Papa Francesco vieta le benedizioni per le coppie gay e frena le richieste dei vescovi tedeschi
di Franca Giansoldati

Papa Francesco vieta le benedizioni per le coppie gay e frena le richieste dei vescovi tedeschi

Città del Vaticano – Papa Francesco ha sgombrato il campo da ogni ambiguità dottrinale che finora era stata tollerata: per la Chiesa è vietato concedere alle coppie gay ogni forma di benedizione. Una prassi che nel silenzio si stava diffondendo velocemente in tante aree della Germania, dell'Austria, della Francia con la compiacenza di diversi vescovi.

A spiegare che dal punto di vista teologico questa benedizione non si può effettuare è stata la Congregazione della Dottrina della Fede che rispondendo ad una serie di quesiti che gli erano arrivati da diverse parti del mondo sull'argomento ha risposto negativamente. NIet. Praticamente una doccia gelata verso tutta quella parte di progressisti cattolici che contemplavano la possibilità di arrivare, magari col tempo, ad una sorta di equiparazione con le coppie eterosessuali. 

«Non di rado, tali progetti sono motivati da una sincera volontà di accoglienza e di accompagnamento delle persone omosessuali, alle quali si propongono cammini di crescita nella fede, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita»[ si legge nel documento licenziato dal dicastero guidato dal prefetto gesuita Ladaria. Naturalmente si precisa che questo chiarimento non significa che vi sia una discriminazione». 

Nella spiegazione fornita il Vaticano illustra che le benedizioni non sono gesti privi di implicazione simbolica. Tuttaltro. Sono, infatti, «istituite in certo qual modo a imitazione dei sacramenti, si riportano sempre e principalmente a effetti spirituali, che ottengono per impetrazione della Chiesa».

Di conseguenza, per essere coerenti con la natura dei sacramentali, quando viene invocata una benedizione su alcune relazioni umane occorre – oltre alla retta intenzione di coloro che ne partecipano – che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore. Sono quindi compatibili con l’essenza della benedizione impartita dalla Chiesa solo quelle realtà che sono di per sé ordinate a servire quei disegni. 

«Per tale motivo, non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso». 

Il divieto alla benedizione alle coppie gay non esclude però che possano essere fornite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale, se manifestano la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall’insegnamento ecclesiale. Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica la persona omosessuale dovrebbe dunque poter vivere in modo casto.


 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Marzo 2021, 13:44
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