Trenino Rosso del Bernina: viaggio da sogno, tra scintillanti paesaggi montani della Svizzera

Trenino Rosso del Bernina: viaggio da sogno, tra scintillanti paesaggi montani della Svizzera

di Francesca Spano'

La tonalità di rubino acceso delle sue carrozze contrasta perfettamente con il verde brillante della vegetazione montana e l'azzurro dei laghi in quota: in pochi attimi, dunque, il sipario si alza su uno scenario degno di un libro di fiabe. I colori che la natura proietta sui vetri del Trenino Rosso del Bernina, sembrano attentamente dosati da un talentuoso pittore, per regalare emozioni intense di fronte al superbo panorama alpino. Basta salire a bordo per rendersi conto immediatamente, che le innumerevoli foto che celebrano questa linea dal 2008 Patrimonio Unesco, non sono ritoccate in alcun modo: la tratta ferroviaria attraversa davvero un micromondo di rara bellezza, da vivere in punta di cuore. Il gioiello della Ferrovia Retica, leader su binario del cantone svizzero dei Grigioni, collega il capolinea italiano, Tirano, all’amatissima località sciistica di St-Moritz e godersi questo tour è una delle cose da fare almeno una volta nella vita.

Il gioiello della Ferrovia Retica

Il Trenino Rosso con i vagoni dalle gradazioni fiammanti, scala le Alpi e quando si nomina questa meraviglia ingegneristica in molti pensano immediatamente al panoramico Bernina Express (BEX), ma con il medesimo nome si intendono anche i treni regionali che seguono lo stesso percorso. In entrambi i casi, coprono circa 60 chilometri con varie fermate intermedie, solo che il Bernina Express può contare su ampie vetrate panoramiche che arrivano fino al tetto, prevede meno fermate, è più veloce (impiega 2:15 minuti a tratta), un numero limitato di corse giornaliere, carrozze più eleganti ma finestrini che non si possono abbassare e rischiano di creare qualche riflesso durante gli scatti fotografici. I treni regionali sono meno veloci perché riguardano più fermate, ma sono più frequenti perché transitano circano ogni ora, permettendo di scendere e risalire comodamente al successivo. Sono perfette per chi prevede soste intermedie o vuole rimanere in questo angolo di Svizzera per più giorni.

La ferrovia dai grandi numeri

La linea del Bernina è l’unica, da nord a sud, che attraversa le Alpi a cielo aperto ed è considerata la più alta d’Europa e una delle più ripide al mondo. Supera, infatti, i 1824 metri di dislivello tra Tirano e Ospizio Bernina in soli 22 km in linea d’aria e affronta una pendenza di oltre il 70 per cento senza ausilio di cremagliera. La sua storia inizia nel 1910, funziona tutto l’anno, e viaggiare a bordo ha un effetto particolare: ci si accorge delle continue differenze di altitudine e il panorama cambia sempre tra imponenti ghiacciai, valli verdeggianti e cime alpine. Il viaggio perfetto, insomma, per ritrovare se stessi e un diretto contatto con la natura.

Tre destinazioni (tra le altre) da raggiungere con il Trenino Rosso del Bernina

Da Landquart, a nord di Coira, strade e ferrovie seguono la cosiddetta “Valle dei Prati” (Prattigau), raggiungendo due delle località sciistiche più famose delle Alpi, Klosters e Davos. La seconda destinazione è quella dove abbiamo scelto di fermarci, godendo della sua aria pura e della sua tranquilla atmosfera.

Le mille sorprese di Davos

C’è aria di montagna frizzante e un cielo celeste tenuo ad accompagnare i visitatori in questa destinazione gemellata con Aspen in Colorado e considerata la più alta d’Europa. Si trova a 1560 metri di altezza e il villaggio sciistico è rilassante ma allo stesso tempo movimentato, assolutamente indicato per respirare a pieni polmoni e godersi il meritato riposo. Non solo sci però, il suo nome è ancora noto per essere stato un'importante stazione climatica di cura. Sia l’altitudine che le lunghe ore di luce, infatti, erano in grado di alleviare le problematiche della tubercolosi. Qui fu curato anche Robert Louis Stevenson, il quale proprio durante la degenza completò L’Isola del Tesoro, nel sanatorio di Davos. Thomas Mann, invece, si lasciò ispirare da una visita da queste parti per scrivere La Montagna Incantata. I pazienti erano seguiti soprattutto da monache che avevano un proprio tempio religioso che oggi, seppur sconsacrato e utilizzato per party ed eventi, si trova ancora in ottime condizioni all’Hard Rock Hotel locale. All’interno di questo 4 stelle tutto dedicato alla musica e al rock’n’roll, si possono trovare delle collezioni particolari di abiti appartenuti a star internazionali, così come chitarre elettriche dalla fama storica o altri strumenti musicali. Da Shakira a Michael Jackson, da Madonna ai Metallica, la potenza delle sette note si respira ovunque, anche nelle 94 tra suite e camere.

Diavolezza: aria pura e spettacolo mozzafiato

L’effetto scenico di questa escursione è veramente garantito, anche grazie alla neve ancora presente fino a inizio estate. Il Trenino Rosso arriva comodamente alla stazione della Funivia, con la quale in pochi minuti si giunge a destinazione. Nella zona di Corvatsch e della Diavolezza, la bella stagione porta un cambio di sfondo e dai bianchi fiocchi si passa ai suggestivi spruzzi di verde in un tappeto di fiori di montagna. Le temperature sono ideali per itinerari a piedi e in bici ed è sempre l’occasione giusta per concedersi un pranzo in quota con carne secca tipica del cantone dei Grigioni, Rösti/Bratiwurst e torta di noci grigionese al Ristorante panoramico Bellavista. La particolarità della zona, inizia dal suo nome, legato a una leggenda. Si racconta che molti anni fa, sulla cime della montagna vivesse la bella diavolessa che a volte si faceva vedere dai cacciatori. Chi la seguiva, finiva per precipitare nel vuoto, così come accadde al giovane Aratsch, dal quale avrebbe preso il nome il ghiacciaio di Morteratsch (dal grido della diavolessa che esclamò: "Aratsch è morto”). In inverno da queste parti lo sport la fa da padrone tra discese dal ghiacciaio o al chiaro di luna, con lo sci alpinismo o le passeggiate. In estate è tempo di osservare splendidi panorami su ghiacciai e laghi di montagna scintillanti o di dedicarsi alle arrampicate o, ancora, alla Jacuzzi a 3000 metri sul livello del mare.

Quello che forse non sapevi...

Al centro visitatori, presso la stazione in valle della Diavolezza, non perdetevi la VR Glacier Experience, un’avventura speciale che permette di scoprire molte curiosità sulla zona, divertendosi. In collaborazione con la Banca Cantonale Grigione che nel 2020 ha celebrato il suo 150° anniversario, la Diavolezza Lagalb AG ha realizzato questa esposizione interattiva unica nel suo genere che permette ai visitatori di compiere dei viaggi virtuali nelle varie ere glaciali, e spiega il cambiamento climatico in alta montagna. Fornisce inoltre risposte interessanti sul tema dei ghiacciai e dell’acqua, e si occupa del ritiro dei ghiacciai a seconda dei diversi scenari climatici. Il centro visitatori senza barriere é aperto tutti i giorni (8.30 - 16.00) presso la stazione in valle della Diavolezza. Ingresso libero. Ulteriori informazioni: www.glacierexperience.com.

Da St.Moritz a Poschiavo: il glamour e il relax

La splendida passeggiata su rotaia prevede diverse fermate, molti scelgono una sosta a St.Moritz, paradiso dei vip ma non solo. Da oltre un secolo, infatti, è il più gettonato rifugio invernale di personaggi dal nome noto, ma al di là dell’aspetto mondano, sa regalare scenari indimenticabili tra boschi, laghi e monti e anche un centro termale. Chi è in cerca di silenzi e pace, tra idilliaci comuni, deve raggiungere Val Poschiavo.  Si tratta di una delle più belle regioni del Canton Grigioni e il suo centro più importante è proprio Poschiavo. La cittadina è legata anche alle costruzioni in stile rinascimentale, realizzate dai poschiavini diventati ricchi dopo aver vissuto all’estero. La tranquilla città vecchia è un tripudio di residenze signorili a più piani, in color pastello, con fineste stilizzate e piazze lastricate circondate da locali. La Piazza Comunale della seconda metà dell’Ottocento, è circondata da facciate neoclassiche, tra le quali spicca l’odierno Hotel Albrici, con la barocca Sala delle Sibille. Altro simbolo locale è Casa Tomé, le cui mura contadine raccontano di un nucleo originario risalente al 1357. Ampliata con tetto a due spioventi nel 1450, è rimasta praticamente come un tempo. Dal 2007, è parte integrante dell’offerta del Museo Poschiavino e sede di attività legate alla cucina tradizionale. La chiesa di Santa Maria Assunta, è un notevole esempio di architettura barocca dei primi del Settecento, con raffinati arredi e affreschi illusionistici. Poschiavo è tutta da scoprire nel suo dedalo di strade e monumenti, prima di concedersi un delizioso pasto in uno dei ristoranti del centro storico. Per dormire in zona, due indirizzi sono: Hotel Raselli Sport e La Romantica a Le Prese.

Il capolinea dei treni svizzeri è a pochi chilometri da qui, nel comune italiano di Tirano, ma quello di cui ci si accorge ben presto è che quello del Trenino Rosso del Bernina non è un classico tour tra le città svizzere, ma una vera e propria full immersion tra paesaggi perfetti che cambiano con le stagioni e le diverse ore del giorno, regalando ogni volta nuove suggestioni.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Luglio 2022, 17:43
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