Ciaspolando in Valtellina e Valchiavenna: gli itinerari del “winter trekking” con le racchette
di Sabrina Quartieri

Ciaspolando in Valtellina e Valchiavenna: gli itinerari del “winter trekking” con le racchette

Andar per sentieri innevati, ma con le racchette, per non affondare nella coltre bianca. Il nuovo anno è cominciato e nel territorio alpino della Valtellina e della Valchiavenna, i fiocchi continuano a scendere implacabili. Così, gli appassionati di “winter trekking” ad alta quota, si ritrovano a uscire nella natura con le immancabili ciaspole, per una camminata agevole e sicura tra luoghi incantati dove tutto è soffice. I paesaggi della provincia di Sondrio così ammantati sembrano magici e, quando il cielo è terso, sono ideali da scoprire proprio attraverso i tanti sentieri disponibili, per divertirsi ciaspolando. Gli amanti dell’antica attività dai ritmi “slow” devono solo scegliere quale percorrere, mettersi in cammino e lasciarsi ispirare, provando anche a perdere un po’ di calorie accumulate con le mille libagioni e scorpacciate delle Feste di fine anno trascorse in casa. 

 

 

GLI ITINERARI IN VALTELLINA 

Con le racchette in Val Gerola e Val Tartano: chi è alle prime armi e vuole familiarizzare con questo tipo di passeggiata, può optare per il sentiero che, da Fenile porta a Pescegallo, affrontando un dislivello di circa 200 metri. Solo ai più esperti è consigliato spingersi fino al rifugio Salmurano, a 1850 metri di quota. In Val Tartano, invece, è la Val Corta il paradiso in cui immergersi con le ciaspole. Il tracciato che la attraversa è alla portata di tutti, inizia dalla località di Biorca e si conclude nel caratteristico centro abitato di Bagini. 

A passeggio nei dintorni di Aprica: questi percorsi non richiedono una particolare preparazione fisica e si snodano tra abeti e larici con le fronde imbiancate. Uno di loro fiancheggia la pista superpanoramica: dagli impianti del Baradello si cammina fino a “Bratte basse”, dove il colpo d’occhio è mozzafiato, grazie alla vista degli incantevoli paesaggi di Aprica, del monte Padrio e della Riserva Naturale di Pian di Gembro. Ed è proprio da qui che comincia un’altra imperdibile full immersion nella natura innevata, che ha il suo epilogo nella zona di “Piscè”. Il leggero dislivello si sviluppa sul crinale della montagna che separa Aprica da Pian di Gembro, un suggestivo punto panoramico per gli escursionisti ammaliati dalle vette delle Orobie orientali. 

In famiglia in Valmalenco: la zona è rinomata soprattutto per le sue piste da sci, ma dalla località di San Giuseppe inizia un sentiero non più lungo di mezzo chilometro, adatto alle racchette da neve. Facile e ben segnalata, l’escursione è ideale per gli adulti con bambini al seguito. Il finale è sulle sponde del lago Palù, uno specchio d’acqua intorno al quale si può passeggiare in uno scenario capace di stregare. Da Chiesa in Valmalenco, ciaspolando tra larici e pini mughi, invece, si raggiunge - dopo aver affrontato un dislivello di 514 metri - la conca dell’Alpe Lago. 

Nella natura fiabesca di Bormio: per scoprire paesaggi con atmosfere da favola, c’è il Sentiero dell’Ables, con partenza da Santa Caterina Valfurva. Percorrendo una vecchia mulattiera della Grande Guerra, i “winter trekkers” arrivano a meta solo quando si ritrovano nella località di Ables: il panorama da qui è da cartolina, con i Monti Sobretta e Cevedale che si lasciano ammirare in tutta la loro maestosità. Per un itinerario meno impegnativo, si parte da Arnoga e si passeggia fino alle Baite Cagnol, che offrono un altro imperdibile colpo d’occhio.

A Livigno circondati da sculture di legno: per le racchette da neve il “Piccolo Tibet” propone il Sentiero delle Tee, che parte da Pont Lonch con una piccola salita e continua su saliscendi dolci tra le piste da sci e i fitti boschi, dove regna il silenzio in un’atmosfera da saga del Nord. Ciaspolando, si incontrano le pittoresche Tee, le antiche abitazioni di montagna utilizzate dai pastori durante la stagione estiva. Il Sentiero dell’arte, invece, taglia un placido microcosmo di lariceti secolari, dove si nascondono delle affascinanti opere d’arte lignee realizzate da artisti di ogni parte del mondo, per un inaspettato museo “en plein air” ad alta quota. 

 

I PERCORSI DELLA VALCHIAVENNA

Tra cascate e panorami a un passo dal cielo: tra le diverse proposte di questa zona alpina della provincia di Sondrio, la più impegnativa parte da Isola, un piccolo borgo nel comune di Madesimo presso il Lago artificiale della Valle del Liro. Si procede nella natura sommersa da uno strato di coltre bianca, tra scenografiche cascate, come il muro d’acqua ghiacciato di Borghetto, e le vette innevate. La sensazione è che vogliano provare a sfiorare la volta celeste. Come alternativa, si passeggia da Francisio fino a a Bondeno nella piana di Gualdera, che è rinomata per il suo passato rurale testimoniato ancora oggi da delle caratteristiche baite in pietra. Circondati da cime imponenti, come il gruppo delle Camosciere, il Pizzo Quadro e il Pizzo Tambò, si ciaspola per conquistare il gran finale con scenografica vista sul Motto di Bondeno e sull’Alpe Devero, sovrastata dal Pizzo Alto. 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 7 Gennaio 2021, 15:08
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