Turchia: in Cappadocia, un tour tra le città sotterranee più affascinanti del mondo
di Francesca Spanò

Turchia: in Cappadocia, un tour tra le città sotterranee più affascinanti del mondo

I luoghi più incredibili sono sempre quelli dove la fantasia è libera di spaziare, immaginando storie e avventure accadute in epoche passate e tra misteriosi contesti. Non importa che ci si trovi in uno spazio convenzionale, a volte è proprio ciò che non è comune a risultare estremanente affascinante. E non sempre la sorpresa si cela alla luce del sole, come accade in Cappadocia, una regione semi-arida della Turchia centrale conosciuta non solo per i “camini delle fate”, bizzarre formazioni rocciose a forma di cono, o per le mongolfiere che ne sorvolano l’area. Chi giunge fin qui, allunga lo sguardo su un micromondo nascosto, tanto che i suoi insediamenti sotterranei sono la vera peculiarità assolutamente da scoprire. Ne esistono di diverse dimensioni, in un numero che si pensa sia stimato tra i 150 e i 200. In ogni città e villaggio locale, su un territorio di 25mila chilometri quadrati, dunque, tali costruzioni nel substrato roccioso rappresentano un immancabile appuntamento di viaggio nel viaggio.

Il complesso sistema difensivo delle case rupestri

La necessità di vivere lontani dalla luce, come è facile comprendere, era necessaria per difendersi da frequenti attacchi e invasioni che in passato hanno coinvolto la Cappadocia. Il rifugio doveva proteggere gli abitanti e, infatti, gli ingressi erano ben nascosti alla vista e queste case particolari, si ottenevano scavando la morbida roccia tufacea, creando dei veri e propri labirinti segreti con camere e passaggi collegati da tunnel segreti a chi non vi abitava. In tal modo era più semplice far cadere in trappola eventuali malintenzionati che riuscivano ad essere tanto abili da tentare di introdursi. Ancora, non mancavano trappole, stanze con ingressi difficili e ulteriori ambienti ancora più profondi, che rendevano le case rupestri quasi delle fortezze inespugnabili. Si presume, viste le dimensioni, che vi abitassero parecchie persone, forse tutti i membri delle diverse comunità che contribuivano alla costruzione. Una curiosità che gli studiosi hanno notato è che, però, il lavoro sugli strati superiori è più ruvido e irregolare, mentre quello sugli strati superiori inferiori è più metodico e questo potrebbe indicare un progetto realizzato in diversi periodi storici. Le ipotesi sono diverse in merito, ma non si hanno certezze che a scavarli fossero professionisti, né che fossero tutti collegati da profondi tunnel. Le principali città sotterranee della Cappadocia sono: Kaymaklı, Derinkuyu, Özkonak, Mazı e Gökçetoprak a Nevşehir, Güzelyurt ad Aksaray, Pınarbaşı (Geyral) scoperto per caso, Ağırnas a Kayseri e Doğanlı a 20 km da Yeşilarhis. Gli ingressi originali alla maggior parte delle città sotterranee non esistono più, ma quelli superstiti alle città di Acıgöl, Gökçetoprak (Sivasa), Mazı e Özlüce fanno evidentemente parte di un sistema di difesa abilmente progettato. In ogni caso erano ripari perfetti contro il caldo torrido dell’estate e il freddo dell’inverno, con una temperatura che si manteneva sui 15°C. Si poteva vivere mesi senza uscire all’esterno e non mancavano depositi per il grano, stalle per gli animali, scuole, chiese, ospedali e depositi per vettovaglie.

Da Kaymakli a Derinkuyu, segreti e curiosità

Derinkuyu e Kaymakli erano le città più grandi, distanti una decina di chilometri l’una dall’altra. Erano disposte su diversi livelli e si svilupparono molto in profondità nel sottosuolo. La prima, addirittura, a circa 80 metri, ma entrambe arrivarono ad ospitare migliaia di persone e, probabilmente, erano anche collegate. Nelle pareti erano scavate delle piccole alcove per inserire lampade e candele e molte erano le camere. Le parti più antiche delle città sotterranee, di solito, si trovano ai livelli superiori, più vicine all’ingresso, ed erano usate principalmente come stalle. C’erano le cantine per fare il vino dalle uve coltivate dalla regione, le cucine erano condivise e avevano i forni locali conosciuti come tandir, mentre intorno si conservavano vasi con le provviste. Non è stato ancora possibile determinare chi ha costruito le prime città sotterranee nella regione della Cappadocia. Sebbene siano stati trovati insediamenti preistorici come la Grotta di Civelek e Aşıklı Höyük, non è stato ancora stabilito alcun collegamento in merito.

Scoprendo Derinkuyu

Nell’antichità era nota come Melogobia e sorge a 29 chilometri da Nevşehir, sulla strada Nevşehir-Niğde. La sua estensione completa è ancora sconosciuta e, ad oggi, solo otto piani sono stati ripuliti ed esplorati. Le scuderie si trovano al primo piano vicino all'ingresso e sono composte da diverse stanze contenenti alcove rozzamente intagliate da cui gli animali potevano nutrirsi e bere. Oltre le scuderie c'è una cantina, un corridoio, ma anche salotti, la cucina, delle nicchie e persino una scuola e una chiesa. La parte più grande si trova al settimo piano, è sorretta da tre colonne e, tra le peculiarità, c’è una camera tombale a cui si accede da un tunnel stretto.


Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Maggio 2021, 10:18
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