WhatsApp, privacy a rischio: polizia e servizi segreti avranno accesso alle chat

WhatsApp, privacy a rischio: polizia e servizi segreti avranno accesso alle chat

La privacy degli utenti di WhatsApp è sempre più a rischio: molto presto, infatti, la polizia e i servizi segreti, per fini investigativi, potranno acquisire facilmente le chat scambiate tramite l'app di messaggistica istantanea, nonostante la garanzia della crittografia end-to-end. In Australia questa novità è già realtà, dopo che il parlamento ha approvato una nuova legge, e non è escluso che l'esempio possa essere seguito in altri paesi, Italia compresa.

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Come riporta La Stampa, il governo australiano ha dichiarato guerra ai colossi della tecnologia, iniziando dall'esclusione di Huawei dalla corsa al 5G. Gli strascichi dell'arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore e direttrice operativa dell'azienda cinese, sembrano aver già prodotto conseguenze anche in altri continenti.

Intanto, però, la legge recentemente approvata dai parlamentari australiani consentirà a polizia e servizi segreti di accedere a tutte le chat di WhatsApp, anche se criptate. Il primo ministro, Scott Morrison, ha motivato così la nuova misura: «È molto importante dare a polizia e servizi segreti la possibilità di entrare nelle comunicazioni crittografate». La nuova legge ha incontrato le proteste delle opposizioni e di alcune associazioni di tutela della privacy, oltre ai colossi della tecnologia.

Secondo gli oppositori della legge, infatti, la crittografia è l'unica tecnologia che garantisce la sicurezza di conversazioni e dati dalle intrusioni esterne. Il caso più eloquente, in questo senso, risale al 2016, quando ci fu uno scontro tra Fbi e Apple, in occasione della strage di San Bernardino: i federali chiedevano l'accesso ai dati dell'iPhone dell'autore del massacro, negato dall'azienda di Cupertino e avvenuto poi grazie al decisivo intervento di una società israeliana.
Lunedì 10 Dicembre 2018, 22:58
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