Natale tra mare, montagna e borghi: tra presepi, illuminazioni e paesaggi da fiaba

Natale tra mare, montagna e borghi: tra presepi, illuminazioni e paesaggi da fiaba

Il mare a Natale di Finale Ligure, Gerace tra i borghi più belli della Calabria con l’aitante Ruggero il Normanno. Greccio, patria del Presepe, Portobuffolè, la bomboniera medievale del Veneto Orientale, Alatri e le sue mura ciclopiche per un Natale 2.0. Sassoferrato tra miniere, templari e pinacoteche per un Natale marchigiano frizzantissimo, la Liguria, dove Pietra Ligure si illumina di migliaia di Led per “Natale di luci – Luci della Liguria”. Santa Fiora, alle pendici del Monte Amiata, noto come paese dell’acqua e della musica, è il luogo dove bellezza e arte si incontrano in un tutt’uno a Natale e non solo. E per finire Castro de Volsci, il paese di Nino Manfredi, il “balcone della Ciociaria” un paesaggio fiabesco tra le nuvole che camminano basse” accanto a voi.


 

Finale Ligure

La fredda stagione e il Natale che incalza ci portano nel borgo di Finale Ligure: una rivelazione di preziose sorprese. Dai colori intensi e caldi dei suoi paesaggi, ai sapori, agli aromi e i profumi inebrianti e avvolgenti. Tra boschi di lecci e castagni con sfumature degne di un Monet ai vigneti affacciati sul mare. Qui si respira l’antica vocazione rurale di una terra eccezionale, ricca di biodiversità ed eccellenze, dal pernambucco, al chinotto, alla Mela Carla, per citarne alcune.

Un viaggio alla scoperta dei preziosi frutti del gusto agricolo finalese, prodotti ‘di nicchia’, e di quei piccoli produttori della costa e dell’entroterra che lavorano nel rispetto della natura e delle tradizioni antiche e genuine. Se per voi il Natale, non è solo il momento per riposarsi davanti a un camino acceso, Finale Ligure è la meta perfetta, l’unica che vi farà assaporare il mare d’inverno! E’ da qui che parte una delle escursioni più belle della Riviera Ligure di Ponente: il “Sentiero del Pellegrino”. Una vera e propria “passeggiata a mare“, in altura. Il sentiero con i suoi affacci e le stradine ciottolose è perfetto anche per i bambini, perché a Natale, si sa, dobbiamo prima pensare a loro! Troverete l'antica mulattiera da cui inizia il percorso. I primi 50 minuti sono in salita, nulla di difficile, ma fidatevi, ne vale davvero la pena. Qua e la tanti sono i punti panoramici che vi lasceranno senza fiato, come la sorprendente grotta detta dei “briganti" o dei “falsari”, dalla quale potrete godere di un'imperdibile vista mare. Se le gambe fremono e avete uno spirito d’avventura la Finale Outdoor Region vi apre le sue porte: in pochi chilometri passerete da un suggestivo borgo medievale, ad un paesaggio tipico dell’entroterra ligure attraverso uliveti secolari e tradizionali terrazzamenti coltivati, per poi giungere alle falesie e grotte che caratterizzano il territorio Finalese. Il sentiero delle Neviere, la Chiesa dei Cinque Campanili, la Grotta dell’Edera sono solo alcuni dei gioielli che incontrerete.

Finale Ligure non è solo natura e sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike. Una delle sorprese più affascinanti del centro storico di Finalborgo è imbattersi nelle caratteristiche botteghe artigiane, custodi di antichi mestieri. Scoprirle mentre si passeggia per le strade del piccolo e meraviglioso centro è un’esperienza unica e autentica. Parliamo di veri e propri gioielli incastonati in questo borgo medievale ligure, parte integrante del suo territorio, dove si ha la possibilità di vedere la realizzazione di un’idea partendo dalla materia prima.

 

Gerace

E… Natale sia a Gerace, dove l’incanto del borgo, illuminerà le vostre feste. E qui che vi aspetta l’aitante Ruggero il Normanno, che in rigorosi abiti di scena, vi guiderà per le vie del borgo tra i principali monumenti della città a degustare prodotti della gastronomia locale dalle Nacatole, alle San Martine, alle zeppole. Onnipresente il peperoncino, così come i salami piccanti: salsicce e le soppressate, la ‘nduja, la rosmarina e la sardella.

Le ottime olive che prendono il nome proprio da Gerace, formaggi, spezie e confetture.

Da assaggiare il vino Greco di Gerace, ottenuto da uve greco, di colore giallo ambrato, liquoroso.

Alla dieta ci si pensa all’Epifania, che “tutte le feste porta via!”.

Se fino allo scorso anno, ciò che caratterizzava il Natale nel borgo, tra i Borghi più Belli della Calabria, erano gli artisti di strada, oggi lo sono i vicoli, i palazzi, quelle finestre da cui esce quel profumo di casa, che solo nei borghi è possibile trovare. Gerace è questo. E’ umanità. E’ calore. Qui vivono e lavorano ancora oggi contadini e artigiani della terracotta. Lavorano in grotte scavate nel tufo, continuando una tradizione artigiana, molto fiorente nei secoli XVI e XVII e mai andata perduta. Gerace è infatti la città dei vasai, delle chiese, dell'arte.

Nella roccia, tra grotte, in parte naturali, in parte scavate dall'uomo, quasi un presepe naturale, Gerace, sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria, è qui per voi.

Non perdetevi la chiesa di S. Maria del Mastro dell’XI secolo con la tipica architettura bizantina e una facciata seicentesca. Poco più in alto c’è il Borghetto, dove ammirare molte case medievali a volte sorrette da archi di pietra.


 

Greccio

Greccio e Betlemme sono due nomi inseparabili nei pensieri natalizi di ogni anno, poiché, se a Betlemme si operò il mistero dell’incarnazione del Salvatore, a Greccio, per opera di San Francesco, ebbe inizio la sua mistica rappresentazione. E’ così che ebbe origine la rievocazione vivente della nascita del Bambino Gesù che si riproduce in tutto il mondo cristiano per ricordare la natività del Redentore.

E per questo non sarebbe il solito Natale senza il Presepe di Greccio.

E dunque il Presepe di Greccio ci sarà, anche quest’anno e sarà un Presepe 4.0!

Rispettando il programma degli anni precedenti, dal 24-26 e 27 dicembre all'1-2-3-6 gennaio rigorosamente alle 18 il Presepe sarà on line. Non un minuto di meno, non un minuto di più, potrete collegarvi alla pagina Facebook della Proloco di Greccio che da sempre realizza con passione e amore il Presepe. Oltre quaranta sono i figuranti che da anni interpretano, da veri attori, le scene della natività. Un lavoro duro e faticoso, fatto nel tempo libero di ognuno di loro. Un lavoro premiato dalle tante presenze che da anni si accalcano sugli spalti sotto la rocca.

Il presepe è un evento unico al mondo che, proprio per la sua singolarità, cambiò radicalmente il destino del piccolo borgo alle pendici del Monte Lacerone. Da semplice luogo, abitato da messer Giovanni Velita e la sua corte, Greccio diventò col trascorrere dei secoli un punto fermo per migliaia di fedeli. E tutto per l’intuizione del Poverello d’Assisi che, proprio su questi mistici monti, “inventò” la rappresentazione vivente del Presepio. Una tradizione che, col passare degli anni, ha fatto il suo ingresso nelle famiglie cristiane del mondo.

Perché San Francesco scelse proprio un paesino povero e umile come quello di Greccio? Il motivo sta tutto in quella semplicità che il piccolo borgo evocava, tanto che lo stesso Francesco lo accomunava a Betlemme. Dopo il viaggio in Palestina, rimasto molto impressionato dalla visita in Terra Santa, egli mandò a chiamare il feudatario di Greccio, Giovanni Velita, e gli illustrò quanto aveva in mente: gli chiese di scegliere una grotta, di condurci un bue e un asinello, per poter vedere con i propri occhi i disagi in cui nacque il Bambino Gesù! Il cavaliere Velita aveva pochi giorni di tempo per preparare quanto gli chiese e approntò tutto con la massima cura. Francesco aveva convocato i frati da più parti e tutti gli abitanti di Greccio; le folle si mossero dai luoghi più vicini e lontani, rischiarando la notte con ceri e fiaccole. Giunse infine il “Santo di Dio”, vide tutto preparato e ne godette. Velita, uomo di grande virtù e degno di fede, asserì di aver visto un bellissimo Bambinello dormire in quel presepio e il Santo stringerlo al petto con le sue braccia. Una prodigiosa visione resa credibile anche da una serie di miracoli che ne conseguirono: la paglia di quel presepio, ad esempio, servì per sanare le malattie degli animali e allontanare le pestilenze. Da quel momento Greccio fu la nuova Betlemme.

 

Portobuffolè

Piccolo, raccolto e di una bellezza struggente. E’ Portobuffolè, la bomboniera medievale del Veneto Orientale. E’ la meta del vostro Natale! Puoi vederne le foto, i video e leggere le recensioni “googolandolo”, ma nulla sarà, come viverlo di persona. La quiete, le viuzze, i suoi musei, ve ne sono tanti: il Museo di Gaia da Camino e i suoi affreschi del 1400 che oggi ospita l’artista Sonia Ros con la sua Mostra “Empty Eden”, il Duomo, la Chiesa di San Rocco, l’Oratorio di Santa Teresa, la Chiesa dei Servi sono tutti luoghi da visitare, resi ancor più belli dal clima del Natale.

Salite sulla Torre Comunale del X secolo, e dai suoi 28 metri d’altezza assaporate questo borgo, tra i Borghi più belli del Veneto! Dall'alto si dominano le viuzze in ciottolato e i bei palazzi trecenteschi con vista sui tetti e sulla campagna circostante fino alle montagne. Tra le particolarità di Portobuffolè il Museo Atelier di Barbie: una raccolta di barbie i cui vestiti sono un'opera artigianale e l’imperdibile Museo dedicato al Ciclismo. Portobuffolè è il luogo giusto anche per immergersi nella cucina Veneta. Dalla trippa, il tradizionale piatto della Fiera di Santa Rosa, il "radici e fasioi co a poenta" ovvero il radicchio di campo, condito a crudo con olio e aggiunta di fagioli e polenta… per concludere la Pinza, il tradizionale dolce della Befana fatto con la zucca, la buccia d’arancia e limone grattuggiata, la grappa, noci e fichi. Insomma, Portobuffolè è la meta natalizia dedicata all’arte, alla cultura e alla gastronomia.

 

Alatri

Alatri, la città dell’Acropoli dove il Natale è “al centro”

I tempi cambiano? Noi cambiamo con loro. E viceversa! Siamo in grado di farlo. Lo insegna la storia.

Non bisogna cedere alle vicende. È Natale.

Va vissuto e celebrato al meglio. Tutti insieme. Quest’anno utilizzeremo strumenti diversi, con lo stesso entusiasmo.

La nostra piazza e il nostro salotto, saranno Facebook. Ma non solo.

Ad Alatri possiamo contare su una storica emittente televisiva, che da tantissimo tempo, regala immagini, storie, notizie e permette ai cittadini di mantenere un legame indissolubile con la propria città, si tratta di Ernica TV.

In questo scenario, virtuale sì, ma sempre sincero, accorato, genuino, festeggeremo e celebreremo queste festività.

Si potranno inviare, utilizzando le Pagine social, messaggi video a persone lontane, vicine, sconosciute. Racconti, barzellette, modi di dire, sogni, speranze, saluti, ricette, addobbi, video, foto. Liberare la propria immaginazione e condividere la speranza che, in ogni casa, resta il cuore, il fulcro vero, del Natale.

Verranno trasmessi sui canali di Ernica TV concerti ed esibizioni di altro genere.

Possono partecipare tutti. Associazioni, commercianti, cittadini, giovani e meno giovani.

L’iniziativa è a cura della Pro Loco di Alatri in collaborazione con il Comune di Alatri, Assessorato alla Cultura, con il Contributo della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.

 

Sassoferrato

La trecentesca Rocca di Albornoz, che domina dall’alto il centro cittadino, le numerose chiese, gli edifici pubblici, gli angoli medievali della parte più antica del capoluogo, il Castello, tracce del passaggio dei Cavalieri Templari, tra cui l’abbazia di Santa Croce che lascia presagire il passaggio dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis i Templari, “accompagnano” il visitatore in un viaggio suggestivo.

Sassoferrato è questo, un’esperienza da non perdere, un viaggio in una storia senza tempo, che a natale è ancor più suggestivo.

Dal Parco archeologico di Sentinum, al Museo Civico che insieme ai reliquari bizantini e fiamminghi della Raccolta Perottiana occupano il sorprendente Palazzo dei Priori.

Nella elegante sede di Palazzo Oliva, edificio costruito nel XV secolo dal Cardinale Alessandro Oliva, troverete la raffinata raccolta degli incisori marchigiani.

Pinacoteca Civica, immancabile!

Su uno sperone di roccia circondato dal verde, sulla collina che divide in due il centro urbano della città, eccolo il Museo delle Arti e Tradizioni popolari, altra meta del vostro natale a Sassoferrato, ovviamente!

Incastonato in un scenario incantevole e suggestivo, nel mezzo di un territorio campestre il Mulino della Marena insieme al Parco Archeo Minerario con i suoi impianti di estrazione dello zolfo, l'oro giallo di Cabernardi sono due itinerari, tra i più particolari, di tutte le Marche. Ovviamente da non perdere il Museo della miniera di zolfo di Cabernardi.

Se amate l’arte Contemporanea, MAM’S Galleria d’Arte contemporanea vi attende!

Pietra Ligure

Il mare con le sue innumerevoli sfumature, i caruggi e le piazze del centro storico dove si respira l’aria della Liguria più autentica, il fascino dell’entroterra con suoi sentieri mozzafiato, l’enogastronomia che stupisce il palato, la cultura e le tradizioni secolari che si tramandano di padre in figlio; il nostro territorio, con le sue peculiarità ed i suoi prodotti unici, è sempre capace di meravigliare il turista e di offrire al viaggiatore momenti di autentico piacere.

Il cuore della nostra città si sveglia al suono delle campane che si confonde con le grida dei gabbiani. Aprono le piccole botteghe e nei ristoranti si comincia a cucinare. Nei caruggi si spande un profumo di focaccia appena sfornata, di farinata calda da portare a casa, di agrumi e verdure appena raccolte.

Ogni angolo nel nostro centro storico ha una storia da raccontare. A volte è una storia vera, che ci ricorda quanto siano importanti le nostre tradizioni. A volte è un miracolo, una leggenda, che rende questa città orgogliosa.

Venite a scoprire le nostre chiese, le nostre piccole edicole votive incastonate in muri antichi, le nostre botteghe dove potrete scegliere e portare a casa un pezzetto della nostra storia e della nostra bellezza.

Pietra si veste di atmosfere magiche e di luoghi a portata di desiderio dove vivere un’esperienza che riuscirà ogni volta ad emozionare e sorprendere. Pietra è per sempre, Pietra is forever!

Pietra Ligure partecipa al contest “Natale di luci – Luci della Liguria”, presenta diverse novità, a partire dai tre grandi “alberi” a led, come da tradizione posizionati in piazza San Nicolò, davanti al Santuario di Nostra Signora del Soccorso e nella piazza antistante la chiesa di San Bernardo Abate di Ranzi, installazioni luminose di grande impatto scenografico grazie anche all’effetto “evanescenza”. Tutte le luminarie sono costituite da luci a led che garantiscono un sostanzioso risparmio energetico. Sono considerevoli, inoltre, sia l’ampliamento delle zone illuminate rispetto agli anni precedenti che interessa, ad esempio, le palme e gli attraversamenti pedonali di tutta l’Aurelia, da ponente a levante, la fontana di via Messina, la rotatoria di Santa Corona, l’estensione fino a via Come in viale della Repubblica, che l’aumento dei dispositivi nelle zone già illuminate nelle edizioni passate.

 

Santa Fiora

Santa Fiora, alle pendici del Monte Amiata, noto come paese dell’acqua e della musica, è il luogo dove bellezza e arte si incontrano in un tutt’uno. E’ la vostra meta perfetta per un natale frizzante in Toscana.

Dalla collezione, tra le più corpose e importanti al mondo, delle ceramiche dei Della Robbia, famiglia di scultori italiani specializzati nella tecnica della terracotta policroma invetriata, custodite nella Pieve delle Sante Floria e Lucilla, passando poi alla narrazione del passato minerario di questa comunità con il Museo delle Miniere, tanto affascinate da essersi conquistato uno spazio su google Arts and Culture. Fino ad arrivare a un progetto di grande valenza storica e scientifica: la trasformazione in museo delle antiche carceri ducali di Santa Fiora. La sede del Comune, un’altra meraviglia. E’ infatti nel Palazzo Sforza Cesarini. Due cicli di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi decorano le stanze del palazzo, che fu sede della Contea degli Sforza. Arte nell’arte. Passeggiare nel centro storico di Santa Fiora è un momento di relax, che con l’atmosfera del Natale, diventa ancor più magico. Vicoli, palazzi, il ghetto… un altro luogo imperdibile del borgo.

La peschiera, una vasca medievale ricca di storia, natura e arte. Ma Santa Fiora è il luogo ideale per trascorrere il proprio tempo libero nel verde.

Il castagno monumentale situato nella strada d'ingresso del cimitero è stato inserito nel primo elenco di 2407 alberi monumentali italiani. È un simbolo della ricchezza ambientale del territorio. Il trekking, nella rete dei sentieri fitta è fabulesca a piedi o

in bicicletta fino alla vetta del Monte Amiata, il Monte Labro e il Monte Calvo. Diciassette sentieri che attraversano il territorio per un’estensione di circa 220 chilometri.

Le sorgenti del Fiora. A Santa Fiora vi sono le sorgenti d'acqua più importanti del sud della Toscana. La galleria che esse creano, nei pressi del centro abitato del capoluogo, è un’attrattiva straordinaria da visitare.

 

Castro dei Volsci

Natale in Ciociaria, tra cultura, natura e buona cucina.
Un percorso emozionante che inizia dal punto più alto del borgo, lassù tra le suggestive rovine della Rocca di San Pietro che troneggia su tutta la Valle del Sacco. Luogo speciale per gli abitanti di Castro dei Volsci che qui ricordano la loro storia, che Mamma Ciociara, il monumento che caratterizza questo luogo, eloquentemente e silenziosamente, tramanda ai posteri. Luogo suggestivo per i visitatori, che qui possono respirare tutta l’essenza del borgo e della sua umanità, conosciuto anche come il “Balcone della Ciociaria”… sarete catapultati in un paesaggio fiabesco se con un pizzico di fortuna le nuvole “cammineranno basse” accanto a voi.
Scendiamo nel centro storico, dove le antiche botteghe arredano tutto i viottoli, ospitando ancora oggi tradizionali attività artigiane: dalla ceramica, al legno, all’arte orafa. Il ricamo e la tessitura. E’ un circuito di sei botteghe artigiane che animano il cuore di Castro dei Volsci, restando fedeli alle tradizioni d’un tempo.
Della sua vecchia cinta muraria, oggi, rimane solo l’andamento ad anello di via Civita. L’accesso più suggestivo è quello da Porta della Valle, con le viuzze strette lastricate in cotto e le casette in pietra nuda a fiancheggiarle.
Castro dei Volsci è una meta perfetta, in ogni periodo dell’anno, ma durante il Natale, lo è di più. Si trasforma in un vero e proprio presepe. Anche oggi.
Ci sono poi le antiche chiese e c’è, poco lontana dal centro, l’area archeologica del Casale di Madonna del Piano, con i resti di ville, terme e necropoli d’epoche varie. Per gli appassionati di trekking un sentiero particolarmente suggestivo è quello della Madonna della Pace, conosciuto e segnato dal CAI con il nome “La Fortezza”.
Castro dei Volsci è tanto. Sono le tradizioni. E’ la natura. E’ la sua storia. Sono le sue crespelle natalizie che in ogni angolo del paese potrete assaggiare. E’ un dolce “povero” che da secoli viene tramandato. E’ pasta lievitata e fritta. Arricchita con una spolverata di zucchero e a volte un poco di uvetta passa oppure zucca nostrana. Insomma, una squisitezza natalizia!


 

 


 


Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Dicembre 2020, 10:25
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