La tragedia di Gubbio, le esplosioni innescate dai solventi

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di Massimo Boccucci

GUBBIO - Lo straziante ritrovamento dei corpi senza vita del diciannovenne Samuel Cuffaro e della cinquantaduenne Elisabetta D'Innocenti, con un ventiquattrenne ricoverato in gravissime condizioni al centro grandi ustionati di Cesena per ustioni in tutto il corpo e un trauma midollare, altri due ventottenni entrambi all'ospedale locale e un vigile del fuoco intossicato, è il bilancio di una tragedia sul lavoro senza precedenti alle porte di Gubbio, in alta Umbria, dove ieri intorno alle ore 18 una serie di violente esplosioni e fiamme alte visibili dalla città hanno mandato distrutto in parte un edificio adibito a laboratorio per la cannabis light a scopi terapeutici. Sono crollati il solaio dell'abitazione sovrastante e il primo piano, e tra le macerie sono stati scoperti i due corpi senza vita, oltre al recupero degli altri due giovani. Per la donna ci sono volute ricerche durate quasi quattro ore, usando l'escavatore per muoversi tra i detriti, nella vana speranza di poterla trovare salva tra l'apprensione sfociata in dramma di familiari e amici presenti sul posto. Uno dei giovani, è stato riferito, non si trovata all'interno del laboratorio e dal piazzale è rimasto stordito finendo stordito.

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 C'è stata una mobilitazione delle squadre dei vigili del fuoco di Gubbio, Gaifana e Perugia, con interventi anche del nucleo Usar (Urban search and rescue) di Arezzo e dell'elisoccorso dal capoluogo che inizialmente avrebbe dovuto trasferire il giovane ustionato al nosocomio perugino del Santa Maria della Misericordia per poi trasferirlo invece al Bufalini di Cesena. C'è stata fino a tarda sera una grande mobilitazione, con la presenza sul posto dei carabinieri e del sindaco della città umbra, Filippo Mario Stirati, apparso sconvolto da quanto stava accadendo. Mentre c'erano le esplosioni e si levavano le fiamme sono cominciate a circolare foto e video con le grida di disperazione anche di quanti commentavano quanto stava succedendo sotto i propri occhi, con la consapevolezza che qualcosa di veramente spaventoso si stava consumando. Sono arrivate in serata anche gli attestati di vicinanza e la denuncia dell'ennesima tragedia sul lavoro da parte della presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, l'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, il presidente dell'Assemblea Legislativa, Marco Squarta, e il parlamentare umbro Walter Verini (Pd).

IPOTESI OMICIDIO COLPOSO

È stata messo sotto sequestro l'edificio quasi interamente distrutto nelle campagne di Gubbio dove c'era questo laboratorio. Gli accertamenti - coordinati sul posto dal sostituto procuratore di Perugia Gemma Miliani - puntano ad accertare se l'attività, risultata in regola per quanto riguarda il trattamento dello stupefacente, fosse in regola anche sotto il profilo amministrativo con le autorizzazioni previste e organizzativo rispetto alle procedure di lavorazione della cannabis. Lo stabile di due piani è risultato regolarmente affittato. Nel fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Perugia potrebbe essere ipotizzato l'omicidio colposo. LE CAUSE. Il laboratorio provvedeva ad abbassare la concentrazione del principio attivo della cannabis per renderla di uso terapeutico e quindi fornirla a un'altra ditta con la quale aveva rapporti. Inizialmente i vigili del fuoco avevano ipotizzato che lo scoppio fosse stato provocato da una fuga di gpl, che però sarebbe poi risultato non utilizzato nell'attività. L'attenzione si sarebbe quindi concentrata su solventi e altre sostanze altamente infiammabili utilizzate per i processi di lavorazione. Alcuni prodotti, in quantità piuttosto ingenti, sarebbero stati trovati anche nel cortile della palazzina.


Ultimo aggiornamento: Sabato 8 Maggio 2021, 07:35
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