Nel Lazio, in Umbria e nelle Marche si respira l’aria del Natale

Nel Lazio, in Umbria e nelle Marche si respira l’aria del Natale

Presepi viventi, mercatini, case di Babbo Natale e delizie della tradizione gastronomica: le atmosfere di questo periodo dell’anno si vivranno a pieno in cinque suggestivi borghi della Penisola.

Si partirà da Greccio, il paese immerso nella Valle Santa di Rieti dove, nel lontano 1223, San Francesco d’Assisi diede vita al primo Presepe al Mondo. La magia si ripete da 797 anni e tornerà puntuale per otto, imperdibili serate: il 24 dicembre alle ore 22,30, il 26, 28 e 29 dicembre alle ore 17, e ancora l’1, 5 e 6 gennaio sempre alle 17. Ad attendere i visitatori saranno una spettacolare scenografia, un ottimo gioco di luci e la devozione degli interpreti che, insieme alla bellezza e alla incontaminata natura del luogo, rendono questa manifestazione, oltre che unica, anche molto suggestiva. Per otto sere sarà allestito un impianto che rappresenterà il borgo medioevale laziale e il suo castello nel 1200; tutto intorno sarà predisposto a semicerchio, in modo da creare un effetto “anfiteatro” con tribune modulari con oltre 2000 posti a sedere, mentre all’esterno delle tensostrutture riscaldate saranno capaci di contenere centinaia di persone. L’edizione del 2019, inoltre, sarà ancora più straordinaria grazie alla ricorrenza degli 800 anni trascorsi dal Pellegrinaggio di pace di San Francesco, e dall’incontro che il Poverello di Assisi ebbe col Sultano d’Egitto Al-Malik Al-Kamil.

Spostandosi in provincia di Viterbo, la casa di Babbo Natale, bande musicali itineranti, spettacoli dal vivo e l’immancabile olio extravergine di oliva, caratterizzeranno i festeggiamenti a Canino, che il 21 e 22 dicembresi animerà con il Villaggio di Natale. Il grazioso borgo della Maremma Laziale proporrà tanti imperdibili momenti adatti ai visitatori di ogni età: nel ricco programma spiccano gli spazi di Babbo Natale, le degustazioni di prodotti tipici locali, il “baby frog”, il concerto di piano e violino “Le 4 stagioni”, la musica itinerante e lo spettacolo teatrale “A Natale puoi”.

Dal Lazio all’Umbria, a Marcellano (Perugia) rivivrà una piccola Betlemme nel cuore dell’Umbria, grazie al Presepe Vivente che tornerà il 25, 26 e 29 dicembre, e ancora l’1, 5 e 6 gennaio. Sei serate nelle quali – dalle 17.45 in poi – i partecipanti saranno letteralmente trasportati nella Palestina di 2.000 anni fa, tra magiche scenografie e atmosfere fiabesche: a Marcellano insomma, fra racconti evangelici e fantasia popolare, non si vede il Presepe, ma si è dentro il Presepe! E ci si entra quasi senza accorgersene, mentre si cammina tra la folla per le piccole vie, dal carcere alla sinagoga, dal fabbro al forno, dal vasaio al frantoio, quando improvvisamente tutta quella vivacità festosa si ferma per ascoltare: un vero ascolto della Parola, fatto però con gli occhi. Qui insomma si respira un qualcosa di diverso rispetto agli altri eventi simili sparsi lungo la Penisola, un sentimento che va anche oltre la cura delle rappresentazioni, gli splendidi scorci del borgo e la partecipazione appassionata di tutti i suoi abitanti.

Intanto il Presepio Vivente di Monteleone d’Orvieto (Terni) si appresta a vivere il 40esimo anniversario: nato nel 1980 quasi per gioco, si è trasformato in un attesissimo evento con oltre duecento figuranti che richiama migliaia di spettatori. Nel caratteristico centro storico illuminato per lo più da fiaccole, la Palestina di un tempo tornerà a rivivere in quattro, imperdibili serate: il 24 dicembre (dalle ore 22 alle 23.30), il 26, 29 dicembre e il 5 gennaiodalle ore 16.30 alle 19.

Spostandosi infine nelle Marche, a Genga il Presepe Vivente prenderà vita all’interno del magnifico scenario della Gola di Frasassi, estendendosi per oltre 30.000 metri quadrati. Nel paese in provincia di Ancona l’imperdibile appuntamento organizzato dagli “Amici del presepe” torna quest’anno il 26 e il 29 dicembrea partire dalle ore 14.30, con ingresso gratuito per i ragazzi fino a 10 anni.  Oltre 300 figuranti, tutti vestiti con gli abiti del tempo, daranno vita ad una serie di quadri viventi lungo il percorso che parte dalla gola, si snoda sulle falde del monte Frasassi ed insegue il sentiero che porta fino al Santuario della Madonna di Frasassi, a 660 metri di altitudine.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Dicembre 2019, 13:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA