Non amate il Natale? Siete un "Grinch"? Il Cairo è la meta che fa per voi per le festività
di Alessandra De Tommasi

Non amate il Natale? Siete un "Grinch"? Il Cairo è la meta che fa per voi per le festività

Il Grinch si aggira spesso tra di noi, a volte in incognita, mugugnando e lamentandosi dell’aria festosa delle vacanze natalizie. Nel caso fosse uno dei nostri parenti o amici il regalo perfetto per farlo contento è un biglietto (se di sola andata, decidete voi) per il Cairo. Il motivo è semplice: la capitale dell’Egitto non si prepara affatto all’arrivo di Babbo Natale. Per una questione culturale e religiosa, certo, che la rende quindi la meta perfetta per chi vuole liberarsi da ogni possibile declinazione di Jingle Bells.



In alternativa propone un’offerta culturale ricca e variegata, come ha dimostrato di recente il successo del 40° Cairo International Film Festival, che ha radunato nella terra dei faraoni film maker da tutti gli angoli della terra.
Prima ancora di fantasticare su gite in cammello alla volta delle Piramidi di Giza, tenete a mente alcuni usi e costumi locali per non avanzare pretese che la gente del posto potrebbe considerare assurde.

Se è la quiete e il silenzio che state cercando, cambiate aria: il Cairo non dorme mai e non si zittisce mai. Merito dello strombazzare dei clacson a tutte le ore che rende la città sempre dinamica e all’erta. Più che per amore del chiasso, avviene per ragioni pratiche precise e in qualche modo legate alla sicurezza stradale. Non esistono, se non in rarissime eccezioni, semafori e strisce pedonali quindi l’attraversamento selvaggio diventa qualcosa a metà tra uno sport nazionale e un’attività di sopravvivenza.



Il traffico è talmente intenso che i mezzi pubblici fanno fatica ad arrivare a destinazione quindi gli abitanti ricorrono a microbus, una sorta di passaggio privato per le località più disparate. Anche in questo caso gli abitanti hanno sviluppato un’abilità poco comune: saltare dal mezzo in movimento. Considerato che molti di loro si siedono sui gradini, per giunta con la porta aperta per la maggior parte del tragitto, questo stratagemma diminuisce l’attesa.



In effetti il concetto di tempo in Egitto è uno dei grandi enigmi che i turisti devono svelare quando approdano in questo luogo tanto eclettico. Per i locali l’orario di un appuntamento non rappresenta un vincolo, quanto piuttosto un’idea generica. Cosa vuol dire? Che il ritardo potrebbe variare da pochi minuti a tante ore fino ad arrivare alle calende greche.



Un’altra avvertenza: chi soffre d’asma stia alla larga dai locali piccoli e affollati perché il fumo negli ambienti chiusi, hotel internazionali di lusso inclusi, è consentito.

Tra papiri e fiori di loto, tramonti sulla Sfinge e dolci al miele, va affinata l’arte della contrattazione. Il prezzo non è un numero assoluto, ancora una volta si tratta di un compromesso da trovare con il compratore. Soprattutto nei souk, i mercati locali (da non perdere il più antico, Khan El Khalili), ogni acquisto è il frutto di uno scambio creativo della durata di svariati minuti, altrimenti si rischia di pagare la merce dieci volte il valore reale.



Il costo della vita al Cairo è piuttosto economico se comparato ai nostri standard. Basti pensare che lo stipendio mensile di un chirurgo si aggira attorno agli ottanta euro. Quello che conta davvero sapere, prima di partire, però non riguarda assolutamente la valuta né il clima. Il divertimento di queste vacanze natalizie alternative dipende solo dallo stato d’animo con cui si affronta il viaggio in Egitto, una terra capace d’incantare proprio per quelle contraddizioni che la caratterizzano. Non provate a cambiarle, provate piuttosto ad abbracciarle e questi giorni nella capitale si trasformeranno nei più indimenticabili della vita.

Foto Copertina, credits: Bassam Alzoghby
Lunedì 24 Dicembre 2018, 21:15
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