Le mille anime di Valencia, fra proiezioni nel futuro, Modernismo, devozione popolare e tradizione barocca
di Maria Serena Patriarca

Le mille anime di Valencia, fra proiezioni nel futuro, Modernismo, devozione popolare e tradizione barocca

Il futuro e il passato a braccetto, in magica alchimia. La città di Valencia non smette di stupire, mix unico nel suo genere fra architettura contemporanea innovativa e un’anima arcana che sprigiona folklore e tradizione, nel centro storico. Se il modernissimo Parco Oceanografico, il più grande acquario europeo, attira turisti da tutto il mondo, la Valencia di cui vogliamo parlarvi oggi è quella più antica e per questo facciamo rotta innanzi tutto sul cuore pulsante della città, il Mercato Centrale: è consigliabile visitarlo nelle prime ore del mattino, quando non è troppo affollato, per gustare a pieno la meraviglia delle “gourmandises” locali in esposizione. Si spazia dal prosciutto, compreso il pregiato patanegra, ai formaggi, dallo zafferano al miele, che viene venduto a pezzi nel favo, fino al cioccolato e al torrone nelle caratteristiche scatole Liberty. Una sezione specifica è riservata al pesce, con una ricchissima offerta, considerata la vicinanza della città al mare. Ma le sorprese non finiscono qui: si va dal pane artigianale ai dolci appena sfornati, fino alle saponette aromatizzate alle famose arance valenciane. L’edificio del Mercato Centrale, il più grande d’Europa per prodotti freschi con i suoi 8000 mq, rievoca lo stile Art Nouveau.

Nelle vicinanze del Mercato si trova il Museo Nazionale della Ceramica, nell'edificio che è considerato il miglior esempio del Barocco spagnolo: Palazzo del Marqués de Dos Aguas. Ma per capire il vero spirito della città, legato alla devozione popolare, non si può non visitare la Basilica della Vergine degli Abbandonati (la Virgen de los Desamparados), patrona della Città, la cui Madonna barocca con il Bambino è l’icona ricorrente su oggetti e souvenir in tutte le botteghe del centro storico. La Basilica sorge sulla suggestiva piazza circondata da negozietti di sartoria e artigianato, dove si tramanda l’antica arte dei tessuti in seta, eccellenza valenciana, e dove pullulano i piccoli ristoranti in cui assaggiare la paella, nella sua versione di “terra” (con pollo, coniglio e lumache) o di mare (con i gamberi). Sulla plaza de La Virgen spicca la fontana chiamata Fuente del Tùria, dedicata al fiume Turia e ai suoi canali, opera dello scultore Silvestre de Edeta. La Basilica è collegata da una costruzione a ponte alla Cattedrale, e uno degli scorci più fotografati della città è senza dubbio la Torre ottagonale, il campanile della Cattedrale stessa, denominato El Micalet. Last, but not least: se fate un giro di Valencia by night non perdete i meravigliosi giochi di acqua e di luce della fontana nella Plaza del Ayuntamiento, la più nota e la più imponente della città.

Per informazioni:

https://www.visitvalencia.com

www.comunitatvalenciana.com


Ultimo aggiornamento: Venerdì 8 Ottobre 2021, 09:26
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