Maremma da vedere e da mangiare: le 3 cose da non perdere

Fra ristoranti e trattorie che propongono i tipici piatti maremmani con cucina di carne o di pesce, non c’è che l’imbarazzo della scelta

Maremma da vedere e da mangiare: le 3 cose da non perdere

di Maria Serena Patriarca

Se siete amanti della cultura, dell’enogastronomia di qualità, dell’arte e della natura la Maremma è la meta ideale per un weekend o un break infrasettimanale alla scoperta di sapori autentici, borghi meravigliosi e perfino “città fantasma” avvolte nel mistero. Qui le reminescenze del mondo etrusco si fondono in alchimia con la contemporaneità. I piaceri maremmani, fra mare ed entroterra, passano anche per la tavola, complice un buon calice di vino. Il borgo di Scansano, con il famoso Morellino, è la sosta più amata dagli wine lovers.

 

Grosseto, candidata a Capitale italiana della Cultura 2024, è il trampolino di lancio per esplorare la Maremma


Come punto di riferimento per la scoperta del territorio maremmano si può tenere la città di Grosseto, molto vivace culturalmente, tanto che è fra le candidate a diventare Capitale Italiana della Cultura 2024, e animata anche di notte nei vicoli medievali del centro storico e intorno alla piazza del Duomo. Fra ristoranti e trattorie che propongono i tipici piatti maremmani con cucina di carne o di pesce, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

1. Passeggiare fra i vicoli dei borghi del tufo: Pitigliano, Sovana e Sorano 


Uno degli itinerari più affascinanti della Maremma, ideale per il finesettimana o un city break di un paio di giorni, è quello dei tre Borghi del Tufo: Pitigliano, Sovana (questi due annoverati ufficialmente fra i Borghi più Belli d’Italia) e Sorano. Pitigliano è il più grande dei tre borghi, e spicca in posizione panoramica su uno sperone tufaceo a picco sulle valli circostanti, piene di boschi e necropoli etrusche. Questo è anche il borgo più frequentato dai gourmet, sia per il grande numero di osterie e ristoranti tipici, sia per le antiche botteghe dove acquistare le prelibatezze locali, in un tripudio di salumi, formaggi, vino, olio, legumi. Sovana, città natale di papa Gregorio VII,  è la tappa immancabile per gli amanti dell’arte sacra e delle chiese romaniche. Il Ciborio preromanico nella chiesa di Santa Maria, del XII secolo, la Cripta della Cattedrale e la Rocca Aldobrandesca di per sé valgono il viaggio. Nelle vicinanze del borgo si estende una meravigliosa necropoli etrusca. Sorano, Bandiera Arancione, è il più piccolo dei tre borghi ed è detto anche la “Matera della Toscana”, per le casette in pietra incastonate fra loro in stretti vicoli: la Fortezza Orsini e il Masso Leopoldino, con la panoramica terrazza, sono due “must to see” assoluti.

Sorano

2. Trasformarsi il Lara Croft alla scoperta della città perduta di Vitozza 


Da Sorano in pochi minuti di auto si raggiunge la frazione di San Quirico, dove si può posteggiare la macchina per avventurarsi a piedi, seguendo il percorso nel bosco segnalato da cartelli, alla scoperta della città perduta di Vitozza. Si tratta dell’insediamento rupestre medievale più grande dell'Italia centrale, che fa parte del Parco Archeologico Città del Tufo (Sovana, Sorano, Vitozza). Due i Castelli di cui restano visibili i resti, e più di 50 le caverne adibite ad abitazioni (in qualche caso fino al Settecento), senza dimenticare la chiesa e l’affascinante colombario, con una serie di piccole cavità scavate nel tufo per contenere le ceneri dei defunti. Città fantasma, necropoli, percorso naturalistico: Vitozza è davvero la meta ideale per gli amanti dell’escursionismo, del mistero e dell’archeologia. Se vi sentite più viaggiatori che semplici “turisti” armatevi di scarpe da trekking e non perdetela.

Vitozza

3. Divertirsi ad assaggiare pici, zuppe di legumi, acquacotta


Sapori contadini ed influenze etrusche: la Maremma è il paradiso degli amanti della buona cucina. L’acquacotta è la tipica zuppa contadina a base di verdure di stagione, spinaci, sedano, pomodoro fresco, cipolla, uovo e pane raffermo tostato. Il Coniglio all'etrusca è cotto al tegame in bianco, con alloro ed olive nere. I pici sono ottimi anche con il ragù in bianco. Fra le prelibatezze dell’itinerario dei Borghi nel Tufo non dimenticate la mortadella di cinghiale, le ciambelline al vino bianco e anice, il pecorino in tutte le sue declinazioni (compreso il pecorino al tartufo), il ragù toscano con chianina, la zuppa di legumi di Sorano, che va preparata secondo la tradizione lasciando in ammollo i legumi una notte intera e poi cuocendoli lentamente dopo aver messo a punto un soffritto con l’aglio. Essendo questa una zona di eccellenza per l’olio extravergine di oliva, il classico pane “sciapo” con l’olio è il top fra gli antipasti, così come i tozzetti con il Vin Santo concludono il pasto delle classiche tavolate maremmane.

Pici al ragù bianco

Ultimo aggiornamento: Sabato 15 Gennaio 2022, 11:36
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