Papa Francesco come sta? Niente segreti sulla salute: la strategia per escludere le dimissioni. La nuova linea per frenare il gossip

A differenza del 2021, dati subito i dettagli precisando la natura benigna della malattia

Niente segreti sulla salute: la strategia del Papa per escludere le dimissioni (e frenare il gossip)

di Franca Giansoldati

Il volto rassicurante del professor Sergio Alfieri davanti ad una selva di telecamere nell’atrio del Gemelli con ancora addosso gli zoccoli di plastica verdi usati in sala operatoria, ha certificato al mondo il decorso post operatorio del Papa. Una novità in assoluto che fa parte della correzione di marcia impressa dal pontefice alla politica dell’informazione vaticana riguardante la sua salute. Stavolta, contrariamente a quello che fu deciso dopo l’intervento al colon del 2021, il chirurgo che ha guidato l’intervento ha fornito di persona ogni dettaglio, spiegando cosa fosse avvenuto sotto i ferri, dissipando subito dubbi, preoccupazioni, timori. Si tratta di un particolare significativo e non indifferente che certifica il mutamento nella comunicazione maturata a Santa Marta nelle ore precedenti il ricovero al fine di arginare i veleni sotterranei che invece erano circolati in precedenza.

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Il fatto è che in questi ultimi anni segnati dall’evidente declino fisico del pontefice sono fiorite le più fantasiose voci, alcune delle quali risultate in seguito infondate. Certamente un aspetto quasi fisiologico per tutti i Papi in là con l’età, anche se nel caso di Francesco il fenomeno delle voci malevole incontrollate era potenziato dalla sua caratteriale riluttanza al protagonismo e a rivelare al mondo l’elenco delle fragilità che lo affliggono. Per come funzionano le cose in Vaticano questa sua ritrosia ha così finito inevitabilmente per imprimere anche al suo staff un silenzio obbligato. E la precedente mancanza di chiarimenti diretti da parte dei medici ha offerto il fianco alle correnti interne che da tempo lavorano sottotraccia per prepararsi a eventuali dinamiche di futuribili conclavi. 

LA STORIA

In fondo non c’è nulla di inedito in questa situazione, del resto la salute dei pontefici nel corso dei secoli è stata uno dei segreti meglio protetti al mondo ma se una regola del genere poteva essere gestibile quando non esistevano i social e l’informazione immediata sul web, ora diventa il motore di effetti collaterali utili ad indebolire il regno. In assenza di argini le voci ostili finiscono per prendere quota e la loro velocità nel diffondersi è impossibile poi da neutralizzare. Il professor Alfieri dunque, mettendoci la faccia e offrendo di persona delucidazioni mediche certe, ha dissipato le ambiguità che prima aleggiavano. L’operazione, ha detto il chirurgo, non solo è andata bene, ma la materia prelevata dall’addome per fare esami è di natura benigna. Ha poi aggiunto che non ci sono altre patologie in corso. Inoltre il paziente, ha assicurato, non avrà limitazioni nella sua attività prossima e potrà riprendere a viaggiare senza limitazioni. Non dovrà però fare sforzi particolari come per esempio stare in piedi delle ore. Il programma delle visite resta dunque in piedi: il Portogallo, la Mongolia, la Francia e, l’anno prossimo, il Papa andrà in Uruguay e Argentina. 

 

CONCLAVE

Ad un suo amico medico e giornalista argentino, Nelson Castro, quattro anni fa Bergoglio affidò il compito di fare un libro sulla salute dei pontefici. Una sequenza storica che partiva da Leone XIII e terminava con Francesco che raccontava dei suoi acciacchi, a cominciare dalle famose cisti al polmone operata nel 1957. «Il recupero fu totale» raccontò. Ma siccome il tema della salute papale è direttamente funzionale alla questione del potere, al conclave del 2013 questo aspetto tornò fuori e venne preso a pretesto per bruciare Bergoglio.

Tutto si risolse perché un cardinale andò alla fonte. Sentendo che a parte una sciatica stava bene in salute, la partita si chiuse e alla quarta elezione fu eletto Bergoglio. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 Giugno 2023, 14:41
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