WhatsApp per amico, gli esperti: «I gruppi social rimedio anti solitudine»
di Mario Fabbroni

WhatsApp per amico, gli esperti: «I gruppi social rimedio anti solitudine»

Trascorrere molto tempo su WhatsApp fa bene alla salute, con gli utilizzatori più assidui che ne godono al punto da avere anche un miglior benessere. Specie se si tratta di frequentatori incalliti dei famigerati gruppi di WhatsApp.

IL RIBALTONE. È un ribaltone di taglio scientifico quello pubblicato dal Journal of Human-Computer Interaction della Edge Hill University. Per lo studio, i ricercatori britannici hanno analizzato 200 utilizzatori (158 donne e 42 uomini) con un'età media di 24 anni. I soggetti studiati hanno utilizzato la App per 55 minuti al giorno e, fra i motivi di apprezzamento, sono stati citati la popolarità e la possibilità di formare gruppi.

I QUESTIONARI Dai questionari a cui sono stati sottoposti, infatti, è emerso che le persone che passavano più tempo su WhatsApp riportavano un'autostima più alta, si sentivano più vicine ad amici e parenti e, in generale, soffrivano meno di solitudine. «C'è molto dibattito sul tempo passato sui social media e sugli effetti per il benessere, ma noi abbiamo trovato che potrebbe essere meno dannoso di quanto si pensi», spiega Linda Kaye, tra gli autori della ricerca.



TROPPO STRESS Eppure la Rete sembra offrire risposte esattamente opposte. Basta andare su Internet per scoprire che proprio i gruppi sono diventati motivo di odio e di stress per tutti coloro che vi partecipano. Perché quando le notifiche e gli squilli diventano martellanti, ecco che ci si pente di averli creati o di avervi aderito. Inutili i tentativi di ignorare i trilli insistenti. Pur avendo impostato tutto a volume zero e silenziato qualsiasi avvertenza, la curiosità di scoprire che cosa hanno scritto è troppa.

LA SINDROME DI JACK FRUSCIANTE Allora per tanti non resta che abbandonare le chat. Ma come farlo non passandoci da maleducati? È la cosiddetta sindrome di Jack Frusciante, quella che punta ad abbandonare il gruppo. Nell'éra social, però, l'abbandono (anche virtuale) sembra un tabù. Non viene accettato bene, quasi mai. Perciò la maggior parte dei partecipanti ai gruppi, alla fine, resta soggetto passivo.

AMICIZIE INTERCONNESSE. La ricerca inglese quindi torna prepotentemente alla ribalta. «Più le amicizie sono interconnesse e più le persone si sentono vicine ai propri gruppi WhatsApp - ribadisce la ricercatrice Linda Kaye - maggiore è la percezione positiva della propria autostima e delle competenze sociali». Insomma, la migliore terapia sembra davvero quella di star attaccati a WhatsApp.

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Martedì 2 Luglio 2019, 05:01
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