Concorsopoli, Valentini contro Marini: «Mi disse di consegnare quel plico». La procura: «Dentro, gli argomenti d'esame»

Concorsopoli, Valentini contro Marini: «Mi disse di consegnare quel plico». La procura: «Dentro, gli argomenti d'esame»

di Egle Priolo

PERUGIA - Anni a braccetto, insieme il braccio e la mente, entrambi la spalla dell'altro, pur nelle divergenze di corrente. Anni da indivisibili, il consigliere politico e la politica consigliata, una avanti e l'altro dietro. Compagni di viaggio dentro il Pd e palazzo Donini. Poi arriva l'inchiesta sui presunti concorsi truccati in sanità: lei finisce indagata e accusata addirittura di associazione per delinquere. Lui a domanda risponde e racconta alla guardia di finanza di un giro di plichi usciti dall'Azienda ospedaliera e qualcosa, ovviamente, si rompe. Lei si dimette e lui esce dai palazzi e si dedica alle vigne e alla sua attività imprenditoriale.

Uno strappo che ieri, nell'aula del Capitini, è deflagrato nel modo più rumoroso: il silenzio totale. Il silenzio e la mancanza di sguardi tra i due protagonisti, ex compagni di banco ora lontani. Catiuscia Marini, già presidente della Regione Umbria, al banco degli imputati e Valentino Valentini, il suo fu consigliere politico, al banco dei testimoni. A rispondere alle domande del pubblico ministero Mario Formisano sui rapporti professionali con l'ex presidente e quei plichi che per la procura e la guardia di finanza contenevano gli argomenti dei concorsi finiti nell'inchiesta che, con gli arresti del 2019, ha decapitato la Regione a traino Pd.
Valentini, stimolato dalle richieste del sostituto procuratore, ricorda «essenzialmente un episodio», quello già raccontato agli inquirenti il 12 aprile 2019: la telefonata ricevuta da Marini nella primavera del 2018 in cui gli chiedeva di «far recapitare un documento a una certa Marisa, documento di cui io non ero a conoscenza». La «certa Marisa» è l'ex segretaria di Legacoop ora in pensione che, per la testimonianza autoindiziante di cui è stata protagonista mesi fa, non solo è finita tra gli indagati ma ha già trovato un accordo per un patteggiamento a 11 mesi, da ratificare il prossimo 9 novembre. E il copione andato in scena per lei, si è riproposto ieri, con l'avvocato Nicola Pepe, legale di Marini, che ha sollevato il problema delle dichiarazioni autoindizianti di Valentini. Dichiarazioni, finite nei due verbali di tre anni fa, con cui si accuserebbe e passerebbe da testimone a indagato. Un passaggio tecnico ma chiave per le difese. Perché Valentini non è stato indagato? Qui risponde Formisano, il richiamo a leggi, articoli e codici è complicato ma fa così: non lo abbiamo indagato, come tutti i beneficiari degli aiutini, perché «un’attività di alterazione illecita non determina automaticamente l’assunzione della veste di indagato». Nessuna scorciatoia e nessuno sgambetto alle difese, insiste la procura, anche perché l'estraneità di Valentini emergeva «da chat e intercettazioni». Il presidente Marco Verola chiede qualche minuto per decidere e insieme alla corte rientra dando l'ok. Valentini può proseguire, le sue parole valgono «contra alios e non contra se», come sostenuto dalla procura: «Non è mai emerso un passaggio in cui Valentini abbia avuto consapevolezza di interferire in un concorso. Se non per sensazioni sue. Potrebbe essere una rappresentazione ipotetica. Sotto il profilo del dolo le indagini espletate fino a quel punto non consentivano di individuare indizi di reato a suo carico».

E il racconto allora passa per gli uffici alti dell'Azienda ospedaliera di Perugia con l'allora dg Emilio Duca che gli consegna un plico, quello che il consigliere - su indicazione della stessa Marini - avrebbe dovuto consegnare «alla Marisa» e passato per le mani di una segretaria. E sempre, dice Valentini, senza conoscerne il contenuto. Ci sarebbe stato anche un secondo episodio, con altri «documenti analoghi» forniti da Duca, ma che Valentini non avrebbe potuto consegnare perché fuori Perugia. Si vedrà alla fine di questa lunghissima fila di testimonianze come il collegio ricostruirà questi racconti, mentre oggi si torna in aula per ascoltare uno degli investigatori della guardia di finanza che più ha lavorato all'inchiesta nota come Concorsopoli.


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Settembre 2022, 07:00
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