Terni. Il Dg Casciari ripristina l'Osservazione breve
per alleggerire la pressione dei ricoveri nei reparti
Sei dipendenti hanno chiesto e ottenuto di andarsene

Terni. Il Dg Casciari ripristina l'Osservazione breve per alleggerire la pressione dei ricoveri nei reparti Sei dipendenti hanno chiesto e ottenuto di andarsene

di U.G.

Il primo provvedimento del neo direttore generale dell’ospedale di Terni Andrea Casciari è stato quello di ripristinare il servizio Obi (Osservazione breve intensiva) all’interno del pronto soccorso, il cui posto era stato utilizzato per i malati covid. Adesso con i nove posti letto, anche se ancora insufficienti, i reparti dovrebbero "respirare", in quando presso l’Obi verranno ricoverati pazienti in osservazione per pochi giorni, addirittura ore, per poi essere dimessi o, se gravi, ricoverati. In questo modo si dovrebbe allentare la pressione all’interno dell’ospedale e liberare anche dei posti letto, in modo di cercare di limitare i bis nei corridoi. Questa soluzione di Casciari non dovrebbe, però, essere sufficiente, la stagione autunnale è alle porte ed anche l’influenza comincia il suo corso, come pure, sembra, il riacutizzarsi dei malati covid. Una bella gatta da pelare per Casciari anche per il personale male utilizzato in questi ultimi anni. Il cambio generazione che c’è stato non  ha pagato.  A Amilcare Parisi, Fiore Ferilli, Mariano Quartini che avevano chiesto di rimanere fino ai 70 anni d’età non è stato loro concesso. Dodici reparti sono da tempo diretti con facenti funzione. Intanto il personale, dal medico all’infermiere, dall’oss al tecnico, come hanno la possibilità di trovare un’altra occupazione si dimettono dal “Santa Maria”. In alcuni casi la rinuncia al posto di lavoro  è dettata dall’avvicinamento alla propria residenza, altre volte  l’attrazione per un’altra struttura. Così continuano le dimissioni dal Santa Maria. Oltre quelle registratesi qualche mese fa, da qui alla fine dell’anno (sicuramente lo faranno anche altri) sei dipendenti hanno chiesto ed ottenuto di  dimettersi dall’ospedale. In cima alla lista dei dimissionari un medico di medicina e chirurgia di accezione e d’urgenza a tempo indeterminato che lascerà la prima quindicina di novembre. Poi sarà la volta di tre infermieri, a seguire un operatore tecnico  e un collaboratore amministrativo. Un lento ma continuo depauperamento dell’ospedale cittadino con dimissioni volontarie. Sarà compito, se ci riuscirà, perché la corda è davvero stata tirata troppo, il direttore generale Andrea Casciari nel  rimettere sul giusto binario la sanità ternana. «Siano in un fase estremamente delicata per il Santa Maria - afferma Daniele Giocondi del Tribunale per il diritti del malato- oltre alla situazione attuale, non dobbiamo dimenticare che tra poco arriverà l’influenza stagionale se non anche un ritorno del covid, l’ospedale deve doversi trovare attrezzato a dovere, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione che è già di emergenza». «A Terni si sta giocondo una partita decisiva per il futuro della sanità – continua Giocondi –  la firma della convenzione tra Regione e Università dovrebbe accelerare i tempi anche per la copertura del primariati. Una fase delicata con qualche rischio locale se non ci fosse equilibrio tra apicali ospedalieri e universitari».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Settembre 2022, 00:55
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