Giuseppe Croce, economista: «Terni, dopo la pandemia il futuro è a un bivio»
di Giuseppe Croce

Giuseppe Croce, economista: «Terni, dopo la pandemia il futuro è a un bivio»

Dagli anni Novanta l'economia ternana era rimasta intrappolata, insieme a quella umbra, in un sentiero di declino. Negli ultimi dieci anni il declino si è aggravato per l'incapacità di recuperare le perdite causate dalla Grande recessione. Oggi, la pandemia sta causando un vero e proprio crollo dell'economia, una sua contrazione improvvisa e estesa.

È importante cogliere bene cosa significa passare dal declino economico al crollo. Il declino viene percepito in ritardo e inizialmente può essere perfino negato mentre il crollo è uno shock autoevidente che colpisce e distrugge. I tempi lenti del declino consentono strategie di adattamento individuale: i giovani vanno via, si prova a limitare i danni della chiusura delle attività, si tenta a volte con successo il lancio di nuove attività, i prezzi degli immobili vengono ricontrattati al ribasso. Al contrario, il crollo non consente alcuna exit strategy né alcun adattamento. Nel corso del declino è facile che si affermino (anche nella forma del ricambio di maggioranze politiche) coalizioni conservatrici, interessate all'adattamento al declino, cioè a contenerne le ricadute più acute, a limitare il degrado che segue al declino e a distribuire a gruppi e homines novi le rendite di vario genere che anche nel declino continuano a essere disponibili. È difficile, invece, la formazione di coalizioni innovatrici capaci e disposte a sostenere una visione strategica, obiettivi di crescita che richiedono rotture degli equilibri precedenti. Ma quando sarà passata l'emergenza sanitaria, di fronte alle macerie lasciate dal crollo, la strategia conservatrice si rivelerà del tutto inadatta e il tema della crescita si imporrà. Certo, qualcuno penserà al ripristino della situazione ex ante, ma in quel momento sarà forse un po' meno difficile di quanto lo sia stato negli ultimi decenni, mettere al centro il tema della crescita come orizzonte di lungo periodo, come impegno prioritario di una generazione. E forse ci saranno le condizioni perché si formi e si affermi a Terni una coalizione innovatrice. È molto probabile che dal contesto nazionale e internazionale verrà la spinta a uno sforzo straordinario. Una coalizione innovatrice potrebbe perfino godere di una realistica possibilità di disporre delle risorse necessarie a catalizzare nuovi processi. L'epidemia e il crollo dell'economia rende plausibile l'apertura di scenari inediti. In cima all'agenda politica nazionale ci saranno sanità, ospedali e formazione universitaria in ambito sanitario. È l'occasione per Terni per reclamare e affermare finalmente un ruolo primario nei piani regionali.

Ovviamente prenderanno nuovo slancio anche le pressioni e gli accomodamenti di tipo spartitorio e assistenzialistico a cui è incline la politica locale e regionale. E allora, se questi prevarranno avremo sprecato un'altra occasione storica, pagata a caro prezzo. Ci sarà poi da affrontare una riorganizzazione e riqualificazione del personale di imprese, servizi e amministrazioni pubbliche, adottando tecnologie e schemi organizzativi nuovi. Anche questo è un programma impegnativo che richiede investimenti, a partire dalla connessione veloce di rete per tutto il territorio, in tecnologie, in professionalità. Infine, tornerà a porsi con una sensibilità si spera più matura la questione ambientale. L'esperienza dell'epidemia ha rappresentato l'occasione drammatica per sperimentare come la difesa di un bene collettivo quale la salute dipende dai comportamenti di ognuno. L'insieme dei comportamenti di tutti, potremmo dire, vale molto più della loro somma. Se ci sarà questa consapevolezza nuova sarà possibile affrontare anche i problemi ambientali della Conca come questione cittadina, sistemica e non di caccia alle streghe. Ma condizione necessaria per dare forza e realismo a nuovi processi e realizzare tutto questo, per avere chance di contendere risorse pubbliche in ambito regionale, per dare corpo a una strategia innovatrice per la crescita è necessario un salto anche sul terreno istituzionale-amministrativo. Diventa oggi vitale la prospettiva di un'integrazione o unione dei comuni dell'area ternana-narnese, già avanzata dall'Azione Cattolica nel convegno della Diocesi del 2008 sulla città e rilanciata in un ampio dibattito anche su questo giornale.
Professore di Economia
La Sapienza Università Roma

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 8 Aprile 2020, 11:42
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