Perugia, un milione di corrente elettrica gratis al bar dell’ospedale: indaga la Corte dei conti

Perugia, un milione di corrente elettrica gratis al bar dell’ospedale: indaga la Corte dei conti

di Michele Milletti

PERUGIA - Almeno un milione di euro. Perché dell’ammontare totale non v’è certezza ma una stima data dall’incrocio fra consumi, costi e anni di bollette mai pagate. Cifra ragguardevole, che ha il potere di diventarlo ancora di più al pensiero si tratti di soldi pubblici. E proprio per questo, per verificare l’eventuale spreco di risorse dei contribuenti, è scesa in campo la Corte dei conti.
LA STORIA 
Il maxi consumo di energia nel mirino della magistratura contabile è legato all’appalto per la gestione del bar dell’ospedale. Un appalto che, tra le varie voci, prevedeva ovviamente anche il pagamento delle utenze tra cui ovviamente anche quella della corrente elettrica. Ebbene qualche tempo fa, più o meno a dieci anni dall’inizio del rapporto tra l’azienda ospedaliera e la cooperativa vincitrice del bando, si è scoperto che la corrente sarebbe stata regolarmente pagata dall’azienda ospedaliera ma senza che la cooperativa versasse il corrispettivo dovuto. Il motivo? La mancata installazione di un banale contatore interno al bar che avrebbe indicato mese per mese la corrente consumata da “stornare” e pagare all’azienda ospedaliera.

Perché proprio qui sta l’inghippo: l’ospedale ha regolarmente pagato il consumo di corrente ma senza mai ottenere il corrispettivo dalla cooperativa. Una “dimenticanza” nell’istallazione del contatore che ha riguardato non solo la parte che avrebbe dovuto installarlo, e cioè chi gestiva il bar, ma anche chi avrebbe dovuto controllare che effettivamente questo lavoro era stato fatto e dunque che gli effettivi consumi sarebbero stati saldati.

Anche perché si tratta di un ‘attività che inevitabilmente consuma molta corrente elettrica.

Tutto questo, come detto, sarebbe emerso soltanto qualche tempo fa nel corso di una verifica. Inevitabile la segnalazione all’autorità giudiziaria. In prima battuta è stata interessata la Procura della Repubblica. L’ufficio guidato da Raffaele Cantone ha svolto tutti gli accertamenti del caso, consultando carte e termini dell’accordo a suo tempo preso tra azienda ospedaliera e cooperativa giungendo alla conclusione che non vi sarebbero profili di natura penale da perseguire. Al punto che ci sarebbe una richiesta di archiviazione avanzata al giudice.
Ma, contemporaneamente, trasferendo tutto l’incartamento alla Corte dei conti per gli accertamenti del caso con la magistratura contabile che ora dovrà stabilire come muoversi.

Ma c’è di più. Perché, secondo quanto si apprende, azienda ospedaliera e cooperativa avrebbero raggiunto l’accordo di restituzione di circa la metà del milione stimato attraverso pagamenti rateali. Ma, essendo sempre soldi di interesse pubblico, probabilmente c’è da verificare anche la correttezza di questa operazione.


Ultimo aggiornamento: Sabato 9 Dicembre 2023, 08:51
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