Sulle tracce del mistero: dalla città fantasma di Faleria Antica a Civita Castellana, dove suonò Mozart
di Maria Serena Patriarca

Sulle tracce del mistero: dalla città fantasma di Faleria Antica a Civita Castellana, dove suonò Mozart

Fra le città fantasma più suggestive, ma meno note, del Lazio c’è senza dubbio Faleria Antica: un patrimonio che certamente richiede una particolare attenzione e interventi di urgenza per poterne preservare il fascino, e che ci proietta, come sul set di un film, in un’atmosfera misteriosa e a tratti inquietante. Qui, in piena Tuscia viterbese, sullo sperone tufaceo dove si ergono i resti diroccati del paese vecchio, si fondono echi dell’antica Civiltà Falisca e del Medioevo. I primi insediamenti sembra risalgano al X e IX secolo a.C., e nel III secolo a.C., con la costruzione della vicina via Flaminia da parte dei Romani, il centro ebbe un notevole sviluppo.

 

Il castello che domina il paesaggio è opera della famiglia degli Anguillara (nobile casata di origine normanna), che lo volle erigere nell’XI secolo insieme con altre opere di fortificazione per strutturare al meglio l’insediamento architettonico urbano. La Chiesa Castellana e la Chiesa di San Giuliano sorgono accanto al Castello degli Anguillara. E’ bene aggirarsi nel borgo fantasma con la dovuta cautela, perché il pericolo di crolli non è da escludersi. Da Faleria dirigiamoci adesso alla scoperta del meraviglioso borgo di Civita Castellana, noto per l’arte della ceramica e non solo. Antica capitale dei Falisci, Civita Castellana conobbe il massimo splendore nel Rinascimento poiché divenne la residenza di papi che hanno fatto la storia: da Alessandro VI Borgia a Giulio II della Rovere (detto anche il Papa Guerriero).

Arrivando al paese dal Ponte Clementino si ha un bel colpo d’occhio sulla profonda forra, dove scorrono il Rio Maggiore e il Rio Vicano, che circonda il rilievo su cui sorge la parte antica del borgo. Fiore all’occhiello di Civita Castellana, a livello artistico e architettonico, è il Duomo dei Cosmati, con il suo antichissimo pavimento marmoreo in perfetto stile cosmatesco e una suggestiva cripta realizzata tra il VII e l'VIII secolo con un colonnato (ben 45 colonne) finemente decorato con capitelli a fogliame. Una targa all’interno del Duomo ricorda Wolfgang Amadeus Mozart che, nel 1770, sulla via del ritorno in Austria da un suo viaggio a Roma, sostò nel paese e suonò l’organo proprio in questa chiesa.

Passeggiando lungo le Mura del Forte Sangallo si può constatare come davvero il Forte, che è uno dei simboli della città vecchia, sia una delle opere militari più maestose del periodo compreso fra la fine del Quattrocento e il Cinquecento: lo costruì, alla fine del XV secolo, Antonio Sangallo il Vecchio, incaricato da papa Alessandro VI Borgia in un momento storico in cui lo Stato della Chiesa aveva indubbiamente un grande potere. Le Mura del Forte hanno ospitato i più noti esponenti della famiglia Borgia. Il pontefice Giulio II della Rovere incaricò, successivamente, Antonio da Sangallo il Giovane di realizzare il cortile maggiore, su cui affaccia con una veduta molto panoramica l’appartamento papale. Civita Castellana, per la sua bellezza, è stata più volte immortalata sulle tele di famosi artisti europei come Jean-Baptiste Camille Corot, Edouard Bertin ed Edward Lear.

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Gennaio 2021, 16:26
© RIPRODUZIONE RISERVATA