Giovani morti a Terni, l'assessora Proietti: «Anche le istituzioni si interroghino sulle politiche da programmare»
di Aurora Provantini

Giovani morti a Terni, l'assessora Proietti: «Anche le istituzioni si interroghino sulle politiche da programmare»

«Morire a quindici anni per droga lascia tutti sgomenti». Dopo l’ammissione da parte del pusher di 41 anni davanti al gip di Terni, di aver ceduto per 15 euro mezza boccetta di metadone diluito con acqua ai due ragazzi morti nelle loro abitazioni dopo aver passato la serata insieme, Elena Proietti, assessore alle politiche giovanili del Comune di Terni, interviene. «Questa vicenda dolorosissima ha scosso la comunità, due famiglie, due scuole, due quartieri e un gruppo di amici. Apprendere che non era la prima volta che quel tossico vendeva metadone ai due adolescenti, mi ha paralizzata. Sono una mamma prima di essere un amministratore. E’ triste sottolineare che ancora oggi si muore troppo spesso per droga a Terni. In Italia muoiono 6 persone ogni 7 giorni. Girano nelle piazze reali e sui siti web oltre 300 tipi diversi di sostanze sintetiche.  Eppure l’unico dibattito che appassiona è cannabis sì o cannabis no.  Mentre ragazzi sempre più giovani, colpevoli solo del male di vivere, continuano a morire. Noi siamo dalla parte degli operatori del settore pubblico e delle comunità che si battono per difendere la vita dei giovani».
Questa tragedia, forse annunciata,  apre molte riflessioni sul tema dei giovani.  «Sembra quasi che non conosciamo i ragazzi che abbiamo in casa». Quello che è accaduto mette in luce la difficoltà di applicare un modello educativo capace di guidare i giovani senza reprimerli. E dire no a volte serve.
«Gli amici di Flavio e Gianluca hanno contribuito a ricostruire  quanto accaduto la sera prima della loro morte, ma avevano troppa dimestichezza col mondo della droga» – fa notare l’assessore.
«Cercheremo d’ora in avanti di fare ancora di più - annuncia Elena Proietti - per tutelare il diritto alla salute e alla vita, anche se abbiamo già siglato dei protocolli con le forze dell’ordine e con la Asl. La cosa che più mi preoccupa è la facilità di questo gruppo di amici ternani nel reperire le sostanze.  E’ l’occasione per riflettere sul ruolo della scuola, della famiglia ma anche delle istituzioni.  Perché l’azione di controllo anche su certi siti web deve essere sempre garantita. Nel ringraziare le forze dell’ordine per l’impegno col quale stanno ricostruendo i fatti mi sento di dire che ci sentiamo comunque tutti responsabili per le vite spezzate di Flavio e Gianluca».
Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 Luglio 2020, 23:31
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