Il sindaco di Lugnano:«Noi zona rossa con zero casi. Assurdo, la Regione ci ripensi».

Il sindaco di Lugnano:«Noi zona rossa con zero casi. Assurdo, la Regione ci ripensi».

di Francesca Tomassini

TERNI Dichiarata la zona rossa. Da domani fino al prossimo 21 febbraio per sei comuni della provincia di Terni, Amelia, Attigliano, Calvi dell'Umbria, San Venanzo, Lugnano in Teverina e Montegabbione scatta il regime di massima restrizione. Ovvero chiuse le scuole di ogni ordine e grado, i bar, i ristoranti, i negozi salvo quelli di prima necessità, i centri commerciali e sospeso lo svolgimento degli allenamenti e preparazione atletica anche in forma individuale sia al chiuso che in spazi aperti. Queste le notizie emerse a valle dell'incontro del Cor convocato ieri pomeriggio con urgenza dalla funzione sanità e ratificato dall'ordinanza regionale pubblicata nella tarda serata di ieri. A fronte degli ultimi sviluppi, trapelano i primi malumori per una decisione che ha colto di sorpresa più di qualcuno.

In particolare quei sindaci che ad oggi contano appena una manciata di contagi su tutto il proprio territorio comunale. Qualcuno anche zero, come Lugnano. «Sono esterrefatto -esclama il sindaco Gianluca Filiberti- stamattina (ieri ndr) ho comunicato che il mio comune era tornato Covid-free. Come posso spiegare ai miei concittadini che entreremo comunque in zona rossa? Ne ho parlato in giornata al telefono anche con il commissario Massimo D'Angelo che però ha respinto i miei tentativi di trattativa sulla base dei dati e della presenza a Lugnano di cluster familiari, anche se ad oggi esauriti, considerati come eventi particolarmente a rischio. A questo punto spero solo che qualcuno in Regione ci ripensi e possa riconsiderare la situazione del mio Comune».

Attigliano. Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Attigliano Leonardo Fazio. «Ad oggi abbiamo solo sei casi - spiega- di cui almeno tre in via di guarigione. Da quanto emerso in riunione sembra che siano stati presi in considerazione i dati di metà gennaio.

Ma da allora la situazione in diversi territori, incluso il mio, è migliorata sensibilmente». Fra i comuni sul filo di lana, che temevano il provvedimento estremo ormai da giorni, rientra invece Amelia. Sebbene il numero dei contagi nell'ultima settimana sia aumentato di poche unità (il totale ad oggi è 109 casi) e i tamponi di screening effettuati sulla popolazione della scuola primaria siano risultati tutti negativi (306 tamponi eseguiti su un totale di 378), tenendo conto dei dati comunicati a fine gennaio, sul comune amerino pende un valore di incremento del tasso di incidenza del contagio su centomila abitanti pari a 365. Un numero che oltrepassa la soglia fissata a 250 e che automaticamente ha fatto scivolare la città nella lista dei comuni sorvegliati speciali. «La situazione è più o meno stabile ormai da qualche giorno -ha commentato la sindaca Laura Pernazza- alla luce dei risultati incoraggianti sui tamponi scolastici però, speravo di salvare almeno gli studenti già in dad dal 2 febbraio. Ma -precisa- in merito alle decisioni della Regione sulla scuola hanno pesato il riscontro delle varianti del virus riscontrate in Umbria e la loro contagiosità in particolare fra i giovanissimi. Per questo a scopo preventivo al termine della riunione ci siamo lasciati con la decisione di chiudere».

Una sciabolata per il comune amerino che già dal 2 febbraio scorso si trova a barcamenarsi fra scuole chiuse, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, aree pubbliche interdette alla sosta e una raffica di controlli straordinari da parte delle forze dell'ordine che hanno portato a diverse sanzioni sia a carico di privati cittadini che di qualche esercizio pubblico.


Ultimo aggiornamento: Domenica 7 Febbraio 2021, 20:54
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