L'unica “zona verde” d’Italia? Le navi da crociera: dopo il tampone pre-imbarco tutto è permesso
di Sabrina Quartieri

Crociere covid-free: sono l’unica “zona verde” d’Italia. Dopo il tampone pre-imbarco tutto è permesso

Nella nuova mappa che colora l’Italia della pandemia di giallo, arancione e rosso, dividendo il Paese in tre zone di rischio in base alla diffusione del Coronavirus, un solo fortunato microcosmo viene risparmiato perché considerato “sicuro”: sono le navi da crociera in servizio nei nostri mari, un porto franco per gli italiani, in quanto salvo dalle restrizioni dell’ultimo Dpcm.

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Le città galleggianti, infatti, a differenza della terraferma (e al contrario di quanto avvenuto con la prima ondata, quando, ahimè, molte si trasformarono in focolai galleggianti), permettono ai passeggeri di respirare un po’ di normalità senza correre rischi e concedendosi una buona dose di divertimento: a bordo non scatta il coprifuoco alle ore 22, non c’è lo stop di bar e ristoranti alle ore 18 e si può andare persino a teatro. Una situazione rosea, unica in tutto lo Stivale, che ha fatto presentare questi giganti dei mari come le sole “zone verdi” della Penisola da Ticketcrociere, brand italiano di Taoticket, agenzia di viaggi online specializzata nel segmento crociere che, nel 2019, ha fatto registrare quasi 20mila prenotazioni, per un volume d’affari pari a 18 milioni di euro.

Se a bordo le misure restrittive non valgono, non è però un caso: le navi sono considerate “zona verde” perché innanzitutto garantiscono la sicurezza dei passeggeri ancora prima di salpare: l’accesso è consentito solo a chi risulta negativo al test Covid-19, un tampone pre-imbarco obbligatorio per tutti (si ripete poi durante la navigazione, dopo 4 giorni dalla partenza). Scongiurato il pericolo di portare in viaggio il Coronavirus, ci si può rilassare tra tante attività ancora possibili e presto le limitazioni diventano solo un ricordo. Sulle navi – le uniche “zone verdi” in Italia – si mangia al buffet, si cena al ristorante e si fa l’aperitivo anche dopo le ore 18. Ancora: si va a teatro, in piscina, in palestra, a fare un massaggio in un centro benessere. Infine: a nessuno è vietato, la sera, di bere un drink seduto al tavolo di un locale ascoltando musica dal vivo. Tutto, senza tenere d’occhio l’ora per paura di fare troppo tardi: qui il coprifuoco alle ore 22 non esiste. 

La libertà, però, anche in crociera, ha un prezzo. Non si può infatti mai abbassare la guardia rispetto alla sicurezza personale e degli altri: è obbligatorio quindi indossare la mascherina nelle aree comuni, si deve rispettare il distanziamento sociale e si consiglia di igienizzare spesso le mani. Sono stati proprio i protocolli rigidi sulla sicurezza applicati dalle compagnie di navigazione dal giorno della ripartenza in poi, a evitare lo stop autunnale dell’attività crocieristica da parte del Governo. Oltre ai tamponi, del resto, sono tante le misure anti Covid-19 adottate a bordo, dove sono previsti: i filtri per il riciclo dell’aria, la sanificazione delle cabine e delle zone comuni (un ascensore viene igienizzato quasi 50 volte al giorno), la misurazione della temperatura corporea dei passeggeri prima dei pasti e delle escursioni, ma anche i braccialetti hi-tech per il tracciamento dei contatti in maniera anonima.

«La nave da crociera oggi è l’unica comfort zone che dà la possibilità di fare una vacanza sentendosi allo stesso tempo protetti, in un momento in cui l’intrattenimento altrove è praticamente fermo, con le chiusure per esempio dei musei o dei comprensori sciistici – commenta Andrea Barbaro, responsabile Qualità e Produzione di Ticketcrociere – Siamo passati dallo stop durato per buona parte dell’estate mentre il resto d’Italia “riapriva”, fino all’essere considerati unica zona verde. Merito del grande lavoro delle compagnie, che nei mesi di lockdown hanno messo a punto protocolli rigidi in grado però di far divertire gli ospiti». Nell’Italia al tempo della pandemia, la crociera resta un viaggio possibile, anche con opzione smart working per chi vuole prendersi una pausa dalla vita di tutti i giorni, portandosi il lavoro in vacanza. Ma il “modello crociera” che in questo periodo si sta mostrando virtuoso, è anche il punto di partenza per studiare nuovi prodotti: «Come rilanciare le minicrociere al posto dei city break, ora penalizzati dalle restrizioni. O puntare nuovamente sui viaggi di nozze, in tempi in cui manca il lungo raggio», conclude Barbaro.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 12 Novembre 2020, 16:38
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