Dalla suora runner al giornalista dell'Osservatore, la squadra di Atletica del Papa entra ufficialmente nel Coni
di Franca Giansoldati

Dalla suora runner al giornalista dell'Osservatore, la squadra di Atletica del Papa entra ufficialmente nel Coni

Città del Vaticano – Tra i sessanta tesserati c’è anche suor Marie-Laure Puybareau, una domenicana francese. «La corsa per me è  preghiera», dice. La suora-runner, quando si allena, appende nell’armadio la divisa lunga del suo ordine religioso, indossa Pantaloncini e maglietta e via a macinare chilometri. La squadra di atletica del Vaticano (si chiama Athletica con la h secondo la radice latina) è stata presentata ufficialmente dal cardinale Gianfranco Ravasi e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Obiettivo comune la convinzione che lo sport può essere uno strumento di solidarietà  e una esperienza anche spirituale.

A guidare la squadra, la prima associazione sportiva della Santa Sede, è un prete spagnolo, monsignor Melchor Sanchez de Toca, il numero due, del Pontificio Consiglio per la Cultura, e un runner pronto sempre a scendere in pista. Le Olimpiadi? «Sarebbe un sogno quella bandierina giallo-bianca alle olimpiadi ma non è un obiettivo, siamo realisti, né a breve termine e neanche a medio termine». Resta  in sottofondo l’impegno di tutti a promuovere lo sport come chiave per diffondere valori positivi. Cultura, bellezza, etica, spiritualità, solidarietà. Il cardinale Ravasi ne approfitta per menifestare preoccupazione davanti a certi episodi di odio e razzismo negli stati. «Sono spettacoli squallidi che danneggiano le competizioni». Chi fa parte dell’Athletica lavora in Vaticano. C’è la farmacista,  il vigile del fuoco, la guardia svizzera, il dipendente dei Musei del Papa, il giornalista dell’Osservatore Romano. Ma ci sono anche i giovani migranti accolti da Auxilium, tutti soci onorari come  Jallow Buva, 22 anni arrivato dal Gambia e Ansou Cisse, 20 anni, senegalese.


 
Giovedì 10 Gennaio 2019, 17:37
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