Terni, «Cocaina a fiumi fra i giovani, rischio aggressività e problemi psichiatrici»: l'allarme della comunità Incontro

I genitori, lasciati soli, costretti a denunciare e far arrestare i figli

Terni, «Cocaina a fiumi fra i giovani, rischio aggressività e problemi psichiatrici»: l'allarme della comunità Incontro

di Nicoletta Gigli

TERNI - «Su cento persone che stanno scontando i domiciliari in comunità cinquanta sono state denunciate dai genitori. Sono tutti giovani, tra i diciassette e i trent’anni, e a molti di loro è stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e iperattività legato all’uso di stupefacenti. Purtroppo per loro non esistono strutture adeguate di cura».

Giampaolo Nicolasi guida la comunità Incontro fondata da don Pierino Gelmini. Ogni giorno fa i conti con ragazzi e ragazze devastati dall’uso di sostanze. Se l’età degli ospiti si abbassa, aumenta a dismisura il consumo di droga.

A confermarlo le operazioni andate in scena in città per combattere il consumo e lo spaccio. Ormai per polizia e carabinieri i sequestri di stupefacenti a Terni e provincia, su tutti la cocaina e l’hascisc, sono diventati cosa quotidiana.

Le recenti operazioni hanno permesso di sequestrare quantità impressionanti di droga a pusher incensurati, che se la cavano con misure blande. Non senza sorpresa il recupero di oltre un chilo di hascisc nella camera da letto di una comunità educativa per minori della città, con un ospite 15enne che, strafatto di droga e Rivotril, ha mandato all’ospedale quattro poliziotti dell’antidroga.

«A Terni la situazione è drammatica» conferma Nicolasi precisando come l’emergenza locale rispecchi l’andamento nazionale sia dello spaccio che del consumo.

Un quadro in cui le famiglie sono completamente abbandonate a se stesse. Sono costrette a intervenire denunciando i propri figli a carabinieri e polizia nella speranza di poterli salvare dal tunnel della dipendenza.

«Tanti genitori si trovano a veder ammanettare i propri figli in casa dopo averli denunciati.

Gli equilibri familiari saltano di fronte alle continue richieste di denaro. Molti genitori vengono picchiati perché i figli sono in preda all’uso di sostanze. Madri e padri - dice Nicolasi - sono costretti a  rivolgersi a noi e alle forze dell’ordine perché non riescono a contenere i comportamenti violenti dei ragazzi, che sempre più spesso sviluppano patologie psichiatriche».

L’emergenza è rappresentata dalla mancanza di strutture adeguate: «Le famiglie, distrutte e senza strumenti, chiedono aiuto al medico di base, al pronto soccorso, ai servizi territoriali, ai centri di salute mentale e ai Serd ma non esistono strutture per il trattamento di minori o giovani sui vent’anni» dice Nicolasi annunciando l’impegno della Comunità Incontro per trovare soluzioni.

A Molino Silla si sta costruendo un modulo per accogliere i minori e i giovani. Sarà pronto nel 2024 e potrà ospitare una cinquantina di persone in più rispetto ad oggi.

La Comunità accoglie 300 ragazzi e ragazze nelle strutture di Molino Silla, Raganella e Foce e ci sono anche parecchi minorenni. Le sostanze più usate sono la cocaina e la cannabis, il cui consumo è diventato «quasi normale». Ogni giorno si scoprono nuove sostanze psicoattive che hanno effetti devastanti sugli assuntori e non si sa come contrastare.

Giampaolo Nicolasi non ha dubbi su come intervenire: «Bisogna alzare il livello di guardia, inculcare nei giovani i sani principi della vita e contrastare la cultura dello sballo. Con ogni mezzo».

Gli operatori della Comunità, col progetto Meet Life, continuano a fare prevenzione ogni giorno, nelle scuole e nelle strade delle città.


Ultimo aggiornamento: Sabato 2 Dicembre 2023, 00:31
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