Google non aggiorna più Huawei: a rischio le App sugli smartphone
di Alessio Caprodossi

Google non aggiorna più Huawei: a rischio le App sugli smartphone

Google ha sospeso la licenza Android che forniva a Huawei. A creare lo strappo è stato il governo Usa inserendo Huawei nell'elenco delle aziende straniere che non possono acquistare prodotti tecnologici dalle compagnie americane senza ottenere prima l'approvazione da Washington. La decisione ha allarmato subito gli utenti che possiedono un dispositivo Huawei, numero due a livello mondiale per volumi di smartphone venduti (prima è Samsung, terza Apple) e leader di mercato in Italia. L'Europa è stata subito colpita da pesanti ribassi in Borsa (-2,4% a Piazza Affari).

La separazione annunciata da Google pesa come un macigno sul futuro del gruppo cinese, perché i suoi telefoni girano con il sistema operativo Android, di proprietà della stessa Big G, e al suo interno ci sono alcune delle applicazioni più popolari e utilizzate al mondo come YouTube, Gmail, Mappe e Foto. Oggi siamo abituati a trovare queste app precaricate sui telefoni Android che acquistiamo perché Google concede una licenza ai vari produttori.
Dopo l'ordine di Trump, a saltare è quest'ultimo passaggio, con Huawei che dovrà accontentarsi della versione base del sistema operativo, che non contempla però la maggioranza delle app più gettonate.

Questo scenario, al momento, vale solo per i nuovi modelli che arriveranno sul mercato, mentre per i dispositivi già venduti e quelli in stock non ci saranno limitazioni con Play Store, il negozio virtuale per scaricare le app, e Google Play Protect, che include i servizi di sicurezza Android, regolarmente disponibili e funzionanti. In attesa degli sviluppi sulla questione e di capire cosa succederà quando nei prossimi mesi Google rilascerà Android Q, la nuova versione del sistema operativo, Huawei lavora già da mesi al suo sistema operativo proprietario, Kirin OS, la cui competitività fuori dalla Cina rimane però un grosso punto di domanda.
Oltre a Google, poi, lo stop governativo contro Huawei include pure Intel, Qualcomm e Broadcomm, giganti mondiali nella produzione di microchip. A loro potrebbe aggiungersi Microsoft, partner principale dei cinesi nello sviluppo dei computer portatili.
Martedì 21 Maggio 2019, 05:01
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