Covid, altri 1.900 casi: incidenza come a inizio aprile. Focolaio di 33 contagi nel carcere di Spoleto

Covid, altri 1.900 casi: incidenza come a inizio aprile. Focolaio di 33 contagi nel carcere di Spoleto

di Fabio Nucci

Dopo 19 giorni il flusso di nuovi degenti Covid segna il passo, ma la curva dei contagi prosegue la sua risalita con l’incidenza settimanale tornata sopra i 1.250 casi per 100mila abitanti, come tre mesi fa.
Con 211 ricoverati, i reparti ospedalieri ordinari degli ospedali umbri per un terzo sono tornati occupati da pazienti Covid. Come la scorsa primavera, per l’Umbria si tratta di un record nazionale. La differenza rispetto al giorno precedente arriva dal trend discendente visto che per la prima volta dopo quasi tre settimane il totale è sceso di due unità. La saturazione è ora pari al 31,8%, dato confermato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas): dietro l’Umbria, la Sicilia, col 25%. La Regione ha specificato che tra i pazienti non critici, 8 sono gestanti o neonati, mentre in 68 sono entrati in ospedale per altri motivi e poi sono risultati positivi al tampone di controllo. Resta stabile a sette, invece, il numero dei pazienti critici con la saturazione delle terapie intensive all’8%. Dati ospedalieri da tenere comunque sotto controllo, come osserva l’epidemiologo dell’UniPg, Fabrizio Stracci. «Sebbene le vaccinazioni e le caratteristiche della variante portino a una minore severità della malattia, questa è talmente diffusa e frequente che determina un aumento dei casi che impattano anche sul servizio sanitario». Il direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina è intervenuto sul tema a margine del seminario “La salute nel mondo”, di cui è coordinatore. «L’aumento dei contagi richiede spesso un trattamento in ospedale e quindi c’è una nuova tensione sui servizi sanitari», ha aggiunto. Quanto alla preoccupazione su tale ondata, Stracci ha ribadito: «L’importante è essere preparati e capaci di rispondere nei tempi richiesti dal virus».
Anche nell’ultima giornata, infatti, il ritmo dei contagi è rimasto elevato come dimostrano i 1.940 nuovi casi emersi tra martedì e mercoledì mattina a fronte di quasi 6mila tamponi processati col tasso di positività che in questa settima ondata epidemica da ormai otto giorni si mantiene sopra il 30%: ieri era del 32,4%, dato analogo alla media mobile settimanale. Nell’ultima settimana i contagi sono saliti del 49,6% (+43,6% in Italia) a fronte di un testing in crescita del 33%. Una crescita che ha interessato in particolare le farmacie, come rilevato da Federfarma, dove nei primi 4 giorni di luglio sono stati eseguiti ben 12.568 test che hanno certificato 5.500 positivi, con un’incidenza del 43,7%. Intanto, tornano a preoccupare le comunità, a partire dalle carceri dove sono segnalati nuovi focolai: 33 quelli segnalati a Spoleto dal ministero di Grazia e giustizia
Alle 10 di mercoledì mattina, in Umbria risultano oltre 18mila assistiti positivi al virus, col tasso di ospedalizzazione fermo ormai da settimane intorno all’1,2%. Dei 18.188 attualmente positivi (come il 2 aprile), 17.970 sono in isolamento curati a domicilio o con pochi-zero sintomi. Anche ieri nessun caso letale è stato segnalato, con l’ultimo decesso comunicato il 23 giugno. Il tasso di letalità del virus, dall’inizio dell’epidemia, è quindi sceso allo 0,60% ma bisogna considerare la fisiologica latenza che per i decessi è considerata intorno alle tre settimane, prima di valutare le conseguenze di tale ondata in termini di mortalità.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 7 Luglio 2022, 07:59
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