Twitter e Facebook sono democratici?
di Maddalena Messeri

Twitter e Facebook sono democratici?

Siamo tutti d'accordo che quanto successo a Capitol Hil sia l'ultimo capitolo (o il primo?) di una politica fatta di odio e incitamento alla violenza, spinta in primis da Donald Trump. Siamo altresì consapevoli che una grande responsabilità per la diffusione di quelle idee trumpiane, sia da imputare ai social, che per anni hanno ospitato migliaia di post, profili finti e commenti di ogni tipo per la diffusione di fake news. Cosi, finita la presidenza, Twitter e Facebook hanno deciso di bloccare i profili di Trump: «troppo grandi i rischi se permettiamo al Presidente di continuare ad usare il nostro servizio» ha chiosato Zuckerberg. Ma chiudendo la bocca a Potus, hanno aperto un dibattito che interroga ognuno di noi: dove finisce la libertà di espressione? Possono delle società private decidere di censurare la comunicazione di un Capo di Stato? Che senso ha oscurare un tweet, se poi lo stesso messaggio passa sui media tradizionali? E come mai le piattaforme social non sono cosi rigide quando si tratta di prendere enormi finanziamenti per la sponsorizzazione di campagne elettorali? Servono nuove leggi internazionali, per regolamentare queste piattaforme. Perché oggi sembrano difendere la democrazia, ma domani chissà.

 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Gennaio 2021, 14:52
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