Castelli medievali e atmosfere da fiaba: curiosando fra i borghi di Cineto Romano e Roviano
di Maria Serena Patriarca

Castelli medievali e atmosfere da fiaba: curiosando fra i borghi di Cineto Romano e Roviano

Uno dei panorami in assoluto più belli del Lazio: il borgo di Cineto Romano, dominato dal Castello Orsini con le caratteristiche feritoie medievali sormontate dai merli ghibellini, spicca nella vallata del torrente Ferrata come una perla tutta da scoprire. Nei mesi autunnali, poi, il foliage dei boschi circostanti dà un fascino ulteriore a questa destinazione, ideale per gli amanti degli itinerari che conciliano i borghi e l’escursionismo nel Lazio. Da Cineto, infatti, si può percorrere il Sentiero Coleman nella natura, oppure visitare il Pozzo delle Morge, scavo con una profondità di 50 metri e un diametro di 3 metri, a cielo aperto, che prosegue per circa 1700 metri come galleria e anticamente era usato come carcere per i delitti capitali. Senza dimenticare l’itinerario della Madonna del Lago, adatto anche alle famiglie.

Arrivare nel borgo, e ammirare da fuori il Castello, è davvero un colpo d’occhio che si presta a bellissimi scatti fotografici. Tutto intorno al paese ecco i boschi delle Serre, ultime propaggini dei Monti Lucretili, terreno ideale per gite in mountain bike, a cavallo o passeggiate di hiking fra alberi secolari e boschi di ciclamini. Il vicino torrente Ferrata e il Fosso della Scarpa sfociano nel fiume Aniene al bivio con la Tiburtina, nel luogo dove al tempo degli antichi romani sorgeva la Statio ad Lamnas, la stazione di posta. Il centro storico di Cineto è una meraviglia di vicoli e scorci pittoreschi a cielo aperto, con i cortili delle case arricchiti da fiori e da vigneti in miniatura, nel cuore del borgo medievale. Il Castello venne edificato nell’XI secolo, e fu feudo degli Orsini fino al Seicento.

 

L’architettura medievale che lo caratterizza sembra evocare il classico castello delle fiabe, con torri a merlatura ghibellina a coda di rondine, e l’imponente Torre di Guardia su cui, nel Cinquecento, fu incastonato l’orologio comunale. Appena fuori dal paese c’è la minuscola Chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata alla fine del VI secolo da un monaco benedettino: dopo la distruzione ad opera dei Saraceni che saccheggiarono queste zone, nel 1217 San Francesco d’Assisi diede nuova vita a questa chiesetta, che grazie a lui divenne il Convento dei Frati Scarpanti (il nome originario del borgo era, infatti, Scarpa). Lasciamo adesso Cineto Romano per fare rotta su un altro affascinante borgo nella Valle dell’Aniene. Eccoci a Roviano, arroccato su un’altura a 500 metri di altitudine alle pendici del monte Sant’Elia.

Il borgo, delizioso da visitare nei vicoli del centro storico, è noto per le sue prelibatezze gastronomiche (dalle ciambelle artigianali all’olio extravergine di oliva, dalla marmellata di sambuco alla confettura di prugnolo) ed è anche il punto di partenza per interessanti escursioni sui Monti Simbruini, fra boschi di faggi, castagni e querce e la tipica fauna locale, fra cui spiccano le volpi. Il nome del borgo potrebbe derivare dalla famiglia romana dei Rubri, che qui si stanziarono dal 300 a.C., e che verosimilmente fecero costruire le mura poligonali che tuttora si ammirano nella zona delle “Leveta”. Il filo diretto con la storia parla, in quest’area, del mondo romano attraverso i resti della strada Valeria Vetus, che collegava Roviano con Cineto Romano e Riofreddo, e l’acquedotto Acqua Marcia, risalente al periodo fra il 144 e il 130 a.C..

Il borgo, ricco di palazzi baronali e chiese, fu sotto l’egida del Monastero di Santa Scolastica di Subiaco, e successivamente divenne feudo della famiglia Colonna, degli Orsini, dei Barberini e degli Sciarra Colonna. Da non perdere il Palazzo Baronale, sede del Museo della civiltà contadina Valle dell’Aniene, con un imponente cortile interno e saloni affrescati nelle sue sale. Poco fuori il paese, attraverso una passeggiata nel verde, si arriva ai resti della Chiesa e romitorio di Santa Maria dell’Oliva, risalente all’800: nel 1223 l’Abbazia fu donata dai benedettini a San Francesco d’Assisi. Nelle vicinanze del borgo si può visitare anche il ponte Scotonico, di epoca Romana, nei pressi della via Tiburtina Valeria.

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Ottobre 2021, 14:18
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