Weekend a Collepardo, il "paese delle erbe": ecco le 3 esperienze da fare, vedere, gustare anche in una sola giornata

Il borgo della Ciociaria è il trampolino di lancio per itinerari gastronomici, escursioni in natura ma anche interessanti percorsi artistici, storici, religiosi. Senza dimenticare la secolare tradizione erboristica legata al suo territorio.

Weekend a Collepardo, il "paese delle erbe": ecco le 3 esperienze da fare, vedere, gustare anche in una sola giornata

di Maria Serena Patriarca

Immersa nel paesaggio montano e boscoso dei Monti Ernici, Collepardo è un delizioso borgo medievale che si presta a un city break, anche solo di una giornata, nel weekend. Fra vicoli e piazzette, sono tanti gli scorci panoramici che offre il cosiddetto “paese delle erbe”, rinomato per la sua secolare tradizione erboristica. Ma c'è di più; il territorio carsico del borgo è sede di particolari fenomeni geologici che, nel corso dei millenni, hanno lasciato tracce di grande interesse naturalistico: come avviene nel caso del Pozzo d’Antullo, rara dolina carsica profonda 60 metri e larga 300 metri, sulla cui origine sono nate diverse leggende popolari, o delle imponenti Grotte di Collepardo (attualmente chiuse al pubblico per il pericolo di caduta massi), dette anche “dei Bambocci”, per via delle singolari figure formate da stalagmiti e stalattiti (info: www.collepardo.it). Dal 24 febbraio al 13 aprile l’iniziativa “Collepardo Sottosopra” coinvolgerà i giovani del paese (gratuitamente, a Palazzo La Rocca) nella conoscenza del patrimonio e della biodiversità del territorio di Collepardo e in attività pratiche all’Ecomuseo (info: www.ecomuseortodelcentauro.it).

Ecomuseo Orto del Centauro

Il borgo medievale delle erbe che è Bandiera Arancione

Anche per il 2024 il Touring Club Italiano ha ufficialmente confermato la Bandiera Arancione (assegnata per la prima volta nel 2003) al Comune di Collepardo, per un altro triennio fino al 31 dicembre 2026. La Bandiera Arancione è un marchio di qualità che viene attribuito alle "piccole località dell'entroterra, in base a rigorosi parametri turistici e ambientali": su un totale di circa 8mila comuni italiani, quelli certificati con questo prestigioso riconoscimento sono solo 281. La vocazione del borgo, per la cura dell’ambiente e la ricerca nel prezioso patrimonio erboristico, è rinomata. Il centro storico del paese è medievale, dominato dall’antica Rocca dei Colonna, del XIV secolo, con il bellissimo portale seicentesco, fatto realizzare dai Tolomei di Siena.

Centro storico di Collepardo, portale

Sentirsi monaci speziali per un giorno alla Certosa di Trisulti

Nel territorio di Collepardo si trova uno dei Monasteri più belli dell’Italia centrale: la Certosa di Trisulti, fatta costruire nel 1204 da Papa Innocenzo III, anche se una prima abbazia benedettina fu edificata qui già nel 996 da san Domenico di Sora. La Certosa di Trisulti è situata a 825 metri di altitudine fra i boschi di querce nella cosiddetta Selva d'Ecio (ideale anche per escursioni di trekking), alle falde del monte Rotonaria. Questa Certosa è monumento nazionale dal 1873: dal 1947, però, essa non ospitò più i Certosini ma i Cistercensi, che restarono qui fino a qualche anno fa. Oggi i monaci non vivono più nella Certosa, che è diventata Polo Museale del Lazio dal 2014. La Certosa di Trisulti è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 16, e l’ingresso è gratuito. Ristrutturata nel XVII secolo, comprende la chiesa dedicata a San Bartolomeo, il Refettorio con il Chiostro e i giardini con le siepi all’italiana, la suggestiva Peschiera panoramica, vicino all’orto, con la statua della Vergine Maria. Senza dubbio, però, il punto di forza di questo luogo dello spirito e del silenzio è la Farmacia settecentesca, ovvero la spezieria, dove i monaci studiavano e catalogavano rimedi erboristichi, droghe, veleni, e conservavano vipere secolari sotto spirito. L'antica Farmacia è decorata con trompe l’oeil di ispirazione allegorica, arredi del ‘700 di Giuseppe Kofler e scaffalature in legno, con i vasi in cui erano custodite le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti, così come antiche ricette di “magici” infusi e pozioni, che i monaci realizzavano con le erbe aromatiche e medicinali coltivate nel giardino e nell’orto botanico. La sala principale della Farmacia, ideata da Filippo Balbi, è affrescata da Giacomo Manco. Il salotto d'attesa è detto Salottino del Balbi, poiché fu decorato proprio dal pittore napoletano: al centro, sul pavimento, la scritta “Memini, volat irreparabile tempus” (Ricorda, il tempo vola irreparabilmente), e sulle pareti del corridoio è dipinta la formula misteriosa del Sator.

Tutto qui ha un tocco molto simbolico: per esempio, nel giardino antistante la Farmacia le siepi di bosso rievocano, nel taglio della potatura, forme di animali.

Il Salottino del Balbi

Erboristeria, che passione: gli indirizzi da non perdere

Fra gli indirizzi must to see mettete in agenda l’Orto Sylvatico (sulla strada che collega Collepardo alla Certosa di Trisulti), all’insegna della sostenibilità, della ricerca e dell’educazione, visitabile su prenotazione (info: orto@sylvaticaonline.it). Segnate nel vostro taccuino di viaggio anche Il Museo delle Erbe, che fu aperto ufficialmente nel 1977, ma attualmente è stato trasformato nell’Ecomuseo “Orto del Centauro Chirone”. Fra erbe, minerali e citazioni di Paracelso, il percorso museale si basa sugli elementi che caratterizzano il territorio dei Monti Ernici: geologia, paesaggio e biodiversità. L’Ecomuseo promuove, inoltre, itinerari naturalistici e culturali (per far capire l’importanza della mobilità lenta e della corretta conservazione e fruizione dei luoghi), ed è interessato da parte delle tappe (dodicesima e tredicesima) del Cammino di San Benedetto, che nel suo intero percorso da Norcia a Montecassino unisce i luoghi principali in cui è nato e si è sviluppato il movimento benedettino.

Ciambelline artigianali alla Sambuca, Lo Scoiattolo da Anna

Viaggiare anche a tavola, fra sapori del territorio e antichi liquori

Una visita a Collepardo è l’occasione per fare una full immersion di sapori genuini a km zero e di aromi liquorosi per palati raffinati. Le fettuccine al ragù, le pappardelle ai funghi porcini, ma anche le ciambelline al caffè e alla sambuca, sono fra le eccellenze della cucina locale. Se cercate un indirizzo davvero tipico per degustare i liquori alle erbe che hanno reso il borgo di Collepardo famoso nel mondo, allora dirigetevi alla liquoreria ed erboristeria Sarandrea, pluripremiata con riconoscimenti internazionali e fondata nel lontano1918. Qui troverete una vasta scelta di liquori (dal classico sambuca al ratafià, fino al liquore alla liquirizia), infusi, tisane e cioccolato. Pensate che la storia di Sarandrea iniziò con il cappuccino Paolo Sarandrea che, dopo la prima Guerra Mondiale, lasciò l’incarico di cappellano militare per dedicarsi ai suoi studi da erborista e, in particolare ,alle erbe officinali aromatiche e benefiche in campo liquoristico; a supportare Paolo fu il fratello Marco, e da qui nacque la tradizione della produzione di liquori medicinali della Distilleria Sarandrea, che ha sede in via D’Alatri.


Ultimo aggiornamento: Domenica 11 Febbraio 2024, 15:28
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