La verde Slovenia, Lubiana ma non solo: tra panorami mozzafiato e turismo sostenibile
di Domenico Zurlo

La verde Slovenia, Lubiana ma non solo: tra panorami mozzafiato e turismo sostenibile

Se ci chiedessero di descrivere la Slovenia con un paragone fisiognomico, sarebbe un compito facile: la sua immagine sarebbe quella di un giovane studente universitario, con un'alta media dei voti e una gran voglia di mostrare tutte le proprie capacità.   Paese anagraficamente giovane (l'indipendenza, per la prima volta nella sua storia, è datata 1991), la Slovenia riflette nei suoi abitanti e nelle loro abitudini 800 anni di cultura austro-ungarica, miscelata ad influenze tanto italiane quanto balcaniche, residui di un XX secolo che ha contribuito più a confondere l'identità locale che non a crearne una univoca.

L'impressione è infatti che la Slovenia, pur cercando in tutti i modi di sbandierare e legittimare il proprio orgoglio, faccia leggermente fatica a individuare univocamente la propria identità: legittimo, considerando la storia (relativamente giovane) di questi territori e di un popolo scopertosi unito prima alla fine della seconda guerra mondiale - contro l'invasore italiano - poi dopo la morte del Maresciallo Tito, evento che andò a frantumare la già fragile unità jugoslava fino all'indipendenza arrivata dopo il crollo del Muro di Berlino.

TURISMO BOOM Dal punto di vista turistico la Slovenia è una terra ancora non certo mainstream, ma vanta già numeri discreti e ampiamente in crescita. Nel 2018 gli arrivi internazionali sono stati 5,64 milioni, di cui 4,23 milioni dai mercati esteri, un incremento del 10% rispetto all'anno precedente: il mercato italiano, che si attesta a 503mila arrivi e 1,76 milioni di pernottamenti (dati aggiornati a fine novembre 2018) ha segnato un incremento percentuale  annuale del 2,2%: una fetta importante, se si pensa che i pernottamenti da tutti i mercati esteri sono poco meno di 11 milioni (+18% sul 2017).

Numeri in crescita ma che hanno ancora del potenziale, se la Slovenia riuscirà a sradicare il pregiudizio di chi non l'ha mai visitata: non è banale dire che chi viene da queste parti è poi spesso felice di tornarci, e se il target principale è appunto il turista italiano - spesso abitudinario - la strada è quella giusta. La Slovenia potrà crescere in maniera direttamente proporzionale alla sua capacità di sfruttare la propria posizione geografica: nell'arco di poche ore di viaggio si possono raggiungere Zagabria, Monaco di Baviera, Belgrado, Budapest, oltre ovviamente a Trieste e Venezia.
 
 

LUBIANA Ciò che la Slovenia può offrire è decisamente variegato. La sua capitale, Lubiana, una bomboniera tra stile barocco e Liberty e il tocco neoclassico del suo architetto di riferimento Josef Pleznik, sembra più una capitale del Nord Europa che una città balcanica. La piazza dei Tre Ponti, la città vecchia, il mercato, il castello che domina la Capitale donando dalla sua torre un bellissimo panorama, fanno di Lubiana una città dalla bellezza asburgica ma senza lo sfarzo e l'opulenza che si trovano altrove: non essendo enorme si può visitare tranquillamente a piedi (poco più di 160 km quadrati di superficie, meno di 300mila abitanti) e ciò che colpisce è l'ordine, la pulizia, e un centro storico vivo e giovane, che ne fanno una meta consigliatissima per turisti di tutte le età.

Da non perdere nemmeno il castello di Lubiana, costruzione imponente e maestosa che domina il promontorio che sovrasta la città, non fosse altro che per la splendida vista dall'alto della torre, che permette di godersi un panorama niente male. Scenografia di diverse iniziative culturali e 'casa' del museo delle marionette, il castello è raggiungibile dal centro della città con una funicolare: la sua storia e la sua identità sono state ben conservate nonostante le molteplici ricostruzioni (è stato una caserma, un ospedale militare e persino una prigione).

MARE E MONTAGNA Le attrattive del Paese non si fermano alla Capitale: sebbene il turismo marittimo e balneare non rappresenti esattamente il core business sloveno, il breve sbocco sul mare offre comunque perle come Koper, Portorose e Izola, ad impreziosire i 43 km di costa tra il confine italiano e quello croato. La montagna, al contrario, offre impianti e piste sciistiche di alto livello: da Maribor a Krvavec fino a Kranjska Gora, che i più navigati ricorderanno per le vittorie di Alberto Tomba negli slalom degli anni '90.
 

Restando in montagna, diverso e delizioso il panorama di Bled, nel cuore delle Alpi Giulie: un trionfo di colori e tappa da non perdere per chi ama il turismo green e sostenibile, come tutta la Slovenia. Dall'isolotto raggiungibile solo con la tradizionale pletna a remi, dominato dalla piccola chiesetta - in cui è quasi un obbligo suonare la campana esprimendo un desiderio - al romantico castello in altura e in mezzo al verde, l'atmosfera è quasi fiabesca. E non si può andar via senza assaggiare la potica (in italiano putizza), dolce tipico di queste parti e regina dei piatti natalizi.

POSTUMIA E PREDJAMA Altra tappa interessante è rappresentata dalle grotte di Postumia: i più navigati le ricorderanno nel film Fantozzi va in pensione, in una delle scene più esilaranti della saga del ragionere, con l'eco che prendeva in giro lo stesso Fantozzi. Gag a parte, le grotte - con stalattiti e stalagmiti che crescono da migliaia di anni, in alcuni casi centinaia di migliaia - sono una delle principali attrazioni turistiche del Paese dalla fine dell'800: e sono anche le grotte più ricche di vita al mondo, con 116 specie diverse di organismi viventi, tra cui spicca il Proteo, qui conosciuto come "pesce umano", e la cui sagoma è simpatica quanto ricorrente.
 

E se la sagoma del Proteo può ricordare, ai patiti di Game of Thrones, quella dei piccoli draghi di Daenerys Targaryen, anche il vicino castello di Predjama, noto anche come Castel Lueghi, con un po' di fantasia si può accostare a quello di The Eyrie (Nido dell'Aquila), con tanto di "porta della Luna" da cui lanciare nel vuoto gli ospiti indesiderati. E per chiudere il cerchio delle similitudini letterarie, si può aggiungere che il castello per anni è stato la casa di Erasmo da Lueg, fuorilegge e bandito, da qualcuno soprannominato - anche qui con discreti voli pindarici -  il Robin Hood sloveno, che dopo anni di scorrerie e rapine trovò la morte, secondo la leggenda, nel suo bagno, che fu preso di mira e distrutto da una palla di cannone.

DA VISITARE In definitiva la Slovenia, meta snobbata e sottovalutata, è invece una vera e propria perla nel cuore dell'Europa: ponte tra Austria e Paesi Balcanici, dall'Italia è estremamente facile da raggiungere (l'aeroporto di Trieste dista circa un'ora da Lubiana), particolare che ne fa una tappa ideale anche per un semplice weekend lontano dal lavoro e dallo stress infrasettimanale. La crescita dei numeri è inesorabile e con essa il giro di affari che il turismo sloveno crea (ricavi a 2,7 miliardi di euro, +11% rispetto al 2017): la prossima missione sarà attirare verso di sé i viaggiatori diretti in Croazia (e nei Balcani), in Austria e nell'Italia del Nord-Est, convincendoli a includere nei loro programmi anche Lubiana e dintorni. D'altronde basta vedere la Slovenia una sola volta, per ritrovarsi con un'irresistibile voglia, appena possibile, di ritornarci.
 
POSTI CONSIGLIATI
LUBIANA
Monstera Bistro - Gosposka 9, 1000 Ljubljana (www.monsterabistro.si)
Gostilna na gradu - Grajska planota 1, 1000 Ljubljana (http://www.nagradu.si)
Cankarjev dom - Prešernova cesta 10, 1000 Ljubljana (https://www.cd-cc.si/en)
BLED
Vila Podvin - Mošnje 1, 4240 Radovljica (www.vilapodvin.si)

(Si ringraziano Aljoša Ota (responsabile dell'ente sloveno per il turismo in Italia e presidente Adutei) ed Elisa Paloschi (agenzia Open Mind Consulting) per disponibilità, statistiche, informazioni e materiale fotografico)
Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA