Zerocalcare divide il web
di Maddalena Messeri

Zerocalcare divide il web

Vi ricordate i video Rebibbia Quarantine di Zerocalcare diventati virali durante il lockdown? Da Facebook a Netflix il passo è stato breve e la nuova serie di Michele Rech ha subito spopolato anche sulla piattaforma. «È uscita sta cazzo de serie Strappare lungo i bordi, lo so che ve stanno a fa una capoccia così, ma la cosa buona è che gli episodi durano 20 minuti scarsi quindi in un ora e mezza ve la siete levata dar cazzo» commenta ironico il fumettista sul suo profilo Instagram. Come ogni fenomeno mediatico che si rispetti, non sono mancate le raffiche di commenti sui social. Da una parte le amiche teiere innamorate perse, con tweet adoranti e emoticon di cuori, dall'altra una pletora di indignati. La critica più frequente è quella relativa al linguaggio: «ma questi come parlano?», «io non capisco una parola», «è incomprensibile lo strascicato di Zerocalcare» fino a «basta con questo romanaccio». In effetti la serie è ambientata a Roma, e il dialetto è quello semplice e gergale dei ragazzi, pieno di modi di dire tipici come «sei un accollo», «so un sottone», «ho sbroccato». L'autenticità dei dialoghi viene proprio da questo e non è un limite, ma un elemento di carattere, un plus di originalità. Ce lo vedete il protagonista, un simpatico disadattato di periferia, a parlare italiano forbito? Sarebbe come chiedere agli attori di Gomorra di non recitare in napoletano. A chi proprio non capisce, si consiglia di guardare altro.
@maddai_


Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Novembre 2021, 12:21
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