima che arrivi il caldo, che tocca molte meraviglie del Lazio. L’Appia Antica, ovviamente, e poi Castel Gandolfo e il Lago Albano, il borgo di Nemi e Velletri.

Da Cori, sorvegliata dal Tempio di Ercole, si continua a mezza costa sui pendii dei Lepini, in vista della Pianura Pontina e del mare. Il percorso, che utilizza carrarecce e viottoli, tocca l’antica Norba, poi scende all’Abbazia di Valvisciolo che è appartenuta ai Templari.

L’ultimo tratto, dal borgo medievale di Sermoneta, raggiunge Sezze, scende a Priverno e costeggia il fiume Amaseno fino alle architetture gotico-cisterciensi di Fossanova.

Il percorso, che non è mai faticoso, misura un centinaio di chilometri e può essere percorso in cinque giorni, con tappe a Castel Gandolfo, Velletri, Cori e Sezze. I tracciati si trovano su www.viefrancigenedelsud.it o su alcune guide cartacee.

La segnaletica è stata quasi completata. Rimangono invece degli attraversamenti di strade statali e provinciali dove le auto vanno troppo veloci e occorre fare attenzione.  

Sfruttando i convogli di Trenitalia e i bus del COTRAL, è possibile percorrere dei tratti brevi del percorso, camminando per una giornata o poche ore. Non è facile, data la quantità di cose da vedere, consigliare qualche percorso parziale. Ci proviamo.

Il primo consiglio è naturalmente l’Appia Antica, dal mausoleo di Cecilia Metella alla Villa dei Quintili. Il secondo è il tratto da Castel Gandolfo fino a Nemi, con bellissimi affacci sui due laghi. Il terzo è il sentiero-balcone dei Lepini, soprattutto tra Cori e Norma. Breve e suggestivo, infine, il percorso dal centro di Priverno al corso del fiume Amaseno e a Fossanova.  
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Marzo 2019, 15:48
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