Le firme digitali per i referendum
di Maddalena Messeri

Le firme digitali per i referendum

In principio fu la Piattaforma Rousseau, con cui il M5S ha portato sulla scena il primo esperimento di democrazia diretta online. Oggi abbiamo la firma digitale per i referendum: una vera rivoluzione per la politica italiana. La svolta è arrivata il 12 agosto, frutto di un emendamento del deputato di +Europa Riccardo Magi. «Una vittoria per chi crede che la democrazia sia per tutti. Con la firma digitale il referendum torna ai cittadini, che potranno raccogliere le firme senza dover chiedere permesso ai partiti», ha dichiarato Mario Staderini, che 2 anni fa lanciò la campagna #DemocraziaNegata. Così dove non arrivano i banchetti, arriva la raccolta firme digitale. Esempio lampante del successo dell'iniziativa, è stata la grande partecipazione alla raccolta firme sull'eutanasia legale e il boom di firme per la legalizzazione della cannabis: in sole 24 ore oltre 100mila cittadini. E se queste campagne funzionano è anche grazie a un'opinione pubblica informata da anni su questi temi e a una forte spinta social. L'Associazione Luca Coscioni, promotrice dei due referendum, ha 120mila follower su Facebook, l'attivista Marco Cappato 132mila, la pagina Liberi Fino alla Fine ne conta 145mila. Nel 1960 nel confronto Kennedy-Nixon si disse: «Mostratemi un politico che non capisce la televisione e vi mostrerò un perdente». Ecco, dateci un politico che non capisca internet, e vi mostreremo un perdente.

 

@maddai_


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Settembre 2021, 14:37
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