Il tesoro dei borghi tutelato
per legge: fondi e banda larga
di Valeria Arnaldi

Borghi d'Italia, più tutela per legge: fondi e banda larga

Garantire uno sviluppo sostenibile. Migliorare la qualità dei servizi essenziali. Contrastare lo spopolamento. Assicurare un futuro a molti piccoli comuni - quelli sotto cinquemila abitanti o nati dalla fusione tra realtà che ne avevano, ognuna, fino a cinquemila - ed eliminare il rischio di vederli morire per la tendenza all'abbandono.
Il provvedimento Salva Borghi, ieri, dopo ben tre legislature, è divenuto legge. E quasi all'unanimità. Sono stati 205 i sì che il testo unificato, che porta le firme del presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci e di Patrizia Terzoni, ha ottenuto in Senato, a fronte di appena due astenuti. Un trionfo. E soprattutto una possibilità concreta per molti. Per l'anno 2017 è previsto uno stanziamento di dieci milioni di euro che poi sarà ulteriormente incrementato con quindici milioni di euro ogni anno dal 2018 al 2023, arrivando a un ammontare complessivo di cento milioni. Piccoli per dimensioni e comunità, i comuni interessati dalle misure, 5.591, rappresentano circa il 70% del totale di quelli italiani, che sono 7.998. Non solo. Superano il 50% del territorio nazionale e sono abitati da undici milioni di persone, il 16,59% della popolazione.

OBIETTIVI CHIARI
La legge quindi potrebbe cambiare la vita a tanti. Gli obiettivi sono chiari: promuovere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale di queste realtà, valorizzare il patrimonio naturale, storico e culturale dei diversi luoghi, provvedendo pure ad assicurarne la tutela, nonché - grave problema nella gran parte dei casi - favorire l'equilibrio demografico, tramite una serie di misure per favorire chi vi abita. A beneficiare dei finanziamenti saranno comuni in aree interessate da dissesti idrogeologici, ma anche quelli economicamente più arretrati o dove i servizi sociali essenziali sono inadeguati e, appunto, quelli dove si è registrato un sensibile decremento della popolazione dal censimento del 1981.

E ancora, realtà con rilevanti condizioni di disagio insediativo, individuato «sulla base di specifici parametri definiti in base all'indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente». E così via in una vera e propria graduatoria delle situazioni abitative più complesse del Paese. Varie le possibilità, studiate o per garantire alle Amministrazione ampie facoltà di risanamento e valorizzazione del proprio patrimonio.

ZONE DIMENTICATE
Agli interventi basilari, come messa in sicurezza, realizzazione delle infrastrutture stradali, riqualificazione di immobili e aree dismesse, acquisizione di terreni ed edifici abbandonati, si aggiungono misure che consentiranno strategie più ampie - e creative - alle amministrazioni. Si comincia dai centri storici e dalle zone di pregio dimenticate che potranno essere recuperate e riqualificate, diventando così anche una risorsa in termini turistici, aumentando gli introiti dei comuni stessi e la loro attrattiva. Prevista la possibilità di «stipulare con le diocesi della Chiesa cattolica e con le rappresentanze delle altre confessioni religiose che hanno concluso intese con lo Stato» convenzioni per la «salvaguardia e il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici o degli enti delle confessioni religiose civilmente riconosciuti». Nei piccoli comuni non interessanti per i grandi operatori, la connessione veloce o ultraveloce potrà arrivare grazie alle risorse previste nel 2015 per il piano per la banda ultralarga. Duplice la finalità: compensare un deficit e raggiungere il traguardo nell'Agenda digitale europea di garantire entro il 2020, a tutti i cittadini l'accesso a reti a connessione veloce e ultraveloce.

TASSAZIONE SEMPLIFICATA
Semplificato il pagamento delle tasse. Potranno essere stipulate convenzioni per pagare le imposte comunali presso gli esercizi commerciali, laddove non ci sia servizio postale. Poi, iniziative per assicurare la vendita dei quotidiani e per la promozione cinematografica delle zone, oltre alla facoltà di istituire centri multifunzionali per fornire servizi, anche energetici, postali e scolastici. Non mancano misure per l'istruzione nelle aree rurali e montane, con la progressiva digitalizzazione delle attività, e per la promozione di consumo e commercializzazione dei prodotti di filiera corta. Nei piccoli comuni si produce il 93% di Dop e Igp, nonché il 79% dei vini più pregiati del Paese.
Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 15:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA