Alberghi, campeggi e ostelli: tutte le regole (di sicurezza) da rispettare in vacanza
di Raffaele Alliegro

Alberghi, campeggi e ostelli: tutte le regole (di sicurezza) da rispettare in vacanza

Le vacanze si avvicinano. Alberghi, campeggi e ostelli della gioventù si preparano ad accogliere turisti in piena campagna vaccinale e rispettando le misure previste contro il virus. Ma quali sono queste misure? Quali le regole e le precauzioni da rispettare in vacanza? Lo dice il documento elaborato dalle Regioni e dal Comitato tecnico scientifico che prevede norme dettagliatissime per «le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, gli alloggi in agriturismo, le locazioni brevi, le strutture turistico-ricettive all’aria aperta, i rifugi alpini ed escursionistici e gli ostelli della gioventù». Vediamo quali sono le indicazioni principali.

In linea generale sono previste tutta una serie di misure che possono essere divise in sette grandi gruppi. Il primo riguarda le informazioni e la segnaletica. Secondo il documento preparato da Regioni e Cts bisogna «predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica e/o sistemi audio-video, sia ricorrendo a eventuale personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione». Il secondo ambito riguarda invece il numero delle presenze e la misurazione della temperatura: «Definire il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5°».

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Il terzo gruppo di indicazioni si riferisce alle distanze interpersonali: «Adottare misure in modo da garantire sempre il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), e favorire la differenziazione dei percorsi all’interno delle strutture, con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita. Si suggerisce, a tal proposito, di affiggere dei cartelli informativi e/o di delimitare gli spazi (ad esempio, con adesivi da attaccare sul pavimento). Il distanziamento interpersonale non si applica ai membri dello stesso gruppo familiare o di conviventi, né alle persone che occupano la medesima camera o lo stesso ambiente per il pernottamento, né alle persone che in base alle disposizioni vigenti non sono soggetti al distanziamento interpersonale». E ancora: «La postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa, il personale dovrà indossare la mascherina. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche e gestione delle prenotazioni online, con sistemi automatizzati di check-in e check-out ove possibile. Resta fermo l’obbligo di provvedere al riconoscimento dell’ospite in presenza, prima di effettuare la comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza».

Il quarto capitolo regolamenta l'elenco degli ospiti della struttura e stabilisce che bisogna «mantenere l’elenco dei soggetti alloggiati per un periodo di 14 giorni: tale adempimento si considera assolto con la notifica alloggiati all’autorità di pubblica sicurezza. In caso di utilizzo da parte dei soggetti alloggiati di servizi accessori (es. piscina, ristorante, centro benessere, etc.) non è necessario ripetere la registrazione». Il quinto riguarda invece le mascherine e l'igienizzazione: «Utenti e lavoratori devono correttamente indossare la mascherina a protezione delle vie aeree, negli spazi al chiuso e all’aperto secondo le disposizioni vigenti. Rendere obbligatoriamente disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani in varie postazioni all’interno della struttura».

Il sesto capitolo parla dell'uso degli ascensori: «L’utilizzo degli ascensori dev’essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale, pur con la mascherina, prevedendo eventuali deroghe in caso di componenti dello stesso nucleo familiare, conviventi e persone che occupano la stessa camera o lo stesso ambiente per il pernottamento, e per le persone che in base alle disposizioni vigenti non sono soggetti al distanziamento interpersonale. Deve essere definito e comunicato con apposita segnaletica il numero massimo di persone trasportabili».

Comunque, in generale bisogna «garantire la frequente pulizia e disinfezione di tutti gli ambienti e locali, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza (corrimano, interruttori della luce, pulsanti degli ascensori, maniglie di porte e finestre, ecc.)».

Il settimo e ultimo gruppo di misure si riferisce all'aerazione: «È obbligatorio mantenere aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti».

Una sezione a parte è quella delle attività turistico-ricettive all’aria aperta. Le Regioni e il Cts hanno stabilito che in questo tipo di strutture «utenti e lavoratori devono correttamente indossare la mascherina a protezione delle vie aeree, negli spazi al chiuso e all’aperto secondo le disposizioni vigenti. I mezzi mobili di pernottamento degli ospiti (es. tende, roulotte, camper) dovranno essere posizionati all’interno di piazzole delimitate, in modo tale da garantire il rispetto delle misure di distanziamento tra i vari equipaggi, comunque non inferiore a 3 metri tra i 2 ingressi delle unità abitative, qualora frontali. Il distanziamento di almeno 1,5 metri dovrà essere mantenuto anche nel caso di utilizzo di accessori o pertinenze (es. tavoli, sedie, lettini, sedie a sdraio)». Agli occupanti della piazzola si raccomanda di «pulire e disinfettare gli arredi esterni oltre a quelli interni». Per quanto riguarda invece i servizi igienici di uso comune bisogna effettuare «interventi di pulizia almeno due volte al giorno». Se ci sarà «una maggiore affluenza degli ospiti, nel caso di occupazione superiore al 70% delle piazzole sprovviste di servizi igienici presenti nella struttura (escludendo quindi case mobili, bungalow e piazzole con servizi privati), la pulizia e la disinfezione sarà effettuata almeno tre volte al giorno».

 

Infine, gli ostelli della gioventù. Per Regioni e Cts «quando possibile, l'area esterna all’ostello deve essere delimitata, consentendo un accesso regolamentato. In presenza di plateatico (tavoli, panche...) è necessario inserire un cartello che richiami le norme igieniche e le distanze di sicurezza e prevedere percorsi che non permettano l'incrocio delle persone. All'ingresso dell'area deve essere sistemato un dispenser con disinfettante per le mani. Nelle aree esterne, quando è prevista una zona dedicata al pranzo al sacco, la medesima deve essere ad accesso limitato». Inoltre «il pernottamento ed eventuale erogazione pasti devono essere forniti preferibilmente su prenotazione obbligatoria; deve essere tenuta registrazione per almeno 14 giorni delle presenze. La movimentazione tra le stanze dell’ostello avviene solo indossando la mascherina. Nel caso in cui si raggiunga l'occupazione massima prevista dei posti a sedere per la ristorazione all'interno dell’ostello, nel rispetto delle distanze di sicurezza, il gestore deve predisporre un cartello in entrata che blocchi l'accesso». Per i servizi igienici, invece, «le strutture comuni (bagni, docce, lavandini), dovranno essere gestite per rendere possibile l’utilizzo rispettando il distanziamento interpersonale di almeno un metro ed evitare assembramenti. La pulizia accurata e la disinfezione verrà realizzata almeno due volte al giorno».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Giugno 2021, 17:51
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