Social alleati dello Stato e dell'Agenzia delle entrate: è caccia ai furbetti delle tasse

Secondo le ultime stime dell'Agenzia delle Entrate, in Italia ci sono almeno 19 milioni di contribuenti (di questi 16 milioni sono persone fisiche e 3 milioni società) con almeno una cartella da pagare. Un esercito di italiani indebitati, in pratica come fossero tutti i residenti di Lazio, Toscana e Lombardia messi insieme; e nonostante le utili rottamazioni dei governi Renzi e Gentiloni e il saldo e stralcio del Conte 1, restano ancora 140 milioni di cartelle da pagare.

 

Un niente se di pensa all'evasione totale, da sempre una piaga enorme per l'Italia, che ogni anno sottrae alle casse pubbliche circa 106 miliardi di euro. Per questo il lavoro incrociato di Ministero dell'Economia, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza punta a una nuova strategia: una vera e propria caccia all'evasore attraverso un algoritmo che raccolga dati pubblici online e che crei un archivio digitale incrociato.

 


I social media sono il primo strumento di controllo: beni esibiti, tenore di vita e lussi nel mirino. Come per il reddito di cittadinanza, in tanti truffatori sono stati pizzicati grazie a foto e video da loro stessi resi pubblici (vi ricordate i malavitosi che esibivano le mazzette incassate con falsi nomi?) così gli evasori saranno intercettati attraverso la condivisione di contenuti economicamente rilevanti. Supercar, ville, yacht, vite smeralde e dichiarazioni a zero? I social, questa volta alleati dello Stato, potranno aiutare a fare chiarezza dove chiarezza non c'è. 
 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Giugno 2022, 14:42
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