Sangemini - Amerino, il grido dei lavoratori: «Non si può tirare avanti solo coi nostri sacrifici»

Sangemini - Amerino, il grido dei lavoratori: «Non si può tirare avanti solo coi nostri sacrifici»

di Au. Prov.

SAN GEMINI - Vertenza Sangemini, aumentano le preoccupazioni per i lavoratori. E con esse le denunce di “latitanza” della proprietà, da parte di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.   La richiesta di flessibilità e quindi di lavorare anche il sabato senza aver ricevuto neanche un acconto della contrattazione di secondo livello, fa impennare la tensione. Che era già alta prima ancora del concordato in continuità.  «Si registrano numerose problematiche sul posto di lavoro - scrivono congiuntamente sindacati e rsu  di stabilimento - ma, nonostante le nostre ripetute segnalazioni, l’azienda rimane sorda e muta. Si era aperto un tavolo di confronto, che è caduto completamente nel vuoto». Le organizzazioni sindacali  ribadiscono che «Per la correttezza delle relazioni industriali le questioni devono essere gestite sui siti, ed è inutile fare salti in avanti senza consultare chi vive le problematiche ogni giorno. Siamo in attesa di un coordinamento nazionale, al quale auspichiamo la partecipazione di tutti i componenti delle strutture, compresi i delegati».

«Per far fronte alle numerose commesse - aggiungono nella nota - che ovviamente rappresentano  il solo aspetto positivo di questa vertenza, l’azienda ha chiesto la flessibilità dell’orario dei lavoratori». Vale a dire ancora sacrifici e nessuna certezza per il futuro.  Per quanto riguarda le prestazioni nei giorni prefestivi, le lavoratrici e i lavoratori di Sangemini e Amerino  si sono resi disponibili, ma a fronte del riconoscimento quantomeno delle maggiorazioni previste contrattualmente.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Luglio 2022, 08:59
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