Ciaspole all'amatriciana: alla scoperta dei Monti della Laga
di Stefano Ardito

Ciaspole all'amatriciana: alla scoperta dei Monti della Laga

Sulla conca di Amatrice si affacciano le vette più alte del Lazio. I Monti della Laga, che segnano il confine con l’Abruzzo, sono sempre stati uno spazio d’avventura straordinario. In primavera si cammina verso le cascate delle Barche e di Ortanza, in estate si sale alle vette di Cima Lepri e del Gorzano. L’autunno porta i colori accesi dei faggi. D’inverno si può scegliere tra le ciaspole e lo scialpinismo. Quando il freddo è molto intenso, le cascate di ghiaccio attirano arrampicatori da tutta Italia.  

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Alla base della montagna, come tutti sanno, la situazione è diversa. Il centro storico di Amatrice è stato devastato dal terremoto del 2016, e una sorte analoga è toccata alla maggioranza delle “ville”, le decine di frazioni che circondano il capoluogo. 

Ma Amatrice c’è ancora, e nella sua lenta rinascita la montagna è importante. La sezione locale del Club Alpino Italiano (www.caiamatrice.it), che sotto alle macerie ha perso tre soci, continua a invitare gli amatriciani e chi arriva da fuori a scoprire i Monti della Laga, e a sostare prima o dopo le escursioni nelle strutture ricettive e nei ristoranti, che hanno riaperto nell’Area del Gusto. 
 
 

A dicembre, accanto al centro storico, è stato aperto il cantiere della Casa della Montagna, che sarà una base per iniziative culturali e sportive. Gli incontri del ciclo Montagne in Movimento hanno già portato ad Amatrice gli scrittori Erri De Luca e Paolo Cognetti e l’alpinista Manolo.   

Chi vuole camminare con le ciaspole ai piedi, tra Amatrice e i Monti della Laga, può scegliere tra molti itinerari. Il più classico utilizza la strada che sale dalla “villa” di Sant’Angelo al terrazzo naturale delle Macchie Piane. La si percorre in auto finché non è sbarrata dalla neve, poi si continua a piedi, sul tracciato e più avanti su un pendio che offre dei meravigliosi panorami. 

Altri percorsi di grande interesse salgono dalla “villa” di Capricchia verso la faggeta di Selva Grande, e dalla strada Amatrice-Campotosto fino al Monte Cardito, un cocuzzolo che offre meravigliosi panorami. 
Ora che le strade sono state quasi tutte riaperte, si può anche raggiungere Arquata del Tronto, salire a Forca di Presta, e camminare sui solenni altopiani innevati ai piedi dei Monti Sibillini. 

Il borgo di Castelluccio di Norcia è in condizioni simili a quelle di Amatrice, ma trattorie e negozi hanno iniziato a riaprire anche qui. La bellezza c’è ancora, e la rinascita della cittadina laziale e del borgo più alto dell’Umbria marcia di pari passo.    

Mercoledì 16 Gennaio 2019, 18:55
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