Lugnano, collezione mondiale degli ulivi. Al via la raccolta delle olive. La prima bottiglia d'olio sarà per papa Francesco

Lugnano, collezione mondiale degli ulivi. Al via la raccolta delle olive. La prima bottiglia d'olio sarà per papa Francesco

di Francesca Tomassini

LUGNANO Un olio mondiale. Questa la caratteristica peculiare dell'oro verde che sarà prodotto dalla collezione Olea Mundi di Lugnano. Circa milleduecento ulivi, provenienti da oltre ventiquattro nazioni, che dal 2014 crescono su un poggio assolato di questo borgo dell'alto Tevere. Un patrimonio agronomico, una ricchezza per la comunità in termini di promozione del territorio e un simbolo di pace e cooperazione fra i popoli. «La Collezione di Olivi di Lugnano in Teverina - spiega Mauro Gramaccia del 3A Parco Tecnologico Alimentare - afferisce ad una più ampia rete di collezioni di germoplasma (raccolta e conservata da Cnr-Isaform e Cnr-Ibbr), che nel loro insieme rappresentano l’ossatura del sistema regionale della Rete di Conservazione e Sicurezza. Comprende oltre trecento cultivar di olivo, provenienti dai paesi olivicoli del Mediterraneo, del Medio Oriente e delle nuove aree di coltivazione». Qualche varietà arriva anche dal continente americano, fra cui la cultivar Azapa del Cile e la Mission degli Stati Uniti d’America. Forme e colori del tutto diversi fra loro, con qualche curiosità. Come la Leucocarpa proveniente dal Sud Italia. Un’oliva che, durante la maturazione, dal verde passa ad un colore bianco perlaceo producendo un olio trasparente, poco fumogeno, che veniva per questo utilizzato nei lumi delle chiese per evitare di sporcare di nerofumo i muri. Oppure la Zarza (conosciuta anche con il nome di Zarzamora o semplicemente Mora), di origine spagnola, che ha una forma talmente irregolare da ricordare il frutto del rovo selvatico e del gelso. Un melting pot vegetale, un'idea nata nel 2012 a Bruxelles in occasione di una presentazione degli olii locali. «C'era la collezione - racconta il vicesindaco di Lugnano Alessandro Dimiziani - che andava propagata in campo.

Noi avevamo lo spazio, circa otto ettari di terreno e l'Università Agraria. Feci la proposta alla sindaca Nadia Moretti e di lì a poco iniziammo i lavori». Oggi l'area della collezione ospita eventi e iniziative volte alla promozione culturale dell'olivo, del territorio e della cooperazione e unione fra i popoli; come il convegno organizzato nel 2018 in collaborazione con Fao, oppure, nello stesso anno, il gemellaggio con la collezione di Assisi, o ancora il flash mob in favore dell'ambiente, abbracciaunulivo. Fiore all'occhiello della promozione di questo patrimonio è la campagna adotta un ulivo. «Chiunque -spiega Dimiziani- attraverso un contributo, può adottare una pianta. Parallelamente abbiamo portato avanti anche una serie di adozioni onorarie». Una carrellata di nomi, da personaggi dello spettacolo, come Maria Chiara Giannetta, a critici gastronomici come Luigi Cremona. «In occasione della prima raccolta delle olive Olea Mundi - precisa Dimiziani - doneremo un ulivo siciliano anche al presidente Mattarella e uno argentino a papa Francesco. Insieme, ci sarà anche una bottiglia d'olio del primo raccolto ad Olea Mundi». L'appuntamento è per il 26 novembre, quando studenti delle scuole del territorio, famiglie, associazioni e i "genitori adottivi" degli ulivi, potranno raccogliere, per la prima volta, i frutti. Durante la mattinata sono previsti momenti didattici, con descrizione delle diverse varietà di olivo presenti, la storia, i frutti e la loro potenzialità legata ai cambiamenti climatici.


Ultimo aggiornamento: Domenica 13 Novembre 2022, 07:54
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