Comunali 2024, a Perugia il centrodestra su Scoccia. Progetto Perugia dice no. Per l'intesa si va ai supplementari

Comunali 2024, a Perugia il centrodestra su Scoccia. Progetto Perugia dice no. Per l'intesa si va ai supplementari

di Luca Benedetti

Altri tre giorni per capire se il centrodestra andrà unito alle Comunali del 9 giugno 2024. Al quarto giorno, cioè venerdì, il nuovo vertice del tavolo per poter chiarire definitivamente un assetto che ieri mattina è uscito chiaro dal confronto. Tutti uniti sulla candidatura a sindaco di Margherita Scoccia, escluso Progetto Perugia.
Appuntamento alle nove del mattino nella sede regionale di Fratelli d’Italia in via Angeloni. Un filo di ritardo del sindaco Andrea Romizi (da coordinatore regionale di Forza Italia) arrivato mentre il sottosegretario Emanuele Prisco (da coordinatore regionale di Fratelli d’Italia) aveva aperto il confronto. Il sì all’assessore all’Urbanistica per il dopo Romizi è stato netto. Ovvio quello di Fratelli d’Italia, ma chiarissimo anche quello di Lega, Forza Italia e Perugia Civica. Progetto Perugia ha rilanciato. Non tanto suoi nomi, ma sul profilo. Il tema è andato in scena da dopo la pausa estiva. Il nodo non è il nome di Margherita Scoccia, ma il fatto che, per i centristi, il profilo deve essere diverso, più di riconoscibilità moderata. C’è il timore che una parte dell’elettorato non segua la coalizione che ha cambiato la storia politica della città. L’accordo sembra complesso. Anche perché dall’altra parte liste e gruppi per la scelta di Margherita Scoccia sono ultra convinti. E lo dimostra, raccontano gli spifferi dell’incontro di ieri mattina, l’intervento di Romizi.
Al tavolo di via Angeloni c’erano Emanuele Prisco, Riccardo Mencaglia (coordinatore cittadino) e Marco Squarta per Fratelli d’Italia, Andrea Romizi e Fiammetta Modena (coordinatrice provinciale) per Forza Italia, Francesca Renda e Michele Toniaccini di Civitas, il capogruppo della Lega Lorenzo Mattioni con la delega del segretario regionale Riccardo Marchetti, Nilo Arcudi per Umbria Civica con il segretario di Perugia Civica, Massimiliano Mipatrini, Francesco Vignaroli e Filippo Calabrese per Progetto Perugia. Due ore di confronto, approfondimenti, distinguo e spiegazioni. Venerdì diventerà una mattinata chiave.
Lo strappo di Progetto Perugia potrebbe avere conseguenze politiche toste.

Innanzitutto, cosa faranno i due assessori, Edi Cicchi e Leonardo Varasano? Non è un mistero che quello della Cicchi è il profilo alternativo alla Scoccia che ha girato di più, anche se ieri Progetto Perugia non ha fatto nomi. Più facile che Cicchi si allontani dalla galassia del centrodestra che lo faccia Varasano. Conseguenze per la giunta Romizi? C’è anche questa ipotesi all’orizzonte se lo strappo dovesse essere netto. Non è un mistero, tra l’altro, che le mosse della Cicchi vengano guardate con attenzione da una parte del centrosinistra. Come c’è, in qualche cassetto del centrodestra, un piano per l’eventuale addio di Progetto Perugia: una lista del sindaco con il nome Scoccia che possa far rimanere nel centrodestra chi, in Progetto Perugia, non se la sente di arrivare alla rottura totale. E qualche distinguo c’è.


Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Novembre 2023, 07:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA