Gorgona, trekking guidato sull’isola-carcere: la più piccola dell'arcipelago toscano
di Sabrina Quartieri

Gorgona, trekking guidato sull’isola-carcere: la più piccola dell'arcipelago toscano

È l’unica e ultima isola-carcere presente in Italia da oltre 150 anni. Ma è anche un lembo di terra ricco di biodiversità, con gabbiani reali, beccacce e falchi pellegrini che aleggiano in cielo, mentre balenottere e stenelle attraversano il mare che lo circonda. Tanto che Gorgona, la minore per dimensioni delle “sorelle” che compongono il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, è la più richiesta dagli escursionisti, e non solo per le sue bellezze naturalistiche: protetta in quanto colonia penitenziaria fin dal 1869, l’isola rappresenta infatti la possibilità di immergersi in un luogo fuori dall’ordinario, perché simbolo del riscatto di chi è finito dietro le sbarre e sogna una seconda opportunità: «Qui vivono i detenuti di media sicurezza, non appartenenti alla criminalità organizzata e arrivati a un fine pena non superiore ai 10 anni ancora da scontare – spiega il Direttore del Carcere locale Carlo Alberto Mazzerbo – Sono persone che hanno voglia di ricominciare, attraverso il lavoro e nel rispetto delle regole. Il bello di scegliere un trekking su quest’isola è proprio poter vivere tutto ciò di persona, mentre si sta a contatto con la bellezza naturalistica selvaggia di un posto che ha anche una vocazione sociale».

 

Un’occasione da non perdere per gli avventori, stando al numero di richieste di visite guidate per il 2021: in sole 48 ore dal “via” alle prenotazioni online di Info Park dell’Ente Parco per le escursioni sull’isola (con la prima in programma il 20 marzo), i posti disponibili sono andati tutti esauriti. «Ora resta la possibilità di acquistare il pacchetto transfer più tour con Toscana Minicrociere, la compagnia di navigazione che opera la tratta Livorno-Gorgona e che è autorizzata dal Carcere e dal Parco nazionale a effettuare le corse supplementari; o, ancora, di rivolgersi alle singole guide ambientali che organizzano il gruppo e chiedono il passaggio al vettore, come l’associazione Toscana Trekking», racconta Marino Garfagnoli, responsabile di Info Park e titolare di Viaggi del Genio, accompagnatore di trekker fin dalla fine degli anni ’80. Ma permane un impedimento: il nulla osta dell’Amministrazione penitenziaria a riaprire l’isola alle visite – attualmente sospese a scopo cautelativo per i reclusi – non è ancora arrivato.

Spiega Mazzerbo: «Tutto dipende da come evolveranno la situazione pandemica e l’assegnazione delle fasce di rischio alla Toscana. Al momento l’isola è “Covid-free”, gli accessi sono limitati al massimo e sia i detenuti che la polizia penitenziaria vengono sottoposti a tampone mensilmente. Spero di riaprire Gorgona per i trekking a fine marzo, ma solo se nel frattempo avremo ricevuto l’ok della Asl al vaccino per i reclusi e le dosi saranno state somministrate», conclude il Direttore. Con il via libera alle escursioni, si potrà tornare a imbarcarsi a Livorno per trascorrere una giornata speciale in un luogo dove, però, sono banditi i cellulari e le fotocamere, che si lasciano a bordo. «Si tratta di tour di lunghezza e intensità fisica modulabili – racconta Alice Colli, guida che ha fondato Toscana Trekking - A me, in particolare, piace cominciare soffermandomi sulla peculiarità di Gorgona come carcere, facendo capire al mio gruppo in che modo si vive sull’isola, cercando di testimoniare i diversi punti di vista dei residenti, dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria. Mentre ci si sposta, spiego poi gli avvenimenti storici che si sono susseguiti nel corso dei secoli», conclude la guida. 

Lungo i sentieri autorizzati e curati dagli stessi reclusi, si va alla scoperta del territorio in cui è vietata la balneazione, facendo varie tappe: si parte dal terrazzo del Belvedere e si continua fino alla Torre Nuova, una svettante fortificazione medicea a difesa del porto; poi si tocca Punta Paratella, un affaccio mozzafiato su Cala Maestra per fare avvistamenti nel mare che è parte del “Santuario Internazionale per i Mammiferi Marini”, un’area protetta istituita nel 1999 grazie a un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco. Ancora, si raggiunge il cimitero e ci si ferma all’antica Rocca Vecchia, risalente all’epoca pisana. Durante l’escursione, per la quale è necessario essere equipaggiati di scarponcini da trekking, si attraversa anche la parte di Gorgona destinata a colonia penale agricola. Lì, l’interazione con chi sta scontando la pena è frequente: impegnati in diverse attività quotidiane, i detenuti sono pronti a interromperle per qualche minuto da dedicare alle loro testimonianze.

I reclusi si incontrano mentre lavorano nei campi, in particolare tra le mille piante di ulivo e le vigne ospitate sull’isola; ma anche quando sono affaccendati nel prendersi cura della fattoria degli animali nata per un progetto avviato con l’università Bicocca di Milano che si basa sulla terapia riabilitativa di soggetti fragili psicologicamente attraverso l’interazione con pecore e capre (che un tempo davano vita anche a un ottimo formaggio), mucche e maiali. «Nel prossimo biennio – promette il Direttore del Carcere – arriveranno sull’isola anche dei pannelli fotovoltaici; sarà inoltre avviato il recupero delle acque idriche e si procederà a rendere utilizzabili in campo agricolo le acque reflue depurate, grazie alla collaborazione con il Comune di Livorno». Intanto, proprio in questo luogo, tra l’azzurro del cielo e il verde-blu trasparente del mare, prende vita un prodotto che è ormai un’eccellenza della viticoltura a livello internazionale: il “Gorgona Bianco” dei Marchesi Frescobaldi. Solo novemila bottiglie prodotte ogni anno a base di Vermentino e Ansonica, per un biologico che ha conquistato i mercati esteri da New York a Tokyo, e i cuori di chi ha avuto la fortuna di assaggiare il vino simbolo del luogo del riscatto dei detenuti.

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Marzo 2021, 14:42
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