Andrea Rosati (Prima Terni) «Il nostro progetto è far tornare Terni la Manchester italiana»

Andrea Rosati (Prima Terni)
«Il nostro progetto è far tornare
Terni la Manchester italiana»

A seguire l'intervento di Andrea Rosati, candidato sindaco per la lista civica Prima Terni.

«Ho letto con molto interesse l’articolo scritto da Giuseppe Croce sul Messaggero riguardo la vera sfida che Terni ha davanti a sé. Lo dico subito: concordo quasi completamente con quello che il professor Croce ha scritto. E’ vero, la sfida per Terni è coltivare la fiducia e la speranza di poter crescere e non di continuare a rimestare sulle cose che vanno male e sull’imminente decadenza della città. Come dice Croce, siamo davvero a un bivio: se da queste elezioni arriveranno ad amministrare persone la cui politica è di chiudere, reprimere, accusare, allora le speranze per far ripartire la nostra città saranno naufragate del tutto. Se invece vincerà la voglia di portare ricchezza e sviluppo, allora si potranno mettere in piedi quelle forze che invertiranno il declino.

La Machester italiana. La lista civica che sostiene la mia candidatura a sindaco di Terni non a caso si chiama “Prima Terni”: il nostro obiettivo è restituire la centralità a una città che un tempo era definita la “Manchester italiana”, ma per far questo occorre uscire dagli schemi ottusi di un vecchio metodo di fare politica, occorre avere un “respiro ampio” che sia in grado di “guardare oltre” e con i “giusti strumenti”. A noi gli sterili slogan politici, ascoltati fin troppo in questi giorni, non ci interessano. In questa ottica abbiamo organizzato un convegno pubblico per offrire idee pratiche e tecniche per uscire dalla crisi, per fornire indicazioni utili alle aziende del Ternano su come sfruttare le tante possibilità garantite dai finanziamenti comunitari, soldi messi a disposizione degli imprenditori ma che il territorio ternano non è stato in grado di beneficiare perché le precedenti amministrazioni non hanno saputo indicare le giuste vie sbagliando metodi e strategie, a cominciare da quella più basilare, ovvero la comunicazione. Portare a Terni dei fondi comunitari è una delle attività necessarie per far ritornare investimenti nella nostra città, e quindi maggiore ricchezza e lavoro. Come dice Croce non si può parlare in campagna elettorale solo di decoro urbano, che è importante sì, ma il decoro, il lavoro, la sicurezza, il rifacimento del Verdi, sono tutte cose che arriveranno se metteremo le basi per far ripartire l’economia, altrimenti tutto resterà solo un bel libro dei sogni. Sarebbe come se in una famiglia si discutesse su come acquistare un’automobile nuova quando non ci sono neanche i soldi per arrivare alla fine del mese: è sensato dunque pensare, come prima cosa, ad aumentare reddito e ricchezza, poi si potrà discutere di comprare una nuova auto. Croce ha ragione, la campagna elettorale è stata spesso di livello non soddisfacente ai bisogni della città, si è parlato di piccole cose, ancorché spesso simboliche, invece di vedere il quadro principale, ovvero come ridare fiducia e ricchezza a una città che ha piena potenzialità di ripresa.

Far ripartire l'economia. Sapere come fare ripartire l’economia della città è un problema che invece spetta alle forze organizzate, agli Ordini professionali, alle associazioni di categoria, agli imprenditori stessi ma soprattutto alla nuova amministrazione comunale. Sarà la nuova amministrazione in grado di farlo? O meglio, gli elettori manderanno a governare questa città degli amministratori abbastanza competenti? Fino ad ora, dai miei concorrenti alla candidatura a sindaco, ho sentito solo la difesa di interessi pregressi, la chiusura di fabbriche, il taglio delle aiuole, come gestire la “movida” e poco altro. Invece occorrono idee e competenza per far partire la città, occorre ripensare magari alla teoria dei “cluster avanzati” come scriveva l’economista italo-americano Enrico Moretti qualche anno fa per giustificare perché alcune città americane hanno un’economia fiorente e altre invece sono rimaste indietro. Occorre aprire e gestire sportelli che con metodi efficienti riescano a portare soldi alla città, occorre agire per ridare vivacità e fiducia attraverso la cultura e renderla attiva grazie ai giovani, magari con spazi e mezzi messi a disposizione dal Comune. In questa campagna elettorale ho sentito tante risposte troppo semplici a problemi complessi. Concordo con Croce, la soluzione dell’inquinamento dell’aria non può e non deve essere trovata solo attraverso la chiusura degli impianti produttivi: risposta troppo semplice e troppo sbagliata. Possibile che a nessuno è venuto in mente che l’acciche l’acciaio è prodotto senza problemiin Paesi dove il controllo ambientale è più rigoroso? Inoltre in questi paesi sono presenti anche gli inceneritori, perché solo da noi questi impianti sono un problema? Invece di centrare una campagna elettorale chiedendo di chiudere gli impianti sarebbe più intelligente chiedere e ottenere di ammodernare gli impianti. Solo noi di “Prima Terni” abbiamo nel programma lo sviluppo concreto di una “Green Economy” basata sulla salvaguardia dell’ambiente ma che, allo stesso tempo, consente di accedere a uno dei business più interessanti dei prossimi anni. Le considerazioni di Giuseppe Croce devono dunque essere da stimolo per chiunque si proponga di guidare l’amministrazione cittadina. Prima Terni è consapevole di essere sulla buona strada e di possedere le giuste soluzioni per rilanciare la nostra città. Ora è tempo di scegliere, ora siamo alla prova della verità!»
Ultimo aggiornamento: Lunedì 4 Giugno 2018, 14:18
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